31.5.05

Il teorema di Anna Karenina

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è chiamato così perchè si basa sulla frase d'apertura del romanzo di Leone Tolstoj che più o meno è "Tutte le famiglie felici si assomigliano, tutte quelle infelici lo sono in maniera differente", dunque per estensione tutti i momenti di felicità si assomigliano mentre ogni infelicità è diversa dall'altra.
A dimostrazione di questo qui trovate un elenco di filmati di persone che piangono mentre mangiano. E' meraviglioso, molti sono cazzoni ma alcuni abbastanza autentici. Imperdibili (chiaramente) le motivazioni.
Faccio anche un po' da leader d'opinione e vi spingo i miei preferiti: Aaron, Afshin, Greg e Christy.

Sono cose importanti

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E' praticamente ufficiale: nella prossima versione di Windows, che per ora viene chiamata Longhorn, le cartelle personali non avranno più l'odioso prefisso "il mio" (o My per chi usa windows in inglese). Non ci sarà più "i miei documenti", "le mie immagini", "la mia musica" ecc. ecc. ma semplicemente documenti, musica, immagini.... Decisamente un passo in avanti.
Chiaramente a riguardo sono partite subito le prime illazioni complottistiche secondo le quali sarebbero state le multinazionali della musica a non volere più quel prefisso perchè suggerisce una certa proprietà sui file musicali che in realtà non c'è...
A me sembra più probabile quello che viene sostenuto qui, cioè che in origine ciò poteva avere un senso, per creare fidelizzazione con il computer, dare un certo calore umano alle cartelle ed alle categorie, ma ora che il boom dell'acquisto e dell'utilizzo dei computer è passato, ora che siamo in una fase di stabilità questa denominazione fa schifo e basta percui la leviamo.

Nessuna pietà per chi pecca di ùbris

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Qui per i dettagli

Questa è grossa

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Secondo Comingsoon.net Nel gennaio 2006 cominceranno a Sofia in Bulgaria le riprese di Rambo IV! La trama dovrebbe girare intorno al rapimento dei genitori di Rambo...... Ed a Stallone sarà affiancato un giovanotto (stile Rocky V). Cmq mi aspetto smentite, già si è ventilato per più e più volte l'inizio dei lavori di Rocky VI, ad un certo punto pareva addirittura che James Brown avesse già composto la colonna sonora...

Che bello, al ristorante con i nerd

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Nella categoria previsioni improbabili Nolan Bushnell, il grandissimo precursore della storia dei videogiochi, fondatore della Atari, creatore di Space Odyssey (primo videogioco) e di Pong! (primo videogioco commerciale), perde tutta la sua credibilità sostenendo la sua catena di ristoranti dove al tavolo ci sono degli schermi per giocare a videogiochi di gruppo....

Tecno-stronzate

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Newsweek sostiene che "tutte queste auricolari nelle orecchie" fanno male e diventeremo ben presto sordi. Cita un po' di cifre riguardanti gli americani, e racconta due-tre storielline di gente che viveva sconsideratamente e ora è sorda.
Ma se non siamo diventati tutti sordi dopo "tutti quei concerti con quelle chitarre elettriche", dopo che la generazione del walkman ha fatto scempio dei padiglioni auricolari, perchè dovremmo diventarlo ora?
Anche il Newsweek insiste con la storia dell'iPod generation.

Da oggi una nuova ragione per accendere il computer

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Valerio ha aperto il suo blog. Se dura è imperdibile. E' già epico e retorico dal primo post.

Sbatti il mostro in prima pagina

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Riguardo tutta questa storia di Michael Jackson processato per pedofilia, io ho una posizione chiara e decisa.
No. Non ci credo. E' troppo facile accusarlo di tutto, è chiaramente psicolabile, debole, mostruoso (eh si, proprio mostruoso) e quell'aria indifesa, quella vocina flebile, quegli ombrellini per ripararsi dal sole non fanno che accrescere il senso di maniaco sessuale. Anche io non faccio alcuna fatica ad immaginarmi Michael Jackson come un pedofilo, ed è proprio per questo che non credo lo sia. Non è una novità, nè me ne esco io per primo col sostenere che probabilmente è stato citato dai parenti delle "vittime" per soldi, e a me sinceramente mi sembra tutto troppo facile.
E' la sindrome di Frankenstein, è brutto, deforme, raccapricciante (Company, una rivista inglese, recentemente l'ha eletto l'uomo meno sexy del pianeta), deve essere per forza anche cattivo, è quella che i greci chiamavano kalokagathìa, i belli sono anche buoni (kalòs kai agathòs) e viceversa, un modo come unaltro di semplificare la realtà per poterla rappresentare e per narrare i miti (specialmente nell'età in cui tutto si tramandava oralmente).
Di oggi la notizia che in aula hanno proiettato un video della polizia dove un bambino (già ascoltato in aula) illustra come Michael lo volesse convincere a masturbarsi e data la sua reticenza l'abbia poi fatto lui. E sostengono che visto che a fine video il bambino chiede alla polizia di non dire nulla a sua madre, allora la madre non può essere d'accordo............................
Non credo sapremo mai la verità, a me che non ci si fidi ciecamente del giudizio della corte, ma guardando ad altri celebri processi come quello ad O.J. Simpson.....
Per questo voglio farmi un'idea aprioristica. Si, sto con Michael, lo temo, mi mette paura, ma sto con lui!





