31.3.06

La Marchetta Settimanale

Share |
4 commenti


Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Per Giulai: fanno sia Footloose che Karate Kid, uno di sabato e uno di domenica (e quali altri giorni potevano spettargli?).

Piccole differenze

Share |
2 commenti

HDDVD:
Il primo lettore sarà della Toshiba, uscirà tra una settimana in giappone costerà tra i 500 e gli 800$. Retrovompatibilità con i vecchi DVD ufficializzata dal DVD Forum (organismo internazionale super partes che ha approvato l'HD DVD come il formato ufficiale).

BluRay:
La Sony tirerà fuori il primo lettore in Settembre e cercheranno di farlo costare meno di 1500$. Retrocompatibilità con i vecchi DVD data da un simulatore.

C'è forse un significato da cogliere in tutto questo?

Share |
10 commenti

2002:
Sympathy For Mr. Vengeance

2003
:
Kill Bill vol. 1
Oldboy

2004:
Kill Bill vol. 2

2005:
Sympathy For Lady Vengeance
V For Vendetta

Stella Nascosta (Meghe Dhaka Tara, 1960)
di Ritwik Ghatak

Share |
2 commenti

Presentato da Enrico Ghezzi come (uno de)i film più della storia Stella Nascosta mi ha deluso non poco. In realtà, oltre ad incuriosirmi il fatto che fosse messo da Enricone tra i più belli della storia c'era anche il fatto che conosco poco il cinema indiano e quel poco che conosco è roba moderna, e da quel punto di vista il film ha soddisfatto la mia curiosità.
La cosa più curiosa che si nota è come sia debitore del cinema giapponese, il modo di inquadrare, di narrare le storie e anche le ossessioni personali ricordano moltissimo Yasujiro Ozu (altra grande fissa di Ghezzi), una per tutte il treno e la modernità. Infatti Stella Nascosta benchè parli della storia di una famiglia (altro topos di Ozu), dei problemi della sistemazione dei figli ed in particolare di una figlia frustrata e vittima del suo senso di responsabilità, in realtà parla dei conflitti interni alla società indiana incastrata tra presente e passato. Come anche nei film di Ozu i figli sono la nazione moderna e i genitori quella passata e la frattura fra i loro mondi è la frattura che vive il paese in quel preciso momento storico.
Simbolo della vecchia India è il padre che ancora parla una lingua fortemente sporcata da elementi inglesi, invece il giovane figlio che non lavora e vuole fare il cantante è la nuova India che corre verso il progresso (il figlio farà poi successo nella capitale confermando la vittoria della modernità e la speranza del regista nelle sorti progressive).
Per il resto però il film è decisamente moscio e alcuni momenti decisamente alti non lo salvano da abissi di banalità fastidiosissimi. E non c'è nemmeno tutta quella componente squisitamente estetica che rende il cinema di Ozu (ma lo stesso vale per tutto il grande cinema giapponese) incredibilimente calamitante. La fotografia a tratti sembra addirittura europea...
Ah, per la cronaca il film ha una sola canzone, non ne è pieno come il cinema indiano contemporaneo di successo, e devo ammettere che è messa al punto giusto e sortisce l'effetto voluto.





30.3.06

Se lo sapesse er patata....

Share |
29 commenti

A Londra un'iniziativa del comune permette di inviare un MMS con la foto di una parete disegnata con graffiti e la polizia (o chi per loro) inteviene e pulisce al volo.
Ecco queste sono le cose di ignoranza ed inciviltà che non sopporto. La scritta sul muro è una forma di comunicazione antichissima, addirittura grazie a Valerio ho scoperto che (in Italia almeno) risale quantomeno all'800 d.C. (no 1800, proprio l'800), nonchè una forma splendida di marcamento del territorio urbano (nelle campagne non mi risultano graffiti).
E' chiaro che tanto quest'idea (peraltro abbastanza cretina in sè) non sortirà alcun effetto, i graffiti vincono su tutto da secoli figurati se si fanno fermare dagli MMS, ma mi fa arrabbiare l'ignoranza, di considerarli un male da debellare, o (ancora peggio!!!) da confinare in aree prestabilite. E' l'impronta umana nella metropoli cazzo!
Questo mi porta a fare il Garbaland della situazione (con tutto il rispetto verso quello ufficiale!).
A Roma il più bello in assoluto sta sulle mura Aureliane all'altezza di via Degli Equi, è un mistero come sia stato fatto (anzi se qualcuno ne conosce la genesi) ogni lettera è grande almeno un metro ed è fatto almeno a più di due metri d'altezza dal suolo (che hanno usato i ponteggi?), recita PATATA ABITA QUI (segue una falce con martello), è fatta con il pennello tutte le lettere sono uguali tra di loro (stessa altezza e larghezza) come se avessero usato delle forme o se avessero preso le misure per ognuna. La falce della falce e martello poi è un semicerchio perfetto, è quasi un'opera di ingegneria.
Più della scritta (chissà di quand'è e magari Patata non abita nemmeno più lì!) è proprio il concetto di marcatura del territorio a renderla immortale, cioè per fare quella scritta ci sono voluti giorni di lavoro abusivo, quella dev'essere l'opera di un boss del quartiere a cui la polizia non ha dato fastidio, un simbolo di potere vero e proprio, come se si fosse eretto un obelisco...

