28.2.06

L'Enigma degli enigmi

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La macchina Enigma, per chi non lo sapesse e di conseguenza non avesse visto film fondamentali come U-571 e via dicendo, è una specie di grossa macchina da scrivere che in realtà è un complesso sistema di crittograzione utilizzato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale. Visto che le radio potevano essere intercettate loro criptavano i messaggi.
Queste macchine erano l'oggetto del desiderio di tutti glieserciti alleati, entrare in possesso di una di loro voleva dire scoprire tutte le comunicazioni naziste. I nazisti da par loro periodicamente le cambiavano. Alcuni dei primi modelli caddero in mani alleate (come narrato per l'appunto in U-571) e il loro funzionamento fu scoperto.
Ma l'ultimo modello, il più efficiente, ritenuto inespugnabile dai nazisti non è stato mai risolto, nonostante dopo la fine della guerra si sia entrati in possesso di tutto il materiale e nonostante le moderne tecnologie. Infatti per decrittare e capire il funzionamento dell'ultimo modello di macchina Enigma ad un computer normale che lavori sul brute forcing (una tecnica molto elementare ma efficace che prevede di tentare tutte le combinazioni possibili) ci vorrebbero decenni di calcolo ininterrotto.
Ma ora grazie al dsitributed computing si è venuti già a a capo del primo di 4 messaggi mai decrittati.
Il distributed computing è una modalità di calcolo condiviso portato alla ribalta tempo fa dal progetto Seti@Home. Nel caso del progetto Seti chiunque si può scaricare il software necessario a far compiere al proprio computer piccole porzioni di calcolo necessarie a decodificare i segnali che vengono dallo spazio, queste operazioni vengono effettuate quando il computer non lavora, cioè quando è in stand by (il programma si configura come un riposa schermo).
Allo stesso modo The M4 Project ha pensato di distribuire il calcolo brute force finalizzato a decrittare i 4 messaggi nazisti mai svelati.
Uno lo si è decrittato. Ne mancano tre.
Radio signal 1851/19/252: "F T 1132/19 contents: Forced to submerge during attack. Depth charges. Last enemy position 0830h AJ 9863, (course]) 220 degrees, (speed) 8 knots. (I am) following (the enemy). (Barometer) falls 14 mb, (wind) nor-nor-east, (force) 4, visibility 10 (nautical miles)."

La tecnologia migliora la vita

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Microsoft ha creato molta suspense intorno alla novità che renderà pubblica domani, anche se molti sostengono che inrealtà domani darà altri indizi, qualcosa che si chiama Origami che ha le dimensioni di un tablet Pc e che lo sembra proprio. Non si sa molto di più.
Qui c'è uno spot tutto da vedere per sognare.
Quanto mi piacerebbe che tutto questo fosse vero.

What Would Steve Jobs Do?

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Su Engadget i risultati del concorso Photoshop dal tema What Would Steve Jobs Do? Nuove idee per prodotti Mac, possibili e impossibili.
I miei preferiti sono di gran lunga l'iMac Nano e l'iPod Video Shuffle.

Vi ricorderete di me per fil come....

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E' morto Dennis Weaver. Io lo ricorderò per Duel.

27.2.06

DVD vs HD

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Macubu è sempre affidabile, tuttavia stavolta non ci sto.
Non mi affido ciecamente a questa pagina che mette a confronto immagini dal DVD di Il Signore Degli Anelli con le medesime immagini tratte dalla versione in alta definizione HD.
Ci sono molti motivi percui non ci sto a fidarmi di questo impietoso raffronto che fa uscire il DVD come un supporto primitivo, ma il più forte è che le immagini attribuite al DVD non mi sembrano assolutamente in qualità DVD.

Per fare il raffronto bisogna passare sulle immagini con il mouse, a quel punto l'immagine da che è quella (supposta) del DVD diventa quella della versione HD.

Non mi dite che salta fuori che avevano ragione quelli di Quaero

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Quaero è il motore di ricerca europeo che Francia e Germania stanno mettendo a punto per contrastare il dominio di Google e in generale dei motori di ricerca americani sulla cultura in rete. Chirac stesso si è molto spesso sull'opprtunità di questa mossa, per non far si che siano gli americani a decidere che risalto dare alla storia dei vari paesi o ai fatti di attualità, insomma un modo europeo di dare ordine e priorità al caos della rete.
Non ne sono mai stato troppo convinto. Sia del fatto che tireranno fuori un motore di ricerca in grado di rivaleggiare con Google, sia del fatto che tutto questo sia necessario.
Ma quando leggo cose come questa le mie certezze vacillano.

Privilegi di chi gode di un certo status

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Un po' di tempo fa leggo su un blog (non ricordo più quale) di quest'iniziativa: "Pesto ai blogger", qualunque blogger con un blog attivo da più di 6 mesi ne faccia richiesta riceverà a casa gratuitamente un pacco da 500 gr. trofie e un barattolo da 200 gr. di pesto. Non ci credo minimamente, cmq provo, del resto sono blogger da più di 6 mesi.... Faccio richiesta e il mio cervello archivia la pratica in una qualche sottodirectory sperduta nella mia mente.
Fino ad oggi, quando incredibilmente torno a casa e lo trovo. Un mito! Il pesto San Lorenzo!

"Ciao, sono gparker, e anche io scelgo solo pesto e trofie S. Lorenzo per le mie cene genovesi!"

La narrazione videoludica

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Da parecchio tempo si sostiene che i videogiochi stiano diventando film, l'integrazione tra i due media è costante, non solo nei termini di uno scambio di contenuti (i videogiochi attingono dai film fin da Asteroids e recentemente il cinema attinge dai videogiochi a mani basse) ma in quelli di uno scambio di modalità di enunciazione, i film vengono strutturati spesso come videogiochi e soprattutto viceversa.

Da parecchi anni i videogiochi contengono molti inserti video con sequenze filmate o comunque doppiate da attori anche famosi (il primo che riesco a ricordare è Under A Killing Moon, 1996 o giù di lì), e nell'ultimo anno ci sono stati molti progetti di videogame diretti da registi come John Milius.

Tuttavia io non credo che sia questo il verso percorso che sta facendo l'industria videoludica, credo che i videogiochi vadano verso una sistema narrativo più complesso e nel fare questo rasentano il linguaggio cinematografico e molte volte ci finiscono dentro per questioni di comodità, cioè è un linguaggio conosciuto e si fa prima a far videogiochi come film. Ma gli esempi migliori sono poi quelli che sviluppano un sistema narrativo indipendente che si ispira solamente a quello cinematografico, magari lo cita anche ma non lo imita.
Sono così molto spesso i giochi Nintendo, infatti tutto questo post è stato ispirato dalla lettura su Wired della recensione di questo gioco, stando a quanto recensito non dico che ci troviamo di fronte a qualcosa di rivoluzionario (non lo dice nemmeno il giornalista) ma davanti a qualcosa di veramente ben fatto che dovrebbe ispirare. Se avessi un Game Cube lo comprerei all'istante.
All'istante.