30.5.05

Lo Straniero (The Stranger, 1946)
di Orson Welles

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Ambientare un noir anzichè nei tipici sobborghi di una metropoli caotica, in un tranquillo paesino di provincia, fatto di giornate di sole e spazi aperti, girare un noir con protagonista una donna, una donna buona e gentile anzichè il classico uomo che imbocca la strada della delinquenza per amore di una dark lady, di una donna losca e perduta. Che audacia!
E che risultati!
La parabola è quella di un nazista scampato al processo di Norimberga, scampato alla morte e scampato ad ogni tipo di indagine che si nasconde in un tranquillo paesino americano e sposa la figlia di un giudice della corte suprema, un genio del male, uno degli uomini più fidati di Hitler che si mescola tra la folla... C'è dentro tutto il tipico personaggio da Orson Welles, il titano che si deve confrontare con la quotidianità e c'è anche M, il mostro di Dusseldhorf, che meraviglia!
Per girare Lo straniero Welles per una volta rinuncia (ma neanche troppo) ai suoi wellesismi, niente prospettive sghembe, niente grandangoli e niente profondità di campo e gira questo film espressamente su commissione ma con un tocco personalissimo ed un'audacia tipica. Naturalmente riserva per se stesso il ruolo maschile più interessante, lasciando ad Edward G. Robinson (il grande) la parte dell'ispettore, lui che già due anni prima aveva dato magistralmente corpo a Keyes, l'infallibile agente delle assicurazioni di La Fiamma Del Peccato.
La grandezza di Orson non solo gli ha permesso di avere una precisa coscienza di se stesso, capendo perfettamente quali ruoli gli si addicessero di più (in fondo era quasi un caratterista), ma gli ha consentito di comprendere e dare corpo ad una protagonista di noir perfetta. Là dove gli uomini nei noir barcollano in preda alla passione e sono guidati dalle donne verso atroci delitti in una spirale di perdizione che li porta inevitabilmente al loro destino, qui la donna guidata dal diabolico criminale nazista che ha sposato e nel quale confida con quell'illusione tipica delle donne, è forte, gestisce tutta la situazione, anche se ha la mente obnubilata dall'amore per il marito tanto da non riuscire a vederne il marcio fino a che esso non si rivela appieno nella sequenza (meravigliosa) dell'orologio regolato in casa. E Orson da uomo qual è, non riesce ad essere una dark lady, forte e altezzosa fino in fondo, ma si perde, annaspa e arranca fino a che alla fine il suo piano disperato lo porta alla morte.
Da urlo la sequenza della telefonata con sullo sfondo il block notes sul quale schizza una croce uncinata e la sequenza iniziale dell'occultamento del cadavere girata con il dolly. Senza parlare dell'uso degli specchi e delle ombre. Ma è pur sempre un noir.





Contraddirsi in un pugno di righe

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Su FilmTv, in un impeto d'amore per Natalie Portman, Enrico Magrelli nell'articolo a lei dedicato arriva ad affermare che "Più di altre attrici, cosìddette emergenti, rinuncia a copioni che potrebbero favorire l'ingresso nel club dei volti popolari." Stiamo parlando di Natalie Portman vi ricordo. Poco dopo elenca questi blockbuster a cui avrebbe detto no, tra i quali figurano Tempesta di ghiaccio di Ang Lee (film bellissimo ma pressochè sconosciuto) e L'uomo che sussurrava ai cavalli di Robert Redford.... Ma il massimo della contraddizione arriva poco dopo quando precisa che ora Natalie Portman è impegnata con V for Vendetta (prodotto dai fratelli Wachowski!), se a questo poi si aggiunge che ha accettato la nuova trilogia di Guerre Stellari...... Solo film underground e di nicchia.