As Tears Go By (Wong gok ka moon, 1988)
di Wong Kar Wai

Share |
6 commenti

Impossibile perdersi l'occasione di vedere il primo film di Wong Kar Wai in un cineclub. La delusione è cocente.
Il primo film del prossimo presidente di giuria del festival di Cannes è infatti la brutta copia di un film stile John Woo. Una storia di due fratelli nella malavita cinese, uno (il minore) più arrogante e ossessionato dal diventare un duro come il fratello e l'altro più riflessivo e dotato anche di un nome ed un rispetto nel quartiere. Soggetto simile a Mean Streets e molto in linea con il cinema hongkonghese dell'epoca.
Certo alcuni segnali di stile sono visibili anche in questa prima opera, specialmente nella prima parte in cui è mostrata la vita domestica del protagonista e della cugina che lo è venuta a trovare, alcune scene notturne nella metropoli illuminata dal neon, alcuni ralenti fatti a scatti e un'attenzione maniacale alla fotografia ed alle inquadrature sghembe, tanto debitrici ad Orson Welles.
Il risultato è però sormontato da una trama che progressivamente si fa sempre più banale. La partenza tipica di Wong Kar Wai, fatta di personaggi da noir moderno che si battono in un mondo perduto senza motivazioni vagando per la metropoli notturna in cerca di qualcosa a cui non sanno dare un nome, si scioglie già a metà film nella banalità degli stereotipi del genere sentimental-avventuroso. Dispiace soprattutto non trovare quelle invenzioni estetiche che hanno da sempre costituito la firma di Wong Kar Wai nei suoi film.





E' davvero inutile o sembra solo a me?

Share |
5 commenti

Più guardo questa mappa del mondo di notte più mi chiedo se sia vera o effettiva. In seconda battuta, prendendola per vera mi chiedo se la distribuzione di energia elettrica sia simbolo dell'evoluzione o semplicemente della conquista territoriale (in America gran parte del territorio sembra al buio, per non parlare del Brasile). Ma quando poi guardo l'Asia e vedo l'India così illuminata, la Cina così poco e l'Australia quasi per niente penso che sia semplicemente una mappa che fonde evoluzione tecnologica con densità di popolazione.

29.3.06

Quiz per VOI, utenti e lettori di un blog di cinema e tecnologia

Share |
27 commenti

Segnalo questo post di Trentamarlboro alle prese con le irragionevolezze Microsoft.
Il quiz sta nel capire (senza aiuti nè dal computer, nè dal pubblico, nè da casa) da che film è tratta la citazione del titolo del post.

Ecco, io lo sapevo....

Share |
0 commenti

La riforma francese su DRM e interoperabilità dei formati digitali ha scatenato un effetto domino, ora anche la Danimarca, nella persona del ministro della cultura, si è detta favorevole a questo tipo di riforma e conta di attuarla entro il 2007.
Intanto se Luca De Biase ha tracciato intelligentemente un profilo delle motivazioni per le quali Apple abbia ragione ad opporsi, Mantellini si è schierato con lui rimarcando il fatto che tutta questa normativa manca di andare a contrastare gli oligopoli della musica.

In lode del beta forever

Share |
0 commenti

La politica del forever Beta (quelle applicazioni (solitamente web 2.0) che vengono tenute in uno stato di beta costante tipo Gmail) sarebbe bene che gettasse la maschera e si trasformasse inun modo diverso di distribuire le applicazioni, una concezione proprio diversa possibile solo con le connessioni flat a banda larga.
E' il momento (finalmente) di chiudere con il sistema dell'upgrade per il quale io mi scarico un programma e poi gli aggiornamenti e di cominciare a concepire le applicazioni in divenire, senza le versioni (1.0, 1.5, 2.0 ecc. ecc.) ma semplicemente con il loro nome. E come stanno dimostrando le applicazioni web 2.0 costantemente in uno stato di beta nel quale vengono modificate, migliorate, aggiornate seguendo l'uso che ne fanno i tester, bisogna allargare questo tipo di ditribuzione a tutte le applicazioni dimenticando il concetto stesso di beta e concependo un software come sempre perfettibile e sempre modificabile in ogni parte grazie al contributo degli utenti.
Se l'open source per ogni applicazione è chiedere tutto uno stato di beta forever nel quale i programmatori ufficiali seguono le tendenze, le richieste e l'uso degli utenti mi sembra una soluzione oltre che accettabile, anche ottimale.

28.3.06

Fuoco Su Di Me (2005)
di Lamberto Lambertini

Share |
6 commenti

Fuoco Su di Me è la storia di un soldato dell'esercito reale della Napoli di inizio '800, dove Napoleone aveva posto a regnare Gioacchino Murat, che non segue le tendenze del suo tempo e si ostina a credere in ideali di pace, libertà e gentilezza.
Non so dire se sia più per l'eccessiva verbosità dei dialoghi o per i contenuti poeticamente da 4 soldi ("la mia metà è nessun luogo" oppure "perchè una musica ci piace più d'un'altra? Perchè una donna ci attrae più d'un'altra? Cosa accade nella nostra testa?"), per le scenografie banalmente ricostruite (pergamene buttate sullo sfondo e drappi casuali) o per la recitazione stentata di gran parte del cast, per la regia priva di ogni cognizione cinematografica o per l'impalpabilità della trama infarcita di mille elementi trattati banalmente, ma fatto sta che la seconda opera di Lamberto Lambertini è uno dei peggiori film dell'anno, ampiamente inferiore a fiction sullo stile di Elisa di Rivombrosa che, se non altro, hanno il merito di non puntare ad essere più di quanto possano aspirare, cioè feuilleton di bassa lega.
Apprendere dai titoli di testa che un film simile è stato prodotto con i fondi (statali) della Rai e dichiarato "opera di interesse culturale" dal Ministero dei Beni e Le Attività Culturali è stato motivo di grande sconforto.





Sembra una mossa del cavolo invece....

Share |
3 commenti

La Universal Music per promuovere la musica classica metterà su iTunes alcuni concerti di orchestre filarmoniche.
Il mercato della musica classica è in costante declino, tuttavia per fenomeni perversi della rete su music store come iTunes è sovraesposto.
Capita infatti che il target di quel tipo di musica sia decisament più maturo degli altri dunque più restio a scaricare musica illegalmente per incompetenza tecnologica o diffidenza, quindi più spronato ad acquistare.