26.2.06

Scenari improbabili

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Qui si sostiene che una volta siglata la firma sul contratto che legherà la Pixar alla Disney, il colosso di Topolino sarà comprato da Apple.
A rendere improbabile questa voce il fatto che questo renderebbe difficilissimo per la casa di Cupertino di stringere accordi con aziende come la NBC o studi cinematografici concorrenti e il fatto che al momento Apple dispone di 60 milardi di dollari e il valore di Disney si aggira sui 50 miliardi.
Certo però una simile acquisizione porterebbe Jobs sempre più vicino al suo sogno di fornire hardware e software, tutto in un pacchetto...

Io E Il Ciclone (Steamboat Bill Jr., 1928)
di Charles Reisner

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I film di Buster Keaton spesso sembrano procedere per accumulo i gag su un tema. Anche in questo caso è così, la trama, sempre assolutamente pretestuosa, questa volta parla di un duro e virile conducente di barche a vapore che reincontra il figlio decisamente più mollaccione e lo prende con sè nonostante non gli somigli per nulla, anche se si è innamorato della coetanea figlia del suo più acerrimo nemico un moderno costruttore di battelli a vapore.
Variazioni sul tema dell'inettitudine, come era stato anche in College e come spesso accade in Keaton, in questo caso nemmeno troppo originali.
Così il film si barcamena sul filo di un'esile trama e trovate non felicissime, fino all'arrivo del ciclone del titolo, momento di totale distruzione e anarchia fisica in cui Keaton dà il meglio di sè e del suo cinema: tanta fisicità, effetti speciali impensabili, edifici che precipitano, alberi che volano, case che si scoperchiano e in mezzo sempre lui, impassibile tutto intento ad organizzare mille modi per sopravvivere.
Difficile non pensare al cinema di Chaplin nel guardare Keaton, specialmente per il tipo di comicità slapstick, ma ancora una volta molto cose li separano, specialmente l'occhio con cui vedono il mondo.
Keaton, a differenza di Charlot, è integrato con gli esseri umani (anche se non è mai una figura carismatica per via del suo carattere sensibile) ma litiga con gli oggetti, mentre il vagabondo non è integrato con nessuno, al limite ha un unico amico (che alternativamente sono cani, donne e bambini) cosa che rimarca quanto egli sia ai margini della società, e lotta sempre contro gli altri esseri umani, contro la società, riutilizzando gli oggetti in maniera creativa.
Là dove Keaton si aggira in un mondo in cui la fisica gli è ostile (addirittura la ciambella che fa cadere in mare affonda) Charlot si dimena in un universo in cui la società tutta (dagli uomini alle figure dell'ordine) gli è ostile, mentre sono gli oggetti la sua salvezza.





Citizen (journalism) Kane

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OhMyNews un sito che da almeno 6 anni distribuisce news attraverso citizen journalism ha siglato un accordo con Softbank, la quale fornirà 11 milioni di dollari per l'ampliamento delle strutture (si farà anche una stazione televisiva).
Per quanto mi riguarda è la prima vera grossa conquista del citizen journalism, qualcosa che non è destinato necessariamente a diventare una forma di alternativa al giornalismo tradizionale ma sicuramente è una tendenza da non prendere sottogamba, perchè se le cose vanno in questa direzione non è detto che continuino a scimmiottare l'editoria tradizionale (come spesso fanno i blog (questo in primis)) ma potrebbero diventare altro, qualcosa di radicalmente nuovo.

25.2.06

Back to basics

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La Disney tornerà all'animazione tradizionale, quella disegnata ed in due dimensioni, nel 2007 con Enchanted storia di una principessa da favola esiliata a New York.
Ai pennelli James Baxter (La Bella e La Bestia) e chi ha visto i primi disegni si è già sperticato in lodi.
La Disney aveva ufficialmente abbandonato il disegno in due dimensioni con Mucche Alla Riscossa, per appoggiarsi totalmente sulle bellissime opere in 3D della Pixar. E proprio alla recente acquisizione della Pixar da parte del colosso dei cartoni pare sia dovuto il ritorno all'animazione tradizionale, infatti John Lasseter, uomo simbolo del colosso che fa capo a Steve Jobs, è un grande fautore dei cartoni Disney dei tempi d'oro.

Mio Dio

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Prendo quest'immagine dal blog di Giavasan, il quale, mi sembra di capire, la dà per buona, dunque io mi fido anche e soprattutto perchè mi piace credere che sia vera.

Io sto con Google

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Google da che era un startup di successo basata du un'ottima idea (un motore di ricerca con un sistema di indicizzazione rivoluzionario) è progressivamente diventato un colosso principalmente grazie all'applicazione al mondo pubblicitario di quell'idea che aveva fatto grande il suo motore di ricerca. E ora che è un colosso affronta problemi da colosso dovendo mediare in situazoini come quella cinese, nella quale pur di entrare nel mercato ha accettato le restrizioni e le censure governative alle sue ricerche.
Tuttavia io sto con Google, perchè è l'unica azienda seria e con una mission che rispetta di tutta la post new economy (indicizzare tutto il mondo), è l'unica società che badi innanzitutto alla qualità cercando di far discendere da quella il profitto (che cmq gli è sempre assicurato dal suo sistema pubblicitario), è l'unica società che applica la teoria dei giochi di Nash, cioè che agendo per il bene di tutti gli altri player si raggiungono i propri scopi (il famoso don't be evil), è l'unica società che ha una visione chiara, coerente e innovativa: vuole formare una piattaforma di servizi online tale da costituire un sistema operativo a parte svincolato dai computer fisici. E sta effettivamente lavorando in quella direzione.
E' sempre all'avanguardia anche in campi dove insegue (l'instant messaging), sembra raccogliere le migliori menti della silicon valley (mentre con tutta probabilità ha un'organizzazione migliore di altre aziende che gli consente di trarre il meglio da ogni dipendente), è in sostanza una vera società moderna in tutti i sensi.
Non posso non schierarmi con Google.

Vamos a Matar, Compañeros (1970)
di Sergio Corbucci

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Segnalatomi come uno dei migliori spaghetti western di sempre Vamos A Matar, Compañeros mi ha abbstanza deluso. Mi è sembrato più che altro il solito western all'italiana, anche ben fatto, recitato e musicato, ma nulla in più della media.
Corbucci è un professionista dell'azione, questo è innegabile e alcune figure (come lo svedese, non il Vasco) sono anche interessanti, ma è tutto veramente troppo tipico. Anche il tentativo di superare le normali dinamiche western per arrivare ad un cinema di genere che sia insieme anche qualcosa di più profondo, utilizzando maschere e stilemi per dire qualcosa di diverso (in questo caso la nascita di una coscienza sociale) sembra perdersi in mille banali ovvietà.
Detto questo non possono però non essere apprezzate le mille idee di cui è cosparso il film nè le ottime prove di recitazione e non può non venire un magone nel vedere tanta indubbia professionalità nel nostro cinema si derie B anni '60/'70 che passando da una produzione prettamente western a una prettamente poliziesca utilizzando spesso i medesimi attori (Tomas Milian) per molti versi sembrava scimmiottare l'evoluzione del sistema dei generi americano, anch'esso passato per le medesime fasi. Una dimensione industriale che accanto a tante porcate a visto emergere molti ottimi film e molte collaborazioni interessanti (su tutte l'ascesa di Klaus Kinski e la nascita di Clint Eastwood).