29.5.05

Terrore sul mar nero (Journey into fear, 1943)
di Norman Foster (e Orson Welles)

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Orson sostiene che il film gliel'hanno levato ma lui comunque non lo voleva dirigere, voleva solo interpretarlo dopo averlo adatto dal romanzo assieme a Joseph Cotten, Bogdanovich aggiunge invece che alcune sequenze le ha girate lui, forse quella sul cornicione (e io aggiungerei quella dello sbarco dalla nave e la fuga in macchina nel paesino russo), infine c'è chi dice che Orson a suo tempo aveva "dipinto" tutte le sequenze così che Foster non potesse sbagliarsi.
Chiunque abbia visto i film di Welles capisce subito che qualcosa di più che scriverlo deve aver fatto Orson, l'apertura sul killer che si prepara con sotto il giradischi incantato, la sua comparsa dall'ombra sulla nave (che tanto ricorda il Terzo Uomo), il gigantismo di Aki, il colonnello magistralmente impersonato dallo stesso Orson (anche se lui dice che il montaggio ha stravolto la sua interpretazione).
Terrore sul mar nero è un film d'azione (Orson sostiene che lui avrebbe voluto qualcosa di più riflessivo, giocato sui contrasti tra le personalità ingombranti), un thriller che gode dell'isolazione che la trama gli regala (il viaggio sulla nave mercantile), che si bea degli ambienti luridi e sporchi (la stessa pioggia finale sembra sporca) che rispecchiano l'orrore dei personaggi che il protagonista incontra sulla nave, una galleria di caratteri fantastici, sui quali spicca il capitano ubriacone.
Mi stupisco sempre della capacità dei film noir e più in generale del cinema degli anni '30, '40 e '50, di coinvolgere pur facendo forza di continuo su quelli che (oggi) sono stereotipi, caratteri noti e situazioni ritualizzate.... Eppure ogni volta mi fregano, ogni volta mi commuovo, ogni volta mi spavento quando sullo sfondo, leggermente sfocato, compare l'assassino e il protagonista in primo piano non lo vede. Dev'essere la maestria nel costruire la trama, nel presentare le situazioni, rendendole credibili, e la mia volontà di essere "preso". Si, credo che il bello sia tale solo per chi lo vuole vedere.





Estate Romana (2001)
di Matteo Garrone

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Matteo Garrone, come molti, l'ho conosciuto con L'Imbalsamatore, purtroppo non ho avuto la fortuna/audacia di andarlo a vedere al cinema, e sono stato adeguatamente punito, l'ho visto su SKY poco prima che uscisse Primo Amore, che sono andato a vedere immediatamente al cinema, folgorato com'ero.
Matteo Garrone, scrive e dirige, e mette lo zampino anche nella fotografia (un passato da pittore), ha un modo personalissimo di scegliere le storie di cui parlare e di sviluppare le trame, segue i personaggi cercando di fidelizzare lo spettatore, scrutandone ogni movimento, gesto o azione, ma contrariamente allo "stile Dardenne", Garrone segue più personaggi, nelle loro relazioni, nello svolgersi dei loro rapporti e come questi si armonizzino con le altre parti della loro vita. Prima de L'Imbalsamatore Garrone ha girato tre film, Terra di Mezzo (risultato dall'aggregazione di tre cortometraggi), Ospiti e Estate Romana. Il primo è di difficile reperibilità, il secondo ce l'ho ma devo ancora vederlo. Estate Romana, ha in sè tutto ciò che diventerà stile ne L'Imbalsmatore: attori scelti funzionalmente al ruolo (dunque perfetti), una fotografia fatta di colori straripanti, inquadrature curatissime e grande attenzione al lavoro come dimensione di vita in cui affiorano problemi contraddizioni e modi di essere. E' incredibile la semplicità con cui il film descrive l'universo afosamente appicicoso dell'estate a Roma, nel quartiere multietnico vicino alla stazione Termini, mentre è intento a seguire la vita dei tre protagonisti di cui è impossibile non innamorarsi, per l'autenticità con la quale non riescono a nascondere le proprie emozioni. Compresa la fastidiosissima stralunata.
"Garrone non cerca la svolta drammatica" dice Mereghetti, ed è vero, la trama del film è puramente descrittiva, il film è un piacere visuale e romantico.





27.5.05

Memory Card Store

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Dovendo comprare una memory card e non trovandone nel mondo reale mi sono messo a cercare su internet e mi sono imbattuto in MemoryCardStore.it, un sito veloce e efficace che pratica dei prezzi incredibilmente più bassi degli altri.
Internet è sempre meglio.

Quando il bello è bello

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è impossibile non linkarlo. Parole di Troppo già è tra i miei link, ma questa foto ne merita uno tutto suo.

Tanta paura

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Sono decisamente tra gli estimatori di Stephen Chow, tra quelli che hanno amato Shaolin Soccer, cioè tra quelli che l'hanno visto in originale e non tra quelli che hanno sofferto nei cinema italiani sotto i colpi di un adattamento ridicolo e di un doppiaggio fatto dai calciatori.... Dunque sono ansioso di andare a vedere Kung Fusion (o meglio Fu Hustle) che già kekkoz e gokachu hanno avuto modo di lodare. Tuttavia come non essere preoccupati di trovarsi di fronte all'ennesimo scempio?





Tenere alta la bandiera

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Tiscali UK si svincola da British Telecom e punta a conquistare il mercato delle connessioni boradband in Inghilterra. Fonte ZDnet

Generazione Y????

