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16.4.16

Criminal (id., 2015)
di Ariel Vromen

La premessa di Criminal un po’ fa ridere.
C’è una minaccia internazionale, un piano terroristico che mette a repentaglio tutto il pianeta e l’unica persona a conoscenza di un modo per fermarlo è una spia che viene uccisa nei primi minuti, senza che i servizi segreti possano fare qualcosa. Tuttavia esiste una procedura sperimentale di trasferimento dei ricordi da un essere umano all’altro che ancora può salvare la memoria della spia, serve un soggetto ricevente adatto però e l’idea migliore è utilizzare un carcerato demente. I suoi problemi di relazione umana sono dovuti ad una malformazione celebrale che calza alla perfezione i requisiti della procedura. Quindi la polizia ora è affidata ad un violento e brutale criminale senza sentimenti che lentamente comincia a ricordare dove si trovi una borsa piena di soldi che ovviamente vuole per sè.

Poteva essere un B movie ad alto tasso d’azione, una storia da Jason Statham molto spiccia e dritta al punto, invece è un film con Kevin Costner il che significa che assieme ad un po’ d’azione (non eccezionale) il film deve anche andare a parare dalle parti della famiglia. Assieme ai ricordi della spia, il criminale si beccherà anche le dolci memorie della sua famiglia (moglie e figlia piccola) con tutto il portato emotivo che si accompagna ad essi. L’esperienza inedita farà breccia nel duro cuore del carcerato, scatenando reazioni inattese e un istinto di protezione in grado di mescolare le carte.

Purtroppo Criminal decide non solo di perdersi dietro ad un sentimentalismo molto fuori luogo, viste le scelte iniziali e l’impostazione di genere, ma anche mal maneggiato. Sceglie di colorare a tinte troppo forti tutti i personaggi portando alcuni a risultati paradossali: Gary Oldman è un uomo tutto urla e scelte nette che comicamente non ne centra una ma sa solo prendere posizioni estreme, dall’altro lato Tommy Lee Jones esaspera la sua recitazione in sottrazione e Vromen non fa che inquadrarlo nei suoi sguardi silenziosi.
Come sempre molto del gradimento di un film simile dipende da cosa si ritiene lecito pretendere da un poliziesco venato di fantascienza, tuttavia il livello minimo di plausibilità non è raggiunto e, dall’altro lato, anche quel livello accettabile di azione e capacità di non perdersi in chiacchiere tipico del miglior cinema di serie B sembra lontano.

2 commenti:

Stefano Cocci ha detto...

essì, na mezza schifezza


Gabriele Niola ha detto...

abbastanza


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