Dopo la Francia ora tocca alla Germania muovere

Share |
0 commenti

Anche in Germania il parlamento ha approvato una nuova legge antipirateria, e sono stati decisamente più rigidi dei francesi.
Pene fino a due anni di reclusione per chi viene preso a scaricare e fino a 5 anni per chi ne trae lucro.
Il mercato della pirateria tedesco è tra i più potenti e il governo ha voluto prendere misure drastiche per eliminare il problema del tutto. Addirittura segnalazioni di enti come MPAA o RIAA possono diventare anche immediatamente ordini di cattura. Roba da tolleranza zero proprio.
Voglio proprio vedere se da noi aggiornano il decreto Urbani....

27.3.06

L'IPTV è già qui e non ce ne siamo accorti

Share |
0 commenti

Frammenti di IPTV sono già ampiamente visibili in rete. Dallo sport, alle notizie, al viral video ci sono moltissimi modi sperimentali di fare IPTV anche in Italia, sia in diretta (streaming) che in differita (videocasting) e con tutta probabilità da questi deriverà l'IPTV del futuro.
L'articolo completo su Affari & Finanza

Il Grande Silenzio (Die Grosse Stille, 2005)
di Philip Gröning

Share |
15 commenti

Non posso fare a meno di leggere sulla pagina di Mymovies dedicata a Il Grande Silenzio che in patria il film ha battuto anche Harry Potter sbancando il botteghino..............
Ma siamo sicuri? Odio mettere in dubbio fonti ufficiali solo in base ai miei pareri ed ai pregiudizi, ma davvero è duro crederlo.
Per dirlo in due parole, Il Grande Silenzio non è un film di intrattenimento. Ogni film ha una componente piccola o grande di intrattenimento e una componente piccola o grande di impegno/meditazione/indagine ecc. ecc. Questo film non ha nulla dell'intrattenimento, non che in sè sia un male, ma mi sembra difficile che a fare il record d'incassi sia stato un film nel quale nessuno parla (il titolo non è uno scherzo) e che ritrare con minuzia documentaristica la vita dei monaci certosini.
A regnare è il silenzio generale contrappuntato dai rumori della quotidianità, ad essere rappresentata è la meditazione con i suoi tempi, i suoi ritmi e le sue ripetizioni. Due ore e mezza di silenzio, piccoli rumori e scene che si ripetono sempre uguali.
Sono stato alla proiezione stampa questa mattina, non nascondo di essermi appisolato in più d'un momento e preso dal senso di colpa mi sono guardato intorno e non ho trovato nessuno (tra quelli che potevo vedere) che per almeno un momento non abbia dormito, alcuni se ne sono anche andati dopo un'ora e mezza circa di silenzi.
Ora che vi ho messo paura abbastanza posso dire che il film è girato con molta sapienza, le immagini sono (com'è necessario che sia) molto molto belle, l'attenzione per i piccoli rumori colpisce davvero e dopo un'ora e mezza di silenzi, piccoli rumori e scene di meditazione sul serio qualcosa comincia a penetrare, cominci quantomeno a farti delle domande (non tanto su perchè stai ancora seduto e non sei uscito anche tu, ma più che altro sulla vita in eremitaggio).
In sostanza Il Grande Silenzio è un film che non consiglierei, molto lento e meditativo, che in un certo senso costringe lo spettatore ad accostarsi al mondo dei monaci, ma lo fa con una violenza (quella della ripetizione ossessiva) che non ho gradito e senza nessuna idea dietro. Non c'è lettura, non c'è interpretazione, non c'è nemmeno una volontà aprioristica di porre una lente d'ingrandimento su un aspetto della realtà, ma c'è solo la realtà messa in mostra e io non ho mai creduto nel cinema-veritè.





Mashup: la forma prediletta della cultura digitale?

Share |
1 commenti

I mashup sono un modo di vivere la tecnologia di questi ultimi anni.
Sono la quint'essenza della contaminazione resa possibile dal digitale che per sua natura rende tutto compatibile riducendolo a stringhe di uno e zero.
Il termine viene coniato per la dimensione musicale. I mashup sono originariamente tracce audio ottenute fondendo due pezzi musicali (solitamente la melodia di uno sull'accompagnamento dell'altro), una pratica che diventa famosa con A Stroke Of Genius, unione di Genie In a Bottle di Christina Aguilera e Hard To Explain degli Strokes, fatta da un utente e manda ad una radio inglese che metteva in onda remix degli ascoltatori. Da quel momento cambia il mondo dei remix e nascono mille contaminazioni, di cui la più organica e famosa (ma forse anche la meno riuscita perchè troppo programmatica) è The Grey Album ottenuto fondendo pezzi da The White Album dei Beatles e The Black Album di Jay-Z. Qui una raccolta e qui un sito che propone mashup di calssici italiani e musica rock.
Al di là della dimensione musicale però il termine mashup si è esteso fino ad identificare ogni tipo di mescolanza. Dalle immagini (i fotomontaggi in pratica) al video, frontiera recente del mashup ma che regala grandi perle, ai videogiochi, ad ogni cosa.
Infine con l'arrivo del web 2.0 cominciano ad essere definiti mashup anche i riutilizzi di servizi per fini diversi da quelli originali. Cioè è considerato un mashup l'unione delle mappe di Google con le indicazioni di luoghi in cui sono stati compiuti crimini.

Al momento sembra che il mashup sia la forma d'espressione specifica di internet e della cultura digitale. Già ci troviamo in un momento storico in cui l'arte non si stacca dal citazionismo e dal recupero di forme passate come modalità d'espressione (cosa che forse fin'ora ha trovato la sua punta più alta in Tarantino, ma anche Almodòvar non scherza), ma ora pure la cultura digitale pare trovare la sua originalità unicamente nella potenzialità tecnica (mai possibile prima con una simile accuratezza) di fondere insieme elementi eterogenei. Una sorta di recupero (ancora un volta) dei principi dell'arte surrealista, che si proponeva la giustapposizione di elementi eterogenei per dargli nuovo significato.
Se davvero allora il mashup è la forma specifica d'espressione della cultura digitale in questo momento, può allargarsi a diventare forma specifica d'espressione cultural-artistica del nostro tempo?