La marchetta settimanale

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Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

24.2.06

Flash News

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Presentato a Roma alla presenza del sindaco Veltroni il nuovo HSDPA di 3, che viene chiamato Adsm (per assonanza con l'Adsl credo).
L'HSDPA è un rimaneggiamento dell'UMTS, in sostanza è come l'EDGE per il GPRS: stessa infrastruttura ma comunicazione ottimizzata. Nella pratica per utilizzare la velocità HSDPA ci vogliono altri telefonini o altre schede pc, non vanno bene quelli che già ci sono.
Il progetto parte da Roma e coinvolge otre che 3 anche Ericsson. Entro fine anno c'è l'ntenzione di raggiungere il 70% della popolazione (cioè tutti i grandi centri), e avrà grande risalto all'interno del festival del cinema di Roma.

Il primo podcast di successo a pagamento

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Il podcasti di Ricky Gervais è il più seguito in assoluto, lo dice iTunes, un successo dirompente ottenuto in pochissimo tempo.

Ricky Gervais è un brillante e giovane comico inglese che è salito alla ribalta con la serie tv The Office, da noi mai vista, ma di grandissimo successo in Inghilterra e in America. Se non vado errato (ma qui potrei sbagliare) è anche tra gli autori di Father Ted un'altra situation comedy inglese di cui ho avuto la fortuna di vedere qualche episodio e posso confermare la geniale e dirompente comicità.

La prima serie da 12 episodi dei podcast di Gervais è stata sponsorizzata dal Guardian Unlimited (rivista inglese con una fote presenza in rete), glieli pubblicizzava e provvedeva a tutta la parte tecnica (non che fosse un grande onere). Ora dato il successo di quella serie che è terminata da poco, Gervais ha deciso che la seconda, che comincerà il 28 febbraio, non sarà più gratuita ma a pagamento, 95 pence a episodio e verrà distribuita oltre che su iTunes anche su Audible.co.uk una piattaforma di audiolibri che sta riscuotendo un certo successo.

Si tratta del primo esperimento di serie di podcasting a pagamento, si potranno comprare i singoli episodi o i pacchetti. La curiosità intorno a quanto frutterà quest'affare è grande.

L'Appartamento (The Apartment, 1960)
di Billy Wilder

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Recuperato in un cineclub romano, L'Appartamento alla sua seconda visione guadagna tantissimo. Chissà perchè la prima volta che l'avevo visto l'avevo mal giudicato, relegandolo al rango di "opera minore", invece dopo la visione al cinema (ma avrà influito anche la lingua originale...) ritratto tutto.
L'Appartamento, pur essendo una delle meno divertenti tra le commedie del dinamico duo Wilder/Diamond, è uno dei film più intensi prodotti dalla coppia (intenso quanto molti noir di Wilder), a tratti struggente ed autentico.
Rimane chiaramente invariato il giudizio sulla meravigliosa regia di Wilder (una delle cose che amo di più) e sulla fotografia sapientemente priva di sfumatura tutta bianchi e neri chefa anche un bellissimo uso del formato wide 16:9.
A tratti Wilder e Diamond sembrano dare l'impressione di poter partire da qualsiasi spunto, anche il più cretino (da due uomini che vogliono truffare l'assicurazione, a due musicisti in fuga dai gangster, ad un marito geloso di un personaggio famoso) e ricamarci sopra situazioni divertenti ed interessanti, con personaggi umani inseriti in un universo mostruosamente spietato, e tirare avanti quasi all'infinito senza variare ritmo.
In questo caso attraverso lo spunto della storia di un impiegatuccio incastrato dalla sua sudditanza e dalla sua accondiscendenza verso i più potenti ad offrire il suo appartamento come garçoniere ad ore, Billy Wilder parla di una società arrivista e priva di moralità capace di contagiare tutti (anche il buono della situazione), parla di un sottobosco di solidarietà (il rapporto con il medico vicino), parla di uomini e donne (il tema più scontato) e parla tanto di cinema.
Un cinema che ha imparato la lezione del noir e ha superato quel momento artistico e storico (gli anni '40) portando quella conoscienza con sè per arricchire gli altri generi (la commedia), con un uso funzionale di fotografia, messa in scena, sonoro, dialoghi e figure archetipe. Un cinema che non si ferma mai e si fa arricchire da tutto ciò che vede (incredibilmente l'immagine a destra potrebbe essere tratta da un qualsiasi film della contemporanea Nuovell Vague francese).




Un altro tassello

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Tutto il quartiere della City di Londra sarà coperto dal segnale Wi.Fi. grazie alla società The Cloud. Non è chiaro se si tratti di Wi.Fi. gratuito o a pagamento, ma quanto meno la copertura sarà totale. Così la Gran Bretagna sale al primo posto tra le nazioni europee per numero di hot spot.

Intanto Fon, il progetto spagnolo di copertura Wi.Fi. alternativa di cui già parlai qui, continua a mietere consensi.

23.2.06

Google Pages

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Tutta la blogosfera tecnologica parla di Google Pages, il nuovo servizio web 2.0 di Google per creare siti web in maniera facile e veloce. Un editor WYSIWYG per il momento dotato di molte limitazioni ma che è un grosso sasso nello stagno considerato che ora Google da email, spazio web, e la possibilità di creare pagine.
Certo ci sono molte variabili da calcolare, bisognerebbe provarlo. In molti lo hanno testato. Purtroppo sono stato tutta la mattina in giro e al mio ritorno il server di Google era oberato di richieste quindi ora sono sulla lista di attesa, mi faranno sapere quando potrò aprirmi un account e provarlo. Voglio proprio vederne le potenzialità (quanto si può uploadare per volta, se supporta il protocollo FTP, se posso usare il mio spazio gmail ecc. ecc.).

Queste novità inaspettate di Google si stanno configurando come i veri eventi della rete.....

Le condizioni peggiorano

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Paolo Attivissimo segnala che una delle tre falle Mac di cui già ho parlato qui, è peggiorata, ora si può essere attaccati anche con un semplice allegato se si usa Mail come client di posta.

Le Catene Della Colpa (Out Of The Past, 1947)
di Jacuques Tourneur

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Jacques Tourneur si sa è un grandissimo maestro del cinema, un europeo che è riuscito a fare film più americani di molti altri americani, dimenticando il suo cinema d'origine per cercare nuove vie in quello d'adozione.
E Le Catene Della Colpa non fa eccezione, assieme a La Fiamma Del Peccato è uno dei più solidi, classici e tipici film noir mai girati. Fotografato in maniera splendida e colmo di trovate inventive il film comunica un senso di imminente fatalità fin dal primo fotogramma, riuscendo e trascendere una recitazione non impeccabile ed una trama abbastanza arruffata, interessandosi unicamente del destino segnato dei personaggi.
Dice bene Mereghetti quando sostiene che il momento migliore della pellicola è quando Robert Mitchum attende la dark lady nel bar, "non succede nulla ma c'è tutto lo spirito del film".
Girato ben 6 anni dopo Il Mistero Del Falco e 3 dopo La Fiamma Del Peccato, Le Catene Della Colpa trova ancora qualcosa di importante da dire utilizzando le medesime figure archetipe nel medesimo modo. Ancora una volta non è quello che si dice nè come lo si dice a fare la differenza ma è l'aria che si respira, sono quegli impermeabili spiegazzati e tutto quel fumo, quei tagli di luce disperati e quei violini taglienti, quelle volta faccia imprevedibili compiuti con rassegnata naturalezza e quei terribili ammiccamenti sessuali a fare il vero noir, che forse, anche più del western, costituisce la vera anima profonda del cinema, il suo vero specifico.