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Emmebi nei suoi Attach parla di una recente ricerca fatta in America sul significato della religione e la sensibilità religiosa della generazione Y, la religione ai tempi dell'iPod.
Premesso che mal sopporto l'etichetta generazione Y (già sopportavo poco quella generazione X, figuriamoci una che da questa discende!), e ancora di meno sopporto "la generazione dell'iPod", quando è abbastanza noto che l'iPod, dato il costo, lo comprano quelli della generazione X, tuttavia l'indagine non è pellegrina e nemmeno le conclusioni di Emmebi.
Personalmente non credo che la chiesa o le istituzioni religiose abbiano una crisi di visibilità (citando Davide Bennato) basta vedere che è successo per la morte di Giovanni Paolo II, credo che abbiano una crisi di contenuti, che in sostanza non siano più adeguati a fornire risposte, o meglio a dare ordine al caos. Il bisogno di comprendere e spiegare ciò che ci circonda viene ora soddisfatto in altri modi perchè abbiamo la possibilità di rifarci a più fonti, di entrare in contatto con più religioni diverse e con più linee di pensiero diverse. Da ciò non può discendere che un maggior relativismo e dunque una sfiducia per ogni cosa sia assoluta e dogmatica. Ci si costruisce una propria maniera personale di spiegare la realtà giustapponendo, religioni, miti pagani, storie, romanzi e cultura pop. L'obiettivo ed il risultato sono i medesimi, la costruzione di una morale personale e la ricerca di qualche risposta alle domande universali, cambiano solo le fonti.

26.5.05

Adaptation

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Sul suo blog private parla della decisione di Alan Moore di dissociarsi totalmente dall'adattamento cinematografico che si sta facendo del suo fumetto V for Vendetta. Per carità, se a Moore fa schifo l'adattamento posso molto ragionevolmente pensare che il film in effetti sarà un mezzo schifo, tuttavia non sono daccordo con private quando riconduce tutto alla classica pratica hollywoodiana di modificare le opere a cui si ispira.
Fare un film la cui storia si basa su qualcos'altro, libri, fumetti, opere rock... Prevede comunque una traduzione intersemiotica, il passaggio dal linguaggio di un medium a quello di un altro, e questo avvenimento non può lasciare intatto il contenuto senza pregiudicare la riuscita dell'operazione. Il Signore Degli Anelli è quasi identico al libro ma non vale nulla cinematograficamente! Senza contare che in questo modo qualsiasi opera vive il confronto impari con l'originale, e che ne è poi della creatività dell'autore cinematografico, che può mettere di proprio se non può adattare la storia? Del resto non ci troviamo di fronte ad un testo teatrale. Il problema semmai è che queste operazioni nella maggior parte dei casi vengono fatte da gente molto meno capace degli autori originali e quindi i risultati sono risibili, ma lo sono i risultanti per l'appunto, non la pratica in sè!
Occorre ricordare che Hitchcock adattava sempre dei romanzi stravolgendoli, e che Shining di Kubrick centra poco con quello di King?

Un Bande Apart

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Inconvenienti della libertà di parola alle mogli.
Grazie a EmmeBi.

Store Wars

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Ma che meraviglia! Obi One Cannoli, Chew Broccoli e Yogart!
Imperdibile.

Il senso della storia

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Sul corriere (cartaceo) di oggi, appare la notizia per la quale Ringo Starr e il principe Carlo si stiano dando man forte sul tema della demolizione di alcune case di età vittoriana per fare posto a case popolari volute da Blair.
A noi tutto ciò fa un po' ridere, abituati a discutere su resti e beni storici ben più antichi, comunque è indubbio che per gli inglesi quelle case costituiscano un patrimonio artistico oltre che storico. Sarebbe facile schierarsi con Ringo Starr e il principe, ma va considerato che l'esigenza e l'attitudine mentale di mantenere e conservare costruzioni o beni antichi è una cosa modernissima, dei primi del '900, prima tutti se ne fregavano, quelle case vittoriane probabilmente hanno sostituito palazzi magari ben più antichi e importanti, ma oltre al fatto che non c'era possibilità di discutere le decisioni governative, quello che mancava una volta era proprio il senso della storia e della conservazione di una città, quella che viene definita la "memoria pratica".
Così ora, in virtù della nostra rinnovata attitudine alla conservazione, ci facciamo prendere la mano e teniamo qualsiasi cosa, eppure in passato, quando ce ne fregavamo, le nostre città non venivano deturpate o snaturate più di tanto (certo da noi hanno sfondato il colosseo... ma sono casi estremi). Invece ora si tiene qualsiasi cosa anche a scapito delle case popolari.