26.3.06

La Marchetta Settimanale

Share |
0 commenti


Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Tramonto (Dark Victory, 1939)
di Edmund Goulding

Share |
0 commenti

Si parla sempre riguardo questo film di una straordinaria interpretazione di Bette Davis, e c'è un motivo. Nel senso che in effetti Bette Davis (e si sa) è una di quelle attrici che bastano a se stesse, non hanno bisogno di grandi registi, grandi script o grandi personaggi perchè sono loro giganteschi. Il grande attore (come Brando, Mifune o la Magnani) attira lo sguardo del pubblico, lo calamita e lo affascina in ogni istante anche in maniera totalmente svincolata dalla trama.
Ma in questo caso si parla sempre della grande prestazione di Bette Davis specialmente perchè nel film veramente non c'è altro. Una trama ridicolmente melodrammatica, un cast che non ha nulla da dire se non per un Humphrey Bogart in versione pre-noir tutto risate e sorrisoni che però verso la fine del film non resiste e si infila un impermeabile spiegazzato e calza un cappellaccio prefigurando il suo futuro cinematografico.
Veramente trascurabile.




25.3.06

Il mercato dell'Home Video inglese

Share |
2 commenti

A proposito il termine Home Video va ancora bene? Diciamo di si.
Si appresta l'arrivo di un momento di svolta nel mercato dell'home video inglese. La Universal ha deciso che King Kong sarà il primo film la cui uscita in Home Video (in Inghilterra) sarà contemporanea all'uscita sul web. Cioè sarà allestito un servizio di download del file del film.
Per 20£ (28€) l'utente inglese può avere accesso a due copie da scaricare di King Kong, una da vedere e l'altra da trasferire su un supporto digitale, in più riceverà via posta il DVD del film.
Tutto protetto da DRM si intenda, nessun limite temporale ma soprattutto di piattaforma i file infatti saranno visibili unicamente con la versione 10 di Windows Media Player.
Dopo King Kong i titoli che seguiranno questo medesimo iter di distribuzione Home Video saranno Orgoglio e pregiudizio, Nanny McPhee e The Bourne Supremacy.

Al momento dunque è quasi equiparata la vendita di file video a quella in DVD, ma rimane più comdo comprare un DVD originale che un file da mettere su DVD. Cioè la musica viene venduta a file, ma rimane in file, si trasferisce su dispositivi portatili ma rimane file, raramente di file comprati si fa un CD e cmq ci sarebbe ancora senso perchè si potrebbe fare un CD con brani da album diversi. Con i film invece per vederli adeguatamente (sul televisore) bisogna trasferirli su un formato. Doppio la voro insomma, evitabile comprando il DVD. Perchè l'idea della vendita dei film in file bisogna prima che i media center domestici si diffondano. A quel punto il file rimane file e non è un problema.

L'Imbalsamatore (2002)
di Matteo Garrone

Share |
12 commenti

Matteo Garrone, non ne faccio mistero, è secondo me il più grande tra le nuove leve italiane. Al momento ha al suo attivo 5 lungometraggi (Terra di Mezzo, Ospiti, Estate Romana, L'Imbalsamatore e Primo Amore) che pur con risultati altalenanti mostrano uno stile personalissimo, molto espressivo, originale ed estremamente cinematografico.
Tra tutti però l'Imbalsamatore al momento sembra davvero la punta più alta del suo lavoro e, per quanto mi riguarda, con tutta probabilità è il più bel film italiano degli ultimi dieci anni. Ripescato adesso in un cineclub ho avuto modo di vederlo finalmente in sala dopo molte proiezioni casalinghe confermando l'impressione positiva.

Il triangolo amoroso che si instaura tra i protagonisti è solo il pretesto narrativo per parlare di un cinema fatto di luoghi e persone, volti e corpi. Garrone non si sofferma (alla francese) su alcuni personaggi indagandoli, pedinandoli nella loro quotidianità per tirare fuori un ritratto autentico di passioni e persone, intende invece tracciare un mood, una realtà dura, fatta di case vicino a discariche, campi di golf vicino a quartieri popolari, porti squallidi nei quali si inscrivono nani, belle donne plasticose e uomini aitanti, tutti presi in un non ben chiaro triangolo.
La storia di Peppino Profeta, imbalsamatore, colluso con la mafia e perdutamente innamorato di Valerio e del triangolo che si instaura con la bella Deborah è lo sfondo per parlare di inquietudine, scenari desolati, solitudine, ricerca della felicità e del rapporto (sempre in primo piano in tutti i film di Garrone) tra vita personale e lavoro. Un rapporto inscindibile che lega le persone, le divide e ne condiziona modo di agire e personalità, tutto riassunto nell'immagine stupenda del toro rivoltato (foto al centro) che fa anche (giustamente) da locandina.

Ma alla fine ciò che mi fa veramente parlare di grande regista è la cura nella realizzazione. Se già i primi tre film, prodotti in totale indipendenza, si segnalano per l'acuta scelta degli attori (magari non eccelsi ma perfettamente in parte), degli ambienti e degli ambienti, i secondi due, prodotti dalla Fandango, sono realizzati con un'attenzione per la fotografia (di Marco Onorato in cui Garrone mette molto mano, del resto l'operatore è sempre lui), i luoghi e il casting da cinema d'altri tempi.
Il modo personale con cui Garrone persegue la possibilità in un film moderno di applicare uno sguardo e non una volontà a ciò che si mette in scena è testimoniato da sequenze meravigliose come quella sul campo da golf e quella muta sui kart. Cose come raramente se ne vedono.