Illustri falliti

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Sony dichiara fuori produzione il Walkman Bean, il lettore mp3 che avrebbe dovuto fare concorrenza all'iPod Shuffle che, per chi non lo sapesse, ha subito un ritaglio nel prezzo dato dal fatto che Apple ha deciso di vendere anche un modello di iPod Nano da 1 Gb.

Da questo io traggo due conclusioni: 1) Sony ha sbagliato a puntare tutto su un bel design senza affiancare un software e un music store adeguati 2) Gli ultrapiccoli non tirano, quello dei lettori mp3 è un mercato che si deve differenziare per le rinnovate possibilità che dà, anche il meno interessato alla musica ha molti mp3 sul computer. Più di 1 Gb.

E dire che ce n'era anche un modello rosa.... Sarà stato l'unico a vendere....

22.2.06

Tre worm in una settimana, l'apparente crollo della sicurezza dei Mac

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Di oggi la notizia di una pericolosa vulnerabilità in Safari, il browser predefinito dei Mac, si tratta del terzo worm che attaca i computer di Apple scoperto in poco più di una settimana. Da che erano i computer più sicuri al mondo ora si scoprono tre falle in una settimana.

Questo di sicuro non cambia le carte in tavola nè credo si tratti di una situazione che destinata a protrarsi nel tempo. I computer Mac rimarranno i più sicuri e meno attaccatti, tuttavia quanto è successo è un segnale chiaro che va messo in relazione con questi altri dati, cioè quelli relativi all'incremento della quota di mercato Apple tra i computer. Aumento come si sa dovuto al grande successo dei lettori iPod che avvicinano una fetta sempre maggiore di pubblico al mondo Apple.

La forza dei Mac non era tanto il fatto si avere un'archiettura migliore e quindi non attaccabile (tutti i computer sono attaccabili perchè programmati dall'uomo, l'essere fallace per definizione) ma il fatto che avessero una quota di mercato irrisoria e quindi non interessanti a livello di attacco su scala mondiale.

Che sta succedendo alla Sony?

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E' un po' di tempo che si rincorrono notizie sul probabile slittamento dell'uscita della playstation 3, questo dovrebbe essere dovuto principalmente al fatto che lo sviluppo del processore sviluppato con IBM e Toshiba, assieme al costo di implementare un lettore per DVD Blu-Ray, farebbe lievitare il prezzo della console a 900$, mentre il costo che la Sony vorrebbe sarebbe di 320$.
Si parla di un ritardo anche di sei sette mesi e quindi un uscita che potrebbe verificarsi nel 2007.
Inutile dire che oltre che per Sony questo ritardo comporta un perdita grossa anche per i suoi partner come Nvidia che fornisce schede grafiche. Inoltre di tutto questo si avvantaggia Xbox360 che ancora non ha decollato definitivamente nell'attesa di titoli killer application, che di qui a 6-7 mesi potrebbero anche arrivare.
La Sony si trincera dietro il fatto (anche vero) che la PS2 continua a vendere molto bene, ma per quanto prima che il mercato delle nuove console venga colonizzato da Microsoft?
Qualcosa di sicuro lo si saprà alla Game Developers Conference di San Josè in Marzo.

La caccia continua

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E' stato messo sottosequestro e quindi si trova offline il server Razorback2, uno dei server fondamentali della rete eDonkey2000, sul quale solitamente si basano programmi P2P come eMule.
L'artefice di questo è sempre la MPAA (Motion Picture Association Of America) questa volta tramite la polizia belga e svizzera.
Al momento si può continuare a contare su Kad, per continuare a scambiare file.

The Constant Gardener (id., 2005)
di Fernando Meirelles

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Eccolo qua il primo candidato al premio peggior film dell'anno.
Diretto da Fernando Meirelles del quale avevo tanto apprezzato il bello e complesso City Of God, The Constant Gardener tira per due ore e 10 minuti una trama intricata e mal dispiegata, utilizzando soluzioni colorate già viste nel citato City Of God, e utilizzando espedienti visivi come quello della camera a mano molto irritanti.
Ma su tutto la cosa che rende davvero poco sopportabile ili film, sono i personaggi. Se i cattivi sembrano usciti da Walker Texas Ranger (mentre i bambini muoiono per colpa loro litigano opulenti su un campo da golf in mezzo all'Africa) e quelli che si scoprono essere cattivi a metà pellicola sono personaggi ridicoli, il protagonista (Fiennes) almeno per la prima parte del film sembra riuscito. E' un uomo veramente normale, al centro di qualcosa che non capisce, a tratti ci sono anche dei momenti di autentico interesse destinato però a svanire ben presto con l'evento che intreccia la trama e costringe il giardiniere tenace ad approfondire questioni nelle quali prima non si immischiava.
Il film denuncia le case farmaceutiche e il loro atteggiamento senza scrupoli nei confronti delle popolazioni africane alle quali fanno testare medicinali non ancora approvati insabbiando i fallimenti al solo scopo di arricchirsi.
Tutta la dinamica di "ricerca della verità" e "lotta contro i poteri forti" su cui si basa il film è ciò che di più banale si è già visto e a poco servono una fotografia sgargiante e alcune ottime scelte di paesaggio, quando servono a mostrare slanci metafisici e sequenze dalla pretesa poetica fatte di luce e vento che in realtà non significano nulla se non quello che viene imposto dall'ingombrantissima voce fuoricampo.





21.2.06

Che raffinatezza!

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Che citazioni!
Scene di popolari videogiochi anni '80 ricreate con il Lego.
Quasi commovente.

Presto sugli schermi

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NEXT SCREEN segnala il secondo trailer di A Scanner Darkly, film che tempo fa si fece notare con un primo trailer, per la sua forza visiva e di cui poi si era poco sentito parlare. E' un progetto simile a Sin City, cioè una sperimentazione puramente visiva basata su untesto d'origine molto affidabile (qui si parla di un racconto di Philip K. Dick), che esplora assieme alle potenzialità del digitale anche modi nuovi con cui la forma influenza la narrazione.
La tecnica non è delle più complesse, si tratta di un ritocco con effetto pittorico/fumettoso alle immagini realmente girate (Sin City era più complesso anche da girare), tuttavia mi sembra si adatti bene al tema della fantascienza e soprattutto in questo caso non ha una base estetica a cui rifarsi (Sin City aveva il fumetto da imitare) e deve sviluppare uno specifico cinematografico.
Keanu Reeves sembra interpretare il suo classico personaggio da film di fantascienza costantemente stupito, tra Johnny Mnemonic e il Neo del primo Matrix.