Lo sport e la funzione mitopoietica

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Sono da sempre convinto che nella modernità, oltre alla finzione (romanzi, cinema, televisione...), ci sia anche lo sport ad assolvere alla funzione mitopoietica, cioè quell'esigenza che ogni società da sempre ha di produrre miti, cioè storie che fungano da esempio di vita, da insegnamento. Ogni società in ogni momento storico ha prodotto storie, miti, favole con l'unico obiettivo di insegnare attraverso la narrazione, di tramandare il sapere popolare.
Ora, nella modernità lo sport in tutte le sue forme è pienamente produttore di miti, storie esemplari, alle volte commoventi che possono fungere da esempi di vita. La prova più lampante è il programma "Sfide" che su questo basa il suo successo, cioè sull'esplicitazione di questa funzione dello sport.
Stasera ne abbiamo avuto un altro esempio.
Il Milan si è presentato con il suo carico di campioni ed il suo gioco spettacolare alla finale di Champions League contro il Liverpool, squadra tutt'altro che pellegrina ma comunque non del calibro del Milan, che infatti era dato favorito. Il caso (il caso è sempre importantissimo in ogni mito, in ogni storia) ha voluto che il Milan con bravura e fortuna segnasse il primo gol al primo minuto di gioco, cosa che ha messo il Liverpool in una condizione di svantaggio psicologico l'ha costretto a rischiare di più e quindi a scoprirsi in difesa. Risultato: alla fine del primo tempo il Milan conduceva brillantemente per 3 a 0. Un risultato secco, imposto con la forza e con un gioco migliore.
Ma lo sport produce miti proprio perchè mischia continuamente professionalità, interessi ed emozioni umane e questo accade in particolar modo nelle finali e nella manifestazioni di risonanza mondiale (Olimpiadi, mondiali ecc. ecc.). I giocatori del Milan, ebri di felicità per quel traguardo che credevano vicino, giocano il secondo tempo con superiorità, cercando continuamente Shevchencko per far segnare anche lui in quest'occasione di trionfo e non pensano che lo stadio di Istanbul è per la maggior parte occupato dai tifosi del Liverpool, tifosi inglesi, che non si arrendono, che non si demoralizzano e inoltre non pensano nemmeno al fatto che il Liverpool è arrivato a questa finale a sorpresa, da sfavorito, ribaltando risultati disastrosi. Così all'8° minuto del secondo tempo il capitano del Liverpool, Gerrard, segna, corre a prendere il pallone e lo porta a centrocampo, il tifo impazzisce. In soli 7 minuti con la forza della disperazione delle squadre che non hanno paura perchè ormai non hanno nulla da perdere il Liverpool fa altri 2 gol e pareggia.
Come in tutte le grandi storie che si rispettino l'eroe carismatico (il capitano, Gerrard), conduce i suoi, dà inizio alla rivincita, è in prima fila, si fa male, sembra quasi doversi ritirare, ma torna in piedi e risulta ancora decisivo.
Finito in parità il tempo regolamentare si va ai supplementari durante i quali il Milan arrembante cercherà in vano per mezzìora di segnare mentre l'acciaccato ma psicologicamente forte Liverpool tiene duro, tra crampi e stiramenti. Arrivati ai rigori (il deus ex machina) la mano del fato finisce il lavoro.
Che meraviglia. Proprio quelle cose che riconciliano con il calcio e con lo sport, una bellissima storia da raccontare e riraccontare, la squadra sfavorita e vessata che risorge mentre il nemico potente pecca di ubris e cade inevitabilmente.
Solo raramente la vita regala l'immenso privilegio di assomigliare ad un film.

UPDATE 27/05/05
Come volevasi dimostrare il Milan ha subito la più classica delle punizioni per aver peccato di ubris.





25.5.05

Finalmente se ne sono accorti

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Vivo un rapporto altamente schizofrenico con la tecnologia di vera utilità (telefoni cellulari e personal computer), ho una doppia anima. Una parte di me va matta per le ibridazioni e le nuove funzionalità, le possibilità di consultare le mappe da cellulare, o telefonare da computer, il videostreaming o la messaggistica avanzata... Tutte queste cose mi attirano da morire. Ma c'è un'altra parte poi che ha un fortissimo desiderio di essenzialità. Sogno un telefono cellulare che mi permetta di bloggare mentre sono in mobilità (lo sogno perchè non ce l'ho, ma esiste), che mi indichi le strade, che sia una macchina fotografica seria, che risponda ad ogni mio bisogno e che sia raffinato e giustamente complesso, ma sogno anche un telefono normalissimo con lo schermo di una riga sola per i numeri e 12 pulsanti normali (1234567890*#) e due giganti (ACCESO, SPENTO) e basta!! Che non faccia null'altro, non mandi messaggi, non abbia segreterie telefoniche, niente di niente, il massimo dell'essenzialità. E non credo di essere l'unico, e finalmente Vodafone ci ha accontentato. FINALMENTE.
Non lo comprerò mai, sto risparmiando per comprare quello per bloggare in mobilità.