24.3.06

Sinceramente non l'avrei mai detto....

Share |
2 commenti

Da quando sono usciti i primi Mac con processore Intel è stata una gara a chi per primo riusciva a farci girare sopra Windows XP, impresa che dopo poco è diventata ordinaria amministrazione (già c'è un bando di concorso per il primo che ci farà girare Windows Vista) e già oggetto (giustamente) di derisione perchè finalmente c'è il software peggiore sull'hardware più costoso...
Ma GearLog ha fatto qualcosa di diverso e utile per davvero, ha fatto un benchmarking di due sistemi con Windows XP, un Mac e un IBM compatibile (come si diceva una volta) dalle prestazioni comparabili. Succo del discorso utilizzando Photoshop come programma di riferimento i Mac si sono dimostrati migliori anche a far girare Windows.......

Il cellulare diventa un computer? Non credo proprio.

Share |
0 commenti

Yahoo! distribuirà una versione del suo messenger per telefoni cellulari (differente dalla versione light che gira con Yahoo!Go), comprensiva della funzione VoIP. Si potranno dunque fare telefonate a costi ridotti e mandare messaggi istantanei, e se per la prima funzione l'utilità non è in dubbio per la seconda invece io ne nutro più d'uno. I contenuti dei media infatti non sono trasferibili e non credo che l'instant messaging possa avere successo su un medium che non sia il computer, bisogna contare che per essere efficace deve prevedere una connessione always on, che anche con la tariffa più conveniente è comunque un surplus sulla bolletta, in più c'è ai cellulari non si dedica la medesima attenzione che al computer, specialmente se si è in giro, infine semplicemente non credo che l'instant messaging possa sostituire l'SMS (benchè l'unica cosa che ammetta potrebbe essere utile è l'instant messaging da pc a cellulare).
Altra notizia: stanno aumentando sempre di più i software come Push!Music che permettono la condivisione di file (musicali ce lo aggiungo io) da telefoni cellulari in P2P. Un'evoluzione tecnologica alla quale si sarebbe arrivati prima o poi e che forse potrebbe essere il prossimo nemico della musica legale, anche perchè fin'ora il business (ed è un grosso business) delle suonerie per telefoni ancora non è stato toccato dalla pirateria e date le sue dimensioni ci sono i presupposti. Cmq Anssi Vanjoki, capo del settore Multimedia di Nokia, ha dichiarato che il telefono cellulare nel prossimo futuro ucciderà l'iPod (sempre che Apple non tiri fuori prima l'iPodPhone aggiungo io), dato l'aumento della capacità di storage e riproduzione musicale. Ricordo che Anssi Vajonki era lo stesso che diceva che i cameraphone avrebbero ucciso le macchine digitali, in realtà quello che è successo è stato che al crescere delle vendite dei cameraphone le vendite delle macchine digitali non solo non sono calate ma sono addirittura aumentate.
Questo perchè i media non sono beni sostituibili come burro e margarina e a fare previsioni scontate sul futuro si sbaglia sempre.

ajaxWrite vs. Writely

Share |
2 commenti

Ho fatto un giro su ajaxWrite, un sito web tutto programmato in AJAX che ricostruisce con perizia tecnica anche maggiore di Writely.com (il programma che uso ufficialmente come word processor) l'interfaccia grafica di word.
Se ne parla molto in rete come del word processing web 2.0 definitivo. Effettivamente come ho già detto è tecnicamente migliore, sembra davvero Word e rispetto agli altri sistemi ajaxWrite è quello che offre più funzioni.
Ma il problema, come al solito, è quello della non-trasferibilità di contenuti tra media. Anche tra pc e rete infatti non si possono tradurre contenuti senza modificarli, Writely è infatti migliore di ajaxWrite perchè è più adatto alla rete, perchè scimmiotta relativamente Word (è pur sempre un word processor) e si dedica invece molto di più alla scrittura collaborativa, al blogging, al web publishing ecc. ecc.
Anche se queste al momento sono funzioni sicuramente meno usate, fanno sì che il programma sia più adatto alla fruizione in rete, consentendo un'integrazione (anche magari in ottica futura) maggiore. Mille funzioni tipiche di internet che sono alla portata di tutti gli utilizzatori che ne faranno l'uso che più ritengono opportuno, ajaxWrite invece non consente altri riutilizzi perchè mette a disposizione un sistema già testato e passato attraverso vari riutilizzi che è Word.

L'Idiota (Hakuchi, 1951)
di Akira Kurosawa

Share |
0 commenti

E' noto come li intellettuali giapponesi dei primi decenni del novecento tenessero in riguardo la letteratura russa, non meraviglia allora che Kurosawa ritenesse L'Idiota (trasposizione molto personale del romanzo di Dostojevski) uno dei suoi film più cari.
E benchè il risultato sia stato mutilato dai produttori in patria (da 260 a 165 minuti), il film rimane pieno di momenti di altissimo cinema, ma soprattutto rimane un esempio di modernità incredibile.
Negli anni '50 Kurosawa faceva un uso della colonna sonora impensabile all'epoca, musica originale abbinata a musica classica (Notte Sul Monte Calvo di Mussorgski) messa come forte sottofondo empatico a molte scene, una camera mobilissima come solo Hitchcock faceva in quegli anni, e alcune sequenze visionarie e di forte impatto come quella dei pattinatori sul ghiaccio e quella delle visioni (questa veramente incredibile) di Kameda mentra torna a casa.
Il risultato è un film che non appartiene al cinema della sua epoca (forse solo i dialoghi sono l'unica cosa anni '50) ma è anni avanti nel modo di narrare e di mostrare.
Si è detto parecchie volte della cultura dell'immagine che ci differenzia dai giapponesi ma qui, decisamente, c'è di più.