La televisione mobile di 3

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Vincenzo Novari ha annunciato che 3 comincerà ben presto a trasmettere contenuti televisivi per telefonini sulle frequenze Dvb-h cioè frequenze di trasmissione digitale a sè che non interferiscono con quelle ordinarie UMTS (e che quindi non risentono dei problemi di campo) dedicate proprio alla mobile tv...
L'offerta partirà con i mondiali di Germania 2006 e sarà sottoscrivibile solo da chi è in possesso di cellulari appositi come l' LG U900 e altri nuovi Samsung.
E' in assoluto la prima vera offerta di televisione sul telefono cellulare e 3 ha fatto le cose in grande. Infatti oltre ai mondiali, ci saranno anche alcune reti televisive a disposizione degli utenti, ci saranno i tre canali RAI, un canale con il meglio di Rete 4, Canale 5 e Italia 1, quattro canali di Sky (uno di sport, uno di cinema, Vivo e SkyTg24), uno di musica e uno di cartoni. Questi saranno a pagamento anche se non si sa ancora quanto e come si paghi (pare escluso un sistema pay-per-view), poi ci saranno i canali di 3, che ha messo in piedi una piattaforma apposita denominata "La 3", che per il momento comprende: La 3 sport (con accordi per la serie A e il MotoGP), La 3 Show (intrattenimento vario) e La 3 Star (canale per la community).

Insomma una vera televisione in grado di trasmettere in streaming su frequenze televisive digitali, un progetto serio che punta sulla fruizione televisiva in mobilità. In Giappone cose come internet mobile e mobile tv funzionano già moltissimo, ma lo si è detto parecchie volte il mercato giapponese non può fare testo perchè molto diverso dal nostro, da noi non c'è tutta questa mobilità, il più delle volte si sta in casa o in postazioni di lavoro con accesso ad internet.
Mi chiedo seriamente quanto possa avere successo una simile iniziativa, considerando in special modo il fatto che occorre comprare un cellulare nuovo e soprattutto che ancora non sono previsti contenuti specifici, il che vuol dire che ancora si dovranno vedere cose che non sono previste per una fruizione mobile e che richiedono una tipologia d'attenzione "da salotto". Di sicuro però i mondiali dovrebbero fare un bel traino, considerando che le partite che non sono dell'Italia non saranno visibili gratis.
Sono in molti ad essere scettici.

Infine sempre in tema di cellulari non posso non segnalare l'ennesima idiozia.

Victor Victoria (Victor/Victoria, 1982)
di Blake Edwards

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La carriera di Blake Edwards è fatta di molti alti e bassi, legati spesso agli attori con cui lavorava più che ai soggetti che stavano alla base dei suoi film, poichè molto spesso (nei casi più riusciti) la comicità delle sue commedie risiedeva in espedienti slapstick più che brillanti.
Victor Victoria, è uno dei pochi casi di commedia brillante (solo sporcata con trovate slapstick) molto ben riuscita. Ribaltando il classico clichè del travestitismo al maschile è questa volta una donna che veste i panni dell'altro sesso, anzi in maniera ancor più comicamente intricata è una donna ad interpretare un uomo che interpreta una donna. Un'apoteosi del transgender o forse anche del non gender.
Victor Victoria parte da un assunto abbastanza abusato ma lo fa con originalità, disseminando la trama di trovate mai banali e colpi di scena spesso anche sorprendenti. Si avvale anche di ottimi interpreti, su cui spicca il grande Robert Preston nel ruolo della vecchia checca.
Caso raro, è uno dei pochi film musicali che integra davvero senza sforzo e senaza fatica i numeri musicali con i dialoghi e lo svolgimento della trama e riesce nel finale addirittura ad integrare venature comiche molto divertenti nel numero musicale effettuate proprio da Preston che scimmiotta Julie Andrews.
Non mancano i tipici personaggi da Blake Edwards che in questo caso sono Peter Arne e Herb Tanney, il propritario del locale dove lavorava Preston e l'investigatore privato pasticcione da lui assunto (quest'ultima figura giustamente sottotono per non scadere nel clouseauismo).





20.2.06

Ecco perchè podcasting è la parola dell'anno

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In molti luoghi delle Ande l'elettricità arriva per due ore al giorno, dunque i contadini che vivono lì per gran parte della giornata sono tagliati fuori da ogni tipo di comunicazione. Non è detto che gliene importi molto, ma di sicuro gradirebbero ricevere più informazioni sulle coltivazioni, il meteo e tecniche per migliorare i raccolti.
Practical Action (associazione benefica inglese) ha pensato di preparare per lor un podcast di carattere agricolturale aggiornato ogni 15 giorni, ma per farlo arrivare in una zona dove, come detto, l'elettricità è presente per due ore al giorno, ha pensato di sposare vecchie e nuove tecnologie, mandando i file ad un Telecenter (ce ne sono un po' sul territorio, la maggior parte alimentati ad energia solare), che li mette su CD e li trasmette dalle stazioni radio locali.
Ogni stazione locale trasmette solo le cose che gli interessano (nelle zone più piovose le informazioni su come evitare che le piogge distruggano i raccolti ecc. ecc.).
L'iniziativa ha riscosso un grandissimo successo soprattutto perchè i contadini peruviani delle Ande non amano leggere questo tipo di cose, ma sono ben più felici di sentirle dire nel proprio dialetto.
Il successo è stato tale che addirittura Practical Action, dietro loro richiesta, adesso sta insegnando ai locali a fare il podcasting.

Un uomo, il suo sasso

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In tem di grandi uomini di sport, dopo il curling viene il record del mondo battuto da quest'uomo che ha fatto fare ad un sasso (accuratamente levigato e modellato) 40 balzi sull'acqua.
Qui il filmato del momento in cui è stato infranto il record.
E qui al rallentatore.

Per Favore Non Toccate Le Vecchiette (The Producers, 1968)
di Mel Brooks

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Se c'è una cosa che mi spiego poco è il grande successo comico di Mel Brooks. A mio avviso ha fatto due film molto divertenti: Frankstein Jr. e Balle Spaziali (quest'ultimo neanche troppo) e forse Vita Da Cani (ma dovrei rivederlo), per il resto non ricordo altre performance degne di nota, una marea di filmetti con gag più o meno riuscite. E Per Favore Non Toccate Le Vecchiette (di cui tra poco uscirà un remake), suo primo film da regista, non fa che presagire questa tendenza.
Qualche faccia di Gene Wilder e qualche espressione gigionesca di Zero Mostel decisamente non bastano a tirare su un film che parte con un'idea di fondo e dei personaggi sulla carta molto divertenti ma si perde quasi subito in una serie di situazioni molto scontate. Di Mel Brooks ho apprezzato in alcuni casi anche la capacità di dare forma nuova e sostanza al genere della parodia, non sempre facile da fare, ma che lui sa interpretare bene anche quando non è troppo divertente concedendosi variazioni da cazzeggio, alernate ad una trama che scorre e un costante riferimento all'opera da parodiare (cosa che raggiunge il vertice in Balle Spaziali).
Tuttavia non mi spiego l'aura da grande comico cinematografico di cui è investito. Non è nemmeno un genio del genere slapstick, che a dire il vero, pratica poco. Solitamente la sua comicità si traduce in gag verbali a metà tra l'esplicito riferimento sconcio e il gioco di parole banale ("Lei chi è?", "Comandante Stronzo signore", "E lei?", "Tenente Stronzo signore", "E lei?", "Sergente Stronzo signore", "Diamine! Sono circondato da stronzi"). Per certi versi la sua produzione anni '80 sembrava riecchieggiare il metacinema dell'ultimo Jerry Lewis, contaminato con il finale di La Montagna Sacra in un miscuglio che in fondo non mi dispiaceva neanche nei trascurabili La Pazza Storia Del Mondo e Robin Hood - Un Uomo In Calzamaglia, ma insomma di qui a farne un maestro....