Super Size Me (id., 2004)
di Morgan Spurlock

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Sono stato a vedere Super size Me in realtà volevo andare a vedere Crimen Perfecto, anzi in realtà volevo andare a vedere Super Size Me ma me l'avevano bocciato a favore della commedia spagnola, però il ristorante dove sono stato si trovava di fronte ad un cinema dove facevano Super Size Me (l'ultimo rimasto a Roma) e così ha vinto.
Partivo già con un certo pregiudizo, dato da quel che avevo letto e sentito e cioè che è fatto molto bene ma il tema di fondo (far vedere che se si mangia ogni giorno da McDonald's si sta male) è una cazzata (e lo è), nel senso che fa male anche mangiare ogni giorno carbonara o ubriacarsi ogni giorno.
Mi sono dovuto ricredere su tutto, in primis sul fatto che è fatto bene.
No, non è fatto bene. Spurlock segue la strada di Michael Moore è chiaro: narrazione in prima persona della propria odissea in un determinato tema con l'obiettivo di raggiungere una verità, grande protagonismo (molte inquadrature su se stesso, siparietti e racconti presi dalla propria vita), umorismo e attacco all'American-style. Lo stile Moore non mi dispiace affatto, quantomeno non credo sia un male in sè, ho amato Bowling a Columbine tanto quanto ho odiato Fahrenheit 9/11 e ho trovato carino ed a tratti toccante Roger And Me. Ma in Spurlock non ho trovato nulla dei pregi di Moore, solo i difetti. In più tende a barricarsi dietro una marea di dati che mi hanno provocato una certa sonnolenza. Non c'è ritmo e non c'è emotività. Non si può dire che non ci provi, ma proprio non mi ha convinto.
Ma mi sono dovuto ricredere anche sul contenuto, infatti Spurlock in primis si rende conto dell'assurdità del proprio proposito e che non dimostra nulla che non si sapesse già, tuttavia dà una prova dettagliata delle conseguenze. Cioè io sapevo da prima che mangiando tutti i giorni da McDonald's si sta male ma ignorava in che maniera si stia male, da quali mali si venga colpiti. Alla fine diventa un'esperimento ragionevole, soprattutto alla luce del fatto che il documentario non è su quello, cioè quello serve per attirare il pubblico in realtà è tutto sul problema dell'obesita in America e sulla difficoltà di imporre una cultura alimentare in un paese totalment sprovvisto di tradizioni in questo senso e (come tutti) vittima delle spinte commerciali verso cibi e bevande grasse.
Mi è rivenuto in mente proprio Roger And Me vedendo la ridicolezza dei rimedi approntati dai privati e dalle istituzioni. Comunque alla fine a furia di vederlo mangiare roba di Mac a me ne è venuta voglia e non disgusto.





Il dentista consiglia

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Il mio dentista oltre ad essere padrone dello studio dentistico dove lavora è anche padrone dell'appartamento in cui abita, sito nel medesimo palazzo dello studio, inoltre da poco ha comprato un edicola nel palazzo di fronte. Sta poi trattando l'acquisto di Vicolo Corto così può cominciare a costruire case e alberghi.
Data la sua identità segreta di edicolante la sala d'aspetto è sempre fornitissima di riviste fresche ed anche di qualche chicca. Oggi ho trovato riviste di vela, di approfondimento ecologico, giardinaggio , arredamento per cucine ("kitchens.it") e di cinema oltre ad una di gossip ("Visto") ed una di puttanate ("Chi"). Mi ritengo fortunato.
In quest'abbondare di offerta ho trovato anche "Oblò", che già dalla copertina mi sembrava un finto-Focus e quindi l'ho scelta subito come vittima sacrificale. Scopro che è al primo numero, dopo un'occhiata alla copertina ed a 4 articoli mi sono già fatto un pregiudizio.
Sono una persona ragionevole, mi faccio i pregiudizi, ma sono pronto a ricredermi.
Leggo un articolo, uno a caso, sulle tecnologie, un articolo SPECIFICO sulle tecnologie, un articolo di approfondimento (stile Focus) di Nicoletta Preto che introducendo l'argomento scrive che il telegrafo elettrico è del 1838 (giusto) e che la radio ed il telefono sono stati inventati di lì a poco. Di lì a poco?? Almeno 40 per il telefono e 50 per la radio!!
Gli altri articoli poi erano orrendamente sensazionalisti e conservativamente previsionisti.
Sembrava l'equivalente cartaceo di Futura City. Di peggio non riesco a dire.