23.3.06

Era una vita che lo aspettavo!!

Share |
0 commenti

E tecnicamente continuerò ad aspettare, ma almeno so che presto arriverà.
Sto parlando del nuovo servizio di PayPal (di cui io sarei cliente se si decidessero a sbloccami il conto) che consente di fare pagamenti tramite SMS prendendo i soldi dalla carta di credito.
Al momento il servizio è attivo solo in America, Canada e Gran Bretagna ma pare che presto arriverà anche in tutti gli altri mercati.
Funziona così: si invia dal proprio cellulare (devi registrare il numero nel tuo account PayPal), un SMS al numero di PayPal scrivendo la cifra e il numero di telefono del beneficiario (anch'esso iscritto).
Le applicazioni possibili sono una marea, le prime e più stupide sono la possibilità di pagare per degli eventi non appena si vede un manifesto, un volantino o un avvertimento e arrivano fino alla possibilità di non portarsi appresso la carta di credito (proprio la fantasia).
Secondo MobHappy non funzionerà perchè troppo complesso il sistema di registrazione, per loro il problema sono le percentuali degli operatori di telefonia. Io non lo credo.

E alla Apple pensavano di essere loro quelli snob...

Share |
0 commenti

Tempo fa avevo fatto un minimo di punto sulla questione DRM-FRANCIA-APPLE attendendo che le cose si chiarissero. Oggi le cose sono più chiare dopo la dichiarazione che finalmente Apple si è decisa a rilasciare.
Ma prima i fatti in due parole: in Francia al momento di recepire la direttiva comunitaria contro la pirateria scelgono di applicare in pieno i sistemi anticopia DRM (addirittura non sarà indicato in quali prodotti sono presenti) con una postilla, cioè che i formati siano interoperabili: se compro un file in un music store devo poterlo eseguire con qualsiasi music player (come logica vorrebbe del resto), tutti saltano sulla poltrona perchè questo vorrebbe dire per il palyer numero 1 del mercato Apple aprire i propri segretissimi formati ai concorrenti.
La proposta ora deve passare al senato per diventare effettivamente legge, ma pare che non sia un problema data la larga maggioranza che l'ha proposta.
Apple dopo lungo silenzio ha oggi dichiarato che tutto ciò butta in fumo anni di lotta alla pirateria perchè questa norma, benchè comprenda i DRM (che Apple caldeggia) imponendo l'interoperabilità di fatto ne rende difficilissima l'applicazione sponsorizzando la pirateria. Dunque tra chiudere in Francia e aprire i propri formati in quel mercato (e quindi nel resto del mondo) Apple sceglierà la prima ipotesi, sperando che il resto del mondo non segua l'esempio francese, cosa francamente probabile.
Per la cronaca le associazioni degli editori musicali si sono detti ottimisti riguardo questa legge che non fa che migliorare la fruizione di musica comprata legalmente, anche se riservano di vedere come la legge sarà applicata.

Update 19.08:
Luca de Biase riprende la questione e si schiera con Apple sostenendo che è proprio il meccanismo di esclusività, quello che consente alla casa di Cupertino di aumentare le vendite di iPod perchè abbinati al music store migliore, che gli consente di non prendere percentuali sulla vendita di brani e quindi tenerli a prezzi stracciati.

Capita che uno posta in fretta e poi legge cosa si dice in giro

Share |
4 commenti

Leggo e sento da molte parti che, com'era facile prevedere, Il Caimano ha riscosso gran successo di critica, c'è chi come Maurizio Porro ha addirittura dato un 8 e mezzo al film e pure Mereghetti l'ha definito il film più ambizioso di Moretti.
Sarà dovuto al fatto che non si vede troppa bella roba in giro e di contro indubbiamente Il Caimano è un film complesso, autoriale e pieno di qualità ma un buon film (nemmeno un capolavoro) non è quello che ti lascia qualcosa??

Il Caimano (2006)
di Nanni Moretti

Share |
11 commenti

Chi non ha smesso mai di sperare in un ritorno di Nanni Moretti ai fasti dei suoi primi film (io), chi non vuole credere che sia davvero finita la vena innovativa, poetica e originale di uno dei più grandi registi contemporanei italiani (io) e chi non si stanca di cercare anche nelle pellicole più recenti tracce di quel regista autoriale innamorato del cinema francese e di Fellini che era riuscito a fondere tutto questo in qualcosa di incredibilmente arrogante e personale (io) è ora che si rassegni.
Il Caimano palesa più che mai il passaggio di Moretti ad un'altra fase, quella di Caro Diario e Aprile (La Stanza Del Figlio non centra nulla con niente), una fase in cui non c'è più quel modo di far cinema episodico e spezzettato, arrogante e simbolico, ma ce n'è uno molto più mansueto e ordinario un cinema sicuramente più povero di idee che è costretto ad appigliarsi a banali storie d'amore familiare.
Eppure comincia bene Il Caimano, comincia con forza, molto umorismo grottesco morettiano (quello almeno rimane in tutta la pellicola) e originalità, sembra di rivedere Sogni D'Oro, una storia di cinema nel cinema (è il cinema italiano il vero tema del film), di autori e di registi, dove i personaggi principali (Silvio Orlando e Jasmine Trinca) si muovono e si comportano come Moretti nei suoi film, che è un po' quello che faceva anche Woody Allen nelle pellicole che non interpretava. C'è anche Dario Cantarella (il preside di Bianca, foto a destra), presenza che non si vedeva da tempo e che mi riempie di conforto. Addirittura alla prima apparizione di Nanni sullo schermo quasi ci si commuove (non scherzo), è una citazione da La Stanza Del Figlio, nessuno fa il suo nome ma è chiaro che si tratta di lui che interpreta se stesso e come nelle sue migliori opere dice cose belle e arroganti, con parole semplici ma efficaci, parla di vita e di cinema e dice una frase meravigliosa, di vero cinema, con il sorriso sulle labbra: "E' sempre il momento per fare una bella commedia". E ha ragione cazzo!
Ma poi è il caos. Il film parla di molte, moltissime cose, è complesso e simbolico, parla di cinema, di Berlusconi, dell'Italia che lo ha votato, della vita di coppia, della famiglia, dei figli e parla di come Nanni Moretti è finito a fare questo film. Ma il punto è sempre sulla storiellina d'amore, sulla difficoltà dei divorzi e i figli che ne risentono, ci si sofferma su quello che Moretti ha sempre detto di non voler fare cioè "quello che la sinistra vuole sentirsi dire e quello che tutti quelli che vogliono sapere sanno", e sono parole sue!
La verità è che Il Caimano per metà è un film carino e nostalgico dei tempi andati e per l'altra metà è un film consolatorio e fintamente romantico che non morde da nessuna parte e alla fine lo spettatore che non si interessa alle vicende del premier, che quello che vuole sapere già lo sa e che sperava solo di vedere un film finalmente diverso e potente rimane tristemente deluso.