18.2.06

Gertrud (id., 1964)
di Carl Theodor Dreyer

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Ultimo film del grande maestro del muto e del sonoro (ma a mio giudizio più del muto), che viene 9 anni dopo il precedente e bellissimo Ordet - La Parola.
Rispetto ad Ordet Gertrud spinge in avanti tutti quegli elementi che nel precedente film erano poco più che accennati: la rarefazione della messa in scena, la teatralità dei dialoghi e l'astrazione della messa in scena. Non è un film facile per nulla Gertrud, un film fatto di continui dialoghi dove la parola regna su lunghi piani sequenza dove gli attori raramente si guardano in faccia nel parlarsi ma fissano punti indefiniti al di là della macchina da presa.
E' la storia di una donna e di una presa di posizione, la scelta forte di vivere una vita dedicata (anzi sacrificata all'amore), quindi non più una donna vittima come era in Ordet ma anche in quell'altro capolavoro che è il Dies Irae, bensì una donna forte e sicura di sè, consapevole dell'amore che ha da dare e che vuole dare.
Un film indiscutibilmente lungo e dall'andamento molto lento per colpa di un eccesso di letterarietà nella scrittura. Ma se ad una prima impressione può sembrare ci sia poco cinema in questo Gertrud in realtà ce n'è molto (non moltissimo, ma molto) nella composizione delle inquadrature, nella scelta dei colori delle scenografie e dei costumi, che poi si riflette in un bianco e nero tutto particolare (dreyeriano), nella volontà di strutturare una storia con artifici tipicamente cinematografici, come l'uso che viene fatto dei flashback (sovraesposti) e infine nella differenza tra le scene in interno ed in esterno (le seconde più cariche di emozione).
L'impressione finale è comunque quella di un film sostanzialmente freddo (come nelle intenzioni dell'autore) che tuttavia è privo dell'incredibile forza comunicativa di Ordet, perso com'è in una messa in scena scarna e fondata unicamente sulla forza del pensiero e dei voli logici dei dialoghi.





E che nessuno dica che non mi conformo alla massa

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La blogosfera è peridiocamente attraversata da prese di posizione collettive.
In questo momento la presa di posizione è riabilitare il curling.
Così segnalo un video già postato da Midnight Cappuccino, dove grazie all'utilizzo di testimonial validi si chiarisce una volta per tutte che il curling non è roba da sfigati.

17.2.06

Ma per piacere!

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Gira in rete da ieri la storia che Apple voglia passare al sistema operativo Windows. Un'eresia vera e propria che sta in piedi solo in virtù della fonte da cui viene: John C. Dvorak, editorialista di Pc Magazine che a suo tempo predisse il rivoluzionario passaggio della grande mela ai processori Intel. Dvorak sostiene che gliel'abbia detto il professor Yakov Epstein, ordinario di psicologia alla Rutgers University. Secondo il professore (sfugge anche a me il motivo percui sia considerato un'autorità) questo passaggio è addirittura già iniziato.
Fatto sta che in giro se ne parla.

La Marchetta Settimanale

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Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Signore & Signori (1965)
di Pietro Germi

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Realizzato con una struttura episodica che approfondisce in 4 segmenti 4 diverse personalità di un gruppo di amici di una città di provincia del nord Italia, Signore & Signori è uno dei più importanti film italiani mai girati.
Nonostante la sua notorietà non sia a livello di omlti altri film come I Soliti Ignoti, la sua importanza lo è.
Tutto è perfetto, dalla sceneggiatura, al montaggio, alla recitazione, alle idee di regia. Con Signore & Signori Germi riesce contemporaneamente a dare un'idea di mondo e un'idea di cinema (idea che è più debitrice a Fellini di tutti gli altri suoi film), parlando di una realtà locale che in un certo modo rispecchia la globalità.
Ogni episodio fa storia a sè. Il primo (un uomo si finge impotente per portarsi a letto la ragazza di un amico) introduce lo scenario, i personaggi e le situazioni narrando di un universo di molteplici solitudini che si uniscono scporadicamente ma mai con convinzione. Non c'è amore, non c'è amicizia e non c'è lealtà. Un mondo privo di valori.
Il secondo (stanco di una vita in una famiglia che lo opprime e lo vessa un uomo molla la moglie e scappa con la cassiera di un bar in un idillio d'amore che sarà stroncato dalla bigottagine e dallo strapotere della chiesa e delle sue ramificazioni civili), prosegue il discorso iniziato con Divorzio All'Italiana e Sedotta E Abbandonata, questa volta però trasferito al nord, realtà diversa, ma nemmeno poi tanto. Là dove c'era l'onore qui c'è la chiesa e la rispettabilità ma le carte in gioco non cambiano. Ne esce così fuori il ritratto di una gabbia dalla quale non si può fuggire, ma si deve rimanere, imboccati dal padrone ecclesiastico.
Il terzo infine (storia collettiva di come per salvare la rispettabilità di un gruppo di uomini andati a loro insaputa con una minorenne, si sia dovuta mobilitare la chiesa) sottolinea ancora e in maniera più potente le ramificazioni del potere ecclesiastico, come funzionino e come queste regolino la vita paesana.
Nel complesso il film è coerente, pieno di ritmo, divertente e complesso, un'opera come non se ne vedono di frequente e che ha influenzato tantissimo cinema a venire (su tutti il miglior Verdone).





16.2.06

Amazon dai CD agli MP3

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Il Wall Street Journal rivela alcuni particolari del nuovo servizio di vendita online di musica che Amazon ha nel cassetto. Amazon è il rivenditore numero 1 online di CD, e esita ad entrare nel mercato solo perchè non vuole offrire il medesimo servizio di iTunes, così ora pare avere trovato un'idea alternativa.
Amazon sta stringendo accordi con le case discografiche e i rivenditori per ditribuire lettori MP3 (costruiti con Samsung pare) già caricati con canzoni selezionate in base ai precedenti acquisti del cliente (o anche in base alle richieste credo) proponendo un pagament a sottoscrizione in virtù del quale si possono ottenere anche più volte i pezzi desiderati, cioè se li cancello per errore loro me li ridanno. iTunes neanche morto lo fa.

Presto un sindacato dei bagarini

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Ma è mai possibile che in America le prostitute abbiano un'associazione di categoria???
Non vorrei sbagliarmi ma non credo ci sia nemmeno uno stato della federazione americana nel quale la prostituzione è legale, come può allore esistere un ente che le tuteli??

Non ce ne libereremo mai! Davvero...