24.5.05

Il minore dei mali

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Jesper Johansson si occupa da anni della sicurezza in casa Microsoft, un compito abbastanza ingrato che credo lo occupi per 23 ore al giorno, e ha dichiarato che è giusto scriversi le password. Cioè fino a ieri l'imperativo era non scriversi le password, da oggi invece bisogna farlo. E cosa più incredibile ha ragione!
In fondo l'aumentare delle password (per l'aumentare dei servizi) rende impossibile memorizzarle tutte, a meno che non le si scelga facili o tutte uguali, cosa che aumenta le possibilità di violazione delle stesse. L'ideale è chiaramente avere password tutte diverse, magari alfanumeriche con lettere anche maiuscole e che non abbiano relazioni tra di loro nè con la vita del proprietario, e l'unico modo per fare ciò è scriversele. Il problema dello scriversele è che chiaramente si è soggetti al social engineering, cioè a quelle pratiche di pirataggio informatico che avvengono fuori dal computer (inganni, raggiri, mascheramenti e truffe rivolte all'ottenimenti di dati come password o user id).
Come ben sa chi ricorda come David Lightman riuscisse a modificarsi i voti da casa.

"Sei uno di noi"

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Sul Foglio leggo una spettacolare rivelazione nel processo di Jacko X (ex-Michael Jackson). Macauly Culkin chiamato a testimoniare dalla difesa, dopo aver precisato di aver soggiornato parecchio a Neverland senza tuttavia aver mai subito avances di alcun tipo, devia parlando del fatto che nel freddo ed arido mondo dello spettacolo esista una casta, una lobby silenziosa e nascosta che è quella dei bambini prodigio, che tra loro si aiutano e si sostengono, soprattutto psicologicamente, per evitare quanto più possibile traumi e crescere normalmente. Culkin era molto seguito da Jackson e Jackson in un filmato inedito rievoca di quando incontrò da bimbo l'anziana Shirley Temple, la quale gli chiese "Sei uno di noi vero?".
Questa rivelazione fa un po' tenerezza e getta un raggio di serenità sull'ambiente dei bambini-celebrità sfruttati dai genitori-manager, ma viene da domandarsi che abbia fatto di male Culkin per beccarsi come protettore e sostegno psicologico Michael Jackson....

Deliri di onnipotenza

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Leggo sul Corriere di oggi che Samuel L. Jackson ha dichiarato che in futuro sarà ricordato il ruolo che ha nella nuova trilogia di Guerre Stellari........ Non capisco se si tratta promozione o si sia fatto invasare da Lucas. A prescindere dal fatto che non credo che la seconda trilogia riuscirà a vivere della luce riflessa dalla prima, inoltre mi sembra assurdo pensare di essere ricordati per un ruolo, non solo tanto marginale, ma anche tanto privo di personalità come quello del jedi Mace Windu. Non siamo di fronte ad Alec Guinness che viene ricordato solo per essere stato Obi One Kenobi in mezzo film più alcune apparizioni negli altri due, in quel caso si trattava di un attore mitico che interpretava un personaggio pieno di carattere, autorità, mistero e personalità.
L'affermazione di Jackson sembra assurda anche alla luce del fatto che ha avuto un ruolo molto migliore in un film molto più importante! Se proprio lo dovremo ricordare per una cosa sola, sarà per le sue dissertazioni sul Big Mac e le declamazioni di Ezechiele 25,17 con pistola spianata.





Anche io amo le tassonomie ma occorre coerenza

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Time ha proposto un elenco dei 100 film più importanti della storia. Quest'elenco è stato stilato da Richard Schickel e Richard Corliss i critici cinematografici della rivista. Ora, io amo elenchi, liste e classifiche e personalmente ne stilo di continuo, ma non si può essere così incoerenti e protezionisti! Mettere 4 film italiani tra i primi 100 di cui 2 di Leone (Il Buono il Brutto e il Cattivo e C'era una volta il west) è davvero troppo!! Se poi si aggiunge che la motivazione di fondo è che Leone ha dato nuova forma ed impulso ad un genere americano, cascano le braccia.
Sono daccordo che il cinema americano in un elenco dei 100 grandi film della storia meriti gran parte dell'elenco, ma stiamo esagerando! Gli altri due italiani sono Umberto D. e Otto e mezzo, nulla da dire, ma non si può ignorare Ladri di biciclette. Non so non mi sembra un classifica coerente. Non ci sto. E poi quest'elenco soffre del classico miopismo che gli permette di includere Il Signore degli Anelli e tirare fuori Via col Vento. E' chiaro che non si può essere tutti daccordo su un elenco simile ma ci sono dei limiti! Mancano totalmente Rossellini e Dreyer e c'è Alla ricerca di Nemo e l'unico di Allen è la Rosa Purpurea Del Cairo. No cazzo no!