22.3.06

Nuova interfaccia per Google

Share |
2 commenti

Nuova inerfaccia è una locuzione un po' forte, cambia poco ma cambia e in meglio.
Salvatore Aranzulla ha rimediato le interfacce che Google sta testando. Tra poco sui nostri schermi.

Il prossimo acquisto di Google?

Share |
0 commenti

Due siti dedicati al podcasting, Podzinger e Blinkx, hanno dichiarato di aver messo a punto un sistema decisamente innovativo per indicizzare i contenuti dei file multimediali (loro chiaramente fanno riferimento al podcasting).
Fin'ora sistemi come Google Video, consentono la ricerca di file multimediali a seconda dei metadati (tag, descrizione, titolo...) che gli sono abbinati ma non in base all'effettivo contenuto, mentre il sistema di Podzinger e Blinkx si prefigge di cercare una stringa o una parola all'interno dei file, in pratica se quella parola viene pronunciata o meno.
Al momento il sistema non è completo, è una sperimentazione ecc. ecc. Ma nel momento in cui sarà pronto perchè Google non dovrebbe comprarsi una simile società, dato anche il fatto che ha un motore di ricerca per blog, uno per video, ma non uno per podcasting? E se Google lo vuole fare perchè non lo fanno prima gli altri?

Crypto Meeting 2006

Share |
0 commenti

Si svolgerà il 25 marzo 2006 a Pescara la seconda edizione del Crypto Meeting, convegno nazionale sulla cifratura e sulla sicurezza. Quest'anno si parlerà soprattutto della sicurezza dei sistemi di cifratura WEP per le reti wireless.
Più informazioni su Punto Informatico.

V Per Vendetta (V For Vendetta, 2005)
di James McTeigue

Share |
10 commenti

Il fatto che Alan Moore abbia fatto rimuovere il suo nome dai titoli di coda del film non depone a suo favore, ma del resto dopo averlo visto si può facilmente capire perchè.
Il film si discosta nettamente dal fumetto (e questo è un bene), ma la maniera in cui lo fa solo a tratti è convincente ed ha motivazioni (e finalità) prettamente ciematografiche, nella maggior parte dei casi trattasi di "americanizzazione", dove con questo termine si intende il processo che porta una qualsiasi opera a diventare un prodotto standard hollywoodiano passando attraverso la banalizzazione, la semplificazione e la manicheizzazione dei contenuti, oltrechè l'esaltazione della tecnica.
Parte bene V Per Vendetta, verboso come è giusto che sia e molto convincente nel dipingere una dittatura moderna e tutto sommato possibile (grande difetto del fumetto (che assolutamente non ho amato) era di mostrare una dittatura ridicola, anche più di quella di 1984). Anche la figura di V all'inizio è romantica quanto basta. Ma andando avanti il film si perde, i contenuti da che sembrava dovessero decollare si appiattiscono e la scena finale con il popolo inglese che sbigottito si leva la maschera da V e guarda speranzoso in cielo è degna del peggior Ron Howard (o forse basta dire del peggior Wachowski).
Devo ammettere tuttavia che il momento in cui salta in aria il parlamento inglese è stato un colpo niente male, veder saltare in aria un'istituzione del potere politico così importante come un atto di liberazione terrorista mi ha impressionato.





21.3.06

Se non avessimo condiviso tutta la cultura popolare della letteratura e del cinema di fantascienza ci sarebbero venute queste idee?

Share |
1 commenti

La scuola italiana di robotica di Genova ha coordinato un gruppo di studio, nel quale gli esperti di robotica si sono confrontati con filosofi, giuristi, psicologi e sessuologi per determinare le prime leggi che regolino l'ingresso dei robot nella società.
In sostanza le prime leggi dell roboetica.
I capitoli in cui sarà declinata la roboetica saranno principalmente: l'ambito militare, la bionica, la dipendenza dai robot, la sessualità, i nanorobot, il sabotaggio e il sistema costi/accessibilità.

Riesco a pensare ad almeno un robot protagonista di un film o di un libro che ponga problemi per ognuno di questi ambiti.

Seguendo La Flotta (Follow The Fleet, 1936)
di Mark Sandrich

Share |
0 commenti

Cosa c'è di più classico di Fred Astaire vestito da marinaio?
Per questa (non mi vergogno a dirlo) ennesima commedia musicale il regista Sandrich (ormai abbonato al genere) opta per una curiosa stratificazione: allunga la durata (quasi due ore) e moltiplica i protagonisti ponendo la storia d'amore di Randolph Scott e Harriet Hilliard praticamente allo stesso livello di quella tra Ginger e Fred, anzi in alcuni momenti, benchè i due ballerini compaiano in più scene si potrebbe dire che è l'altra la storia fondamentale, poichè nel film la felicità di Ginger e Fred passa attraverso la positiva soluzione dell'altra storia.
Insomma una commedia brillante decisamente più sofisticata ed intricata delle precedenti del trio Astaire/Rogers/Sandrich, questa volta senza Edward Everett Horton (a cui ava recentemente ha dedicato un bel post), che tuttavia manca d'emozionare come lavori più semplici quali Cappello a Cilindro e Follie D'Inverno.