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Assieme alle storie sulle tecnologie (non importa quali, vanno bene quelle più in voga nel momento in cui si parla) che fanno male al fisico (al momento c'è l'ipod che rende sordi), torna ciclicamente anche la storia della scrittura che va scomparendo.
Anni fa, nel momento del boom delle telvisioni, si diceva che nel futuro nessuno avrebbe più scritto, che si sarebbe perso definitvamente il piacere di mandare una lettera (piacere talmente passato che ormai la stragrande maggioranza di coloro i quali lo predicano non lo hanno mai provato), che non si sarebbe più letto e che il futuro della comunicazione era fatto di video, con tanto di film di fantascienza che dipingevano un futuro fatto unicamente di comunicazioni in video.
Poi è arrivato internet a smentire tutto riportando la scrittura e la lettura al centro di tutto.
Ma l'apocalittismo è un male impossibile da sradicare e non ce ne libereremo mai, si sa.
Così anche ora tornano alla carica i soliti apocalittici dichiarando che i nostri bambini stanno perdendo il dono della scrittura a mano, invasi da un mondo di computer (che come è noto sono il male supremo).
Parlo di tutto questo a seguito della lettura di questo articolo, in cui Marina Cavallieri cita un pezzo comparso su The Guardian che depreca i tempi moderni nei quali non si usa più la penna, addirittura si usa la carta di credito invece dell'assegno, tanto poco si scrive, descrivendo l'attività del pigiare tasti come il gradino più infimo della società.
Seguono considerazioni prive del minimo fondamento: si afferma che non scrivendo a mano i bambini perdano la capacità di elaborare pensieri complessi, dando la colpa ai testi brevi degli SMS, ma il punto è semmai che la capacità di elaborare testi complessi, strutturare un pensiero e organizzarlo sono prerogative dei sistemi di scrittura in generale e non un'esclusiva della scrittura manuale, che è solo una modalità della scrittura e non una forma d'arte a sè (il disegno semmai lo è). E comunque la scrittura in sè è tutt'altro che in crisi se i bambini degli anni '70 e '80, quelli che dovevano essere vittime di una cultura del video, incapaci di alcune forma di scrittura, non solo non guardano quasi mai la televisione e se lo fanno è in maniera distratta (dati Auditel, non miei) ma sono anche la generazione dei blog, cioè scrivono molto ma molto di più dei loro genitori.
Nessuno spiega cosa ci sia di diverso tra scrivere una lettera con penna, foglio e calamaio e scrivere un'email. Se proprio se ne deve discutere si deve fare una questione di stile e registro, l'email presuppone un linguaggio più rapido e diretto, molto meno formale, ma non per questo il contenuto deve essere meno complesso o articolato, in questo caso il mezzo non condiziona il contenuto ma solo la sua forma.
Il discorso poi sulla scrittura da SMS o da chat sarebbe decisamente più complesso (quello si) da fare, perchè i giovani di oggi scrivono talmente tanto che in alcuni casi necessitano di forme più rapide e arricchite di scrittura che scimmiottino la comunicazione verbale (la scrittura abbreviata e fatta di emoticons), ma questo tipo di scrittura poi non sostituisce la scrittura più tradizionale.
Alla fine dell'articolo in questione si cita anche il pedagogo Benedetto Vertecchi e uno studio del 1999 (non ben precisato) dicendo che si rischia di andare verso un futuro con forti differenze di casta in base a chi sa scrivere e chi no (riassumo io). Non considerando per nulla che la lettura e la scrittura al momento sono fondamentali per qualsiasi cosa si voglia fare, perchè se una volta le informazioni (da quelle burocratiche a quelle d'attualità) si ottenevano a voce (televisione o sportelli informazioni) oggi queste trovano sempre più posto in rete.

Possibile mai che si continuino a dire queste cose anche ora che la scrittura e la lettura sono più fondamentali che mai!
Nella storia dell'umanità non era mai capitato che fosse così necessario saper leggere e scrivere come in questo momento, perchè da quando l'alfabetizzazione ha cominciato a crescere ed è diventata qualcosa padroneggiata dalla quasi totalità della popolazione mai un medium fondato prettamente sulla scrittura aveva avuto un ruolo così importante.

Dick E Jane - Operazione Furto (Fun With Dick And Jane, 2005)
di Dean Parisot

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A me Jim Carrey ha sempre fatto ridere, in ogni film comico che ha fatto e in molti dei suoi film seri. Certo poi c'è una bella differenza tra fare un film che faccia ridere e fare una bella commedia. Difficilmente ho visto una commedia con Jim Carrey che fosse anche un bel film. Ho odiato Una Settimana Da Dio per esempio e trovo tutt'ora Bugiardo Bugiardo terribile, benchè molto divertente.
Per questo mi ha piacevolmente stupito Dick & Jane - Operazione Furto, perchè azzecca quel misto di divertimento, ironia, serietà cinematografica e rispetto dello spettatore che è raro. Con questo non dico che sia un capolavoro, ma di sicuro è un film che mi ha soddisfatto.
Tutto prende spunto da una situazione vera, la crisi delle grandi corporations di inizio millennio (è sempre divertente dire di un film "E' ambientato nel 2000" intendendo che è ambientato nel passato...) che effettivamente causò il tracollo finanziario di molte famiglie benestanti costringendole a improbabili fonti di guadagno alternative, su questo sfondo viene adattata una commedia degli anni '70 dal medesimo titolo che in italiano era diventata Non Rubare... Se Non E' Strettamente Necessario (periodo difficile gli anni '70 per i titolisti...).
Ma la vera forza è nella sceneggiatura (la regia è senza infamia e senza lode) capace di mantenere forti le radici con la più classica commedia all'americana, fatta di caratteristi, ruoli fissi e dotata di una struttura narrativa sempre uguale, capace di lasciare un'autonomia controllata a Jim Carrey per le sue classiche divagazioni (aiutato da due spalle eccellenti come Tèa Leoni e Alec Baldwin) e capace soprattutto di inserire molto umorismo moderno (alcuni autori sono della scuola Stiller/Sandler).





15.2.06

Le fiction dei telefonini bianchi, ovvero c'è un legame tra fiction italiane e crisi delle sale?

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Premetto che non sono daccordo col dare un giudizio di merito a prescindere ad una forma espressiva in sè, per questo non penso che i reality show siano il simbolo dell'ignoranza (penso altresì che alcuni facciano davvero pena, ma non tutti) e non penso che le fiction italiane siano il regno dell'incompetenza (anche se alcune toccano vette di dilettantismo uniche cazzo!).
Detto questo non posso fare a meno di notare che le fiction italiane degli ultimi anni sono ciò che di più vicino c'è al cinema dei telefoni bianchi.
Per chi non lo sapesse con l'espressione "cinema dei telefoni bianchi" si intende il periodo della produzione cinematografica italiana sotto il fascismo nel quale si facevano unicamente commedie rassicuranti ambientate in contesti alto-borghesi, che non offendessero nulla e nessuno e fossero il più spensierate, superficiali ed innocue possibili. Il nome viene dal fatto che i telefoni erano quasi sempre di marmo bianco, simbolo di ricchezza.
E mi sembra proprio che le nostre fiction siano tutte girate aderendo (involontariamente) a quegli standard.
Il cinema dei telefoni bianchi ha avuto il contributo della professionalità di gente come Rossellini, De Sica (sia da regista che da attore), Camerini, Anna Magnani, Blasetti, Matarazzo ecc. ecc. Era un cinema con moltissime limitazioni e che quindi con difficoltà ha prodotto cose buone, ma è sbagliato saltarlo a piè pari o considerare tutto quel periodo uno schifo. Allo stesso modo non voglio considerare a prescindere tutta la fiction italiana uno schifo, ammetto anche di conoscerla poco.
E' piuttosto la similitudine tra quest due forme di narrazione ad interessarmi.