Dei Fratelli Dardenne

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4 Film e 2 Palme D'Oro. Reduci da una vita da documentaristi (ne hanno realizzati almeno 40), i fratelli Dardenne portano sullo schermo la loro esperienza dipingendo e narrando situazioni scarne e storie asciutte. E' questo il tipico caso in cui forma e contenuto si influenzano a vicenda e procedendo con coerenza. Da una parte c'è una storia, narrata di fretta, con l'attenzione rivolta ai personaggi, e dall'altra c'è una forma molto scarna e per l'appunto semi-documentarista che segue il protagonista spesso negando anche la logica del campo/controcampo. L'ispirazione è chiaramente neorealista (e loro sono i primi ad ammetterlo) ma la realizzazione è assolutamente moderna. I Dardenne non hanno paura di nulla e fanno scelte ardite, il più delle volte non fanno preamboli, vanno direttamente al sodo cominciando a descrivere i personaggi attraverso la loro quotidianità.
Spesso sono accusati di fare film tutti uguali, e in effetti l'impianto è sempre molto simile, ma ciò che viene scambiato per ripetitività è in realtà una modalità di indagare la realtà che i fratelli Dardenne hanno mutato in stile, spesso imitato e seguito da altri come Eric Zonca o Andrei Zvyagintsev.
Le caratteristiche dello "stile Dardenne" sono poche e semplici. Una storia altamente drammatica, fatta di scelte difficili in contesti di disagio sociale, un protagonista da seguire (quasi da pedinare), una narrazione concentrata negli ultimi 20 minuti. Sono film, solitamente brevi, che scorrono per lo più descrivendo scene di vita quotidiana, mostrando avvenimenti il cui svolgimento è inutile ai fini della trama ma basilare ai fini della definizione del personaggio. Tutto è fatto per il personaggio, bisogna capirlo, comprenderlo, amarlo anche per i suoi difetti, diventare partecipi al massimo non mollandolo mai. Poi negli ultimi 20 minuti succede di tutto, gli eventi precipitano, vengono prese decisioni e avvengono le agnizioni, così si materializza il dramma. I Dardenne non fanno film facili ma hanno le idee chiare e sanno come emozionare. Attendo fiducioso L'Enfant.




23.5.05

Nerds Wars

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Come molti anche io ho goduto dell'ultimo episodio di Guerre Stellari in compagnia dei protagonisti. Da Darth Vader a Qui-Gon-Jin, da Jar Jar Binks alla principessa Padme. Uno spettacolo meraviglioso. Ero all'Adriano di Roma, abbiamo aspettato ore fuori dal cinema prima di entrare e ogni tanto i protagonisti uscivano, e si mischiavano a noi. Su tutti, chiaramente trionfavava Vader, il quale veniva sempre tenuto per ultimo (che senso della messa in scena). Si trattava dei Jedi Knights Fan Club uno dei più ufficiali fan club italiani.
Come sempre mi meraviglia in queste ricostruzioni la maniacalità prima ancora della maestria. Alcuni costumi erano fatti veramente bene, le maschere poi erano belle e complesse, le armature dei soldati dell'impero erano fatte in plastica e tutti i vestiti calzavano, ma la ricostruzione maniacale dei particolari mi inquieta sempre, il gusto per il dettaglio spinto, la spada laser di Vader che non è come quella di Qui-Gon-Jin che non è come quella di Obi-One-Kenobi, e tutti lo sanno, se ne accorgono e apprezzano.
Il film è stato esattamente come ci si aspettava fosse, in linea con i primi tre della nuova saga, leggermente sfalzato dai tre originali, più cattolico, più morale, più mainstream. Esteticamente bellissimo, più degli altri. Tuttavia è impossibile non considerare come si pone questo film in assoluto. La valutazione di un film come questo non può non risentire del coinvolgimento emotivo da nerd. Un qualsiasi appassionato di Guerre Stellari non può non sussultare ogni volta che Joda sfodera la spada laser, non può non commuoversi quando Vader indossa la maschera e non può non esitare, sulle spine in un'attesa estatica, che una volta applicata lal maschera si oda il caratteristico respiro. Personalmente ho dato il peggio di me, è uscito fuori con prepotenza tutto il mio nerdismo, tutta la maniacalità della conoscenza si è manifestata senza ritegno. Al momento del parto non ho potuto non chiedermi (e chiedere ad alta voce), sapendo della morte certa di Padme: "E allora chi li sceglie i nomi?? Chi???". Di fronte a quesiti del genere e a preoccupazioni simili decade ogni possibile giudizio sul valore del film, si sorvola anche Vader che cammina come Frankenstein.
A fine proiezione, una sola domanda mi ha assalito. Per motivi personali ho fatto più di un'indagine sul mondo dei fan club e in particolare ho conosciuto i Jedi Knights, stanno in piedi da parecchio tempo e hanno già cambiato una volta presidente, vivono di attività, costumi, maschere, fiere da fumetto e prime al cinema, un po' come tutti i fan club (tranne gli startrekkisti, ma quella è proprio un'altra cosa), ma ora che faranno? Ora è veramente finito tutto. Lo zoccolo duro potrà pure rimanere ma gli altri? Erano almeno una ventina mascherati, hanno fatto uno spettacolo di combattimenti con spade laser molto elaborato, che faranno ora? In quanti rimarranno? In 5 alle fiere? Vader, Obi-One e una guardia imperiale che si aggirano con un R2-D2? Non ho avuto il coraggio di chiedere.