La proposta si concentra sempre quasi sempre in interni molto borghesi e storie che inevitabilmente finiranno bene, con l'unica variante dell'opera in costume che si concentra sempre su periodi storici caratterizzati da fortissime divisioni sociali (stile Elisa di Rivombrosa). Soprattutto si parla sempre di storie d'amore tormentate e persone con problemi da ceto medio-alto, se non medio -molto-alto, eppure il pubblico che fa la differenza (quello che determina il successo) non appartiene di certo al ceto medio-alto, ma neanche a quello medio direi. Posso quindi capire l'appeal di un prodotto (trallaltro anche ben congeniato) come Elisa di Rivombrosa (storia tormentata di una sguattera settecentesca e del suo amore un uomo di diversa estrazione sociale), ma se penso a tutte le altre fiction che non ritraggono argomenti popolari (Montalbano e RIS, per dire, sono quindi esclusi da questa discussione) mi viene da pensare che la ragione del loro successo risieda unicamente nella capacità di far sognare un'altra vita. E allora non posso non chiedermi: "Ma non è questo lo specifico cinematografico?" ci lamentiamo che non c'è più il cinema di una volta, ma queste produzioni, per lo più mediocri, non sono forse quello che assolve a quella funzione di proiezione dei propri sogni e mitopoiesi popolare alla quale il cinema non assolve più? Non sono queste produzioni a soddisfare quel bisogno che una volta il cinema soddisfava e quindi ad allontanare il pubblico popolare dai cinema?

Stanno in tutta un'altra categoria tutte quelle produzioni celebrativo/agiografiche colme di valori italico-cattolici mandate in onda su Rai1 per bigotti accaniti e italiani all'estero tipo Papa Giovanni, Padre Pio - Uno Di Noi, Enzo Ferrari - Un Uomo Un Cavallino, Il Grande Fausto, Paolo VI - Il Papa Che Sapeva Amare ecc. ecc. che non a caso molto spesso sono produzioni internazionali con attori stranieri.

Le mille luci di Microsoft

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Dopo un lungo periodo di relativo anonimato in questi giorni Microsoft sta tornando pesantemente sotto i riflettori in tutti i suoi mille ambiti, manifestandosi come il gigante che è.
Innanzitutto le novità.

Si susseguono in queste settimane le mille novità legate al nuovo Windows Vista, di prossima uscita, e dopo la beta di OneCare Live e la Beta di Internet Explorer 7 ora arriva anche la Beta 2 di Windows Defender (scaricabile qui), il tanto annunciato software antispyware che il big di Redmond ha dichiarato sarà distribuito gratis.

Arrivano anche i primi annunci di Microsoft Office Live, la versione 2.0 della popolare suite di software per la produttività. Ma c'è di più. Office Live, dovrebbe avere un occhio anche alle piccole e medie imprese, integrando oltre ad una versione online dei suoi programmi (cioè non li scarichi ma li esegui tramite il browser), anche una serie di tool e servizi per gestire un proprio sito.

Intanto la commissione europea non molla l'osso e intima a Bill Gates di adeguarsi alla sentenza emessa tempo fa nella causa antitrust che aveva coinvolto la sua azienda nel mercato europeo e che gli impone non solo di rivedere alcune strategie di distribuzione (mettere nel suo Media Player anche il music store di Real Networks, Rhapsody), ma anche di mettere a disposizione di chi lo voglia piccole porzioni di codice necessarie a far funzionare bene cotto Windows anche altri server software.

Si è sempre detto che il commercio online sarebbe decollato quando Microsoft avrebbe sviluppato un suo sistema di pagamento da mettere in tutti i suoi sistemi operativi, in modo da creare una mentalità di sicurezza e facilità riguardo le transazioni online. E martedì Gates ha annunciato il suo Virtual Information Wallet. Si tratta di una soluzione in stile Passport, cioè un modo di archiviare tutte le proprie informazioni online che sia più sicuro perchè non basato sul binomio username/password.
Ma a questo punto è impossibile non chiedersi una cosa. Cosa sarà più sicuro: un sistema messo a punto da una piccola start-up che pochi usano (e pochi quindi hanno interesse a tentare di attaccare) o un sistema messo a punto dalla più grande e potente softwarehouse del pianeta che sarà ben presto anche il sistema più usato e quindi il più conveniente da attaccare?

Sul fronte telefoni cellulari (e dispositivi portatili) durante il 3GSM World Congress (il convegno sulla telefonia mobile che si sta svolgendo in questi giorni) è stato annunciato il progetto di Virgin (anche operatore mobile in Inghilterra) di portare la tv sui telefoni cellulari che vede tra i suoi partner oltre a British Telecom anche Microsoft. In più sono in costante aumento le voci di un lettore MP3 Microsoft.

College - Tuo Per Sempre (College, 1927)
di James W. Horne (Buster Keaton)

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Più che un vero film è un collage di gag questo Tuo Per Sempre, una serie di comiche unite assieme che propongono Buster Keaton in diverse situazioni (com'è tipico del meccanismo della comica), lui al bar, lui cameriere, lui e lo sport... Senza che ci sia però un vero filo conduttore se non un trama pretestuosa ed esile esile. Soprattutto è lo spessore inesistente di personaggi e situazioni che fa di questo film nulla più che una lunga comica (e anche di quelle più spensierate).
E' innegabile tuttavia il talento visivo di Keaton (in questo caso anche regista nonostante per motivi di contratto dovesse risultare un altro), evidente in sequenze molto belle come quella del volo al rallentatore con l'ombrello.
Molto si è parlato e discusso, specialmente negli anni '70, riguardo una presunta superiorità del cinema di Buster Keaton rispetto a quello contemporaneo e in fondo simile di Charlie Chaplin.
Discutendo delle loro opere a livello micro, per singole sequenze, si può tranquillamente affermare che Keaton possedeva un talento immaginifico ed estetico nettamente superiore a quello di Chaplin (che mai fu un grande tecnico della regia), ma ad un livello macro, concependo i film non solo nella loro interezza ma anche come tasselli di un'opera più grande, la filmografia, non si può neanche accostare i due, tanto l'opera di Chaplin è più intensa personale, originale e complessa.
Questa forse è la grande sfortuna di Keaton, autore intelligente e creativo che ha convissuto e lavorato nel medesimo ambito di quello che forse è il più grande autore della storia del cinema. E tuttavia pur facendo anch'egli comiche e lungometraggi malinconicamente comici in molte maniere se ne distacca, in primis perchè non è come il vagabondo un essere ai margini della società, anzi è integrato e lotta da dentro conro le angherie dei potenti, non da fuori, e in seconda battuta perchè c'è un'attenzione sicuramente maggiore al cinema, i film di Keaton sicuramente parlano più di cinema di quanto non facciano quelli di Chaplin.