Si conferma sempre il festival più serio

Share |
0 commenti

Prime indiscrezioni su chi sarà presente al festival di Cannes 2006.
Premesso che le uniche sicurezze sono che il 20 aprile ci saranno le candidature ufficiali e che aprirà Il Codice Da Vinci con la sua prima, sono dati quasi per certe le partecipazioni di Sofia Coppola con il film su Maria Antonietta con Kirsten Dunst, David Lynch con il film sperimentale (sperimentale??? E fin'ora che ha fatto??) Inland Empire, Aki Kaurismaki con Lights In The Dusk, Nanni Moretti con Il Caimano, Almodòvar con Volver e Alejandro Iñarritu con Babel.
In forse ci sono Darren Aronofsky e Ken Loach con The Wind And The Fountain That Shakes The Barley.
Quasi sicuro che non ce la faranno Margarethe Von Trotta e il suo I Am The Other Woman, Emir Kusturica con il documentario su Maradona e Woody Allen con Scoop, i quali con tutta probabilità verranno dirottati su Venezia.
E chi non ce la fa neanche per Venezia? Per punizione andranno alla Festa Del Cinema di Roma.

Storie per appassionati

Share |
0 commenti

Qui viene ricostruita tutta la storia della genesi e della fortuna di Tron, uno dei più grandi e incompresi film di fantascienza, uno dei momenti fondamentali di integrazione di effetti digitali e cinema.
Un po' un mito.

20.3.06

Un aggiornamento

Share |
4 commenti



Dal 18 aprile la Warner distribuirà i suoi primi film in HD DVD (Million Dollar Baby, L'Ultimo Samurai e Il Fantasma dell'Opera), mentre da maggio comincerà la distribuzione regolare di nuovi titoli nei formati DVD e HD DVD.
Warner tuttavia ha dichiarato che non appena sarà possibile abbraccerà anche la tecnologia BluRay (tanto per ribadire quanto ho già detto qui).
Nei prossimi mesi arriveranno i primi lettori e masterizzatori Blu Ray, ad aprire le danze ci sarà il lettore domestico dal prezzo di 1.000 dollari. Da poco erano stati annunciati i primi film che sarebbero stati versati in Blu Ray e ora arrivano i primi lettori. I prezzi saranno simili ai film in HD DVD: 29$.

Google e l'acquisizione di word

Share |
0 commenti

Se ne parla su Affari&Finanza.

Fratelli Per La Pelle (Stuck On You, 2003)
di Bobby e Peter Farrelly

Share |
0 commenti

Spesso accade nel cinema che a grandi aspettative date da un buon momento di un autore, una buona idea di base per il film e dei buoni elementi nella troupe o nel cast non corrisponda poi un buon film.
Mi sembra sia questo il caso di Fratelli Per La Pelle, film dei fratelli Farrelly che, per quanto mi riguarda, sono tra gli autori di commedie più innovativi (del cinema americano) e divertenti degli ultimi anni, capaci di rimanere ancorati alla tradizione americana (e questo alle volte è quasi un limite) e di riuscire contemporaneamente ad inserire nei loro film tutte le ultime tendenze dall'umorismo Mtv a quello Saturday Night Live, utilizzando sempre al meglio gli attori.
Il soggetto poi pareva molto interessante e perfetto per l'invenzione di mille gag, due fratelli siamesi che si organizzano per vivere una vita normale e uno solo dei due vuole fare l'attore hollywoodiano e ci riesce!
In effetti poi qualche trovata c'è, ma non è assolutamente sufficiente e il film si perde in un mare di partecipazioni illustri e autoironiche come quella di Cher nel ruolo di se stessa.





18.3.06

Wallace & Gromit: La Maledizione Del Coniglio Mannaro (Wallace & Gromit: The Curse Of The Wererabbit, 2005)
di Nick Park

Share |
5 commenti

La notte degli Oscar lo ha decretato vincitore su La Sposa Cadavere e su Il Castello Errante Di Howl. Oscuri come sempre sono i percorsi compiuti dall'Accademy, in questo caso non è ben chiaro il motivo percui abbiano fatto vincere il lungometraggio di Nick Park (già il fatto che l'Oscar sia un premio per il quale ad ogni assegnazione segue una motivazione non ufficiale la dice lunga), sicuramente molto molto carino e sopra la media del cinema prodotto solitamente ma nettamente inferiore alle opere deliranti e sognanti di Burton e Miyazaki. L'aveva già notato qualcuo che Helena Bonham Carter, moglie di Burton e doppiatrice di un personaggio di La Sposa Cadavere doppia anche la protagonista di questo film?
Intendiamoci Wallace & Gromit: La Maledizione Del Coniglio Mannaro, lo ribadisco, è molto bello, intelligente, ironico e anche un po' iconoclasta, sa leggere nelle pieghe del cinema e delle altre forme di narrazione proponendo il racconto di una realtà che non esiste più se non, per l'appunto, nelle forme di narrazione. Proprio dai generi cinematografici partono gli sceneggiatori per costruire un film che non prende in giro nemmeno più la realtà (l'unico referente reale forse è la religione) ma solo i generi cinematografici e le loro figure archetipe.
E' un film decisamente intrigante che gioca con il cinema senza renderlo esplicito, proponendo un universo rigidamente basato sulla forma cartoonistica o fumettistica (caratterizzazioni esasperate, totale svincolo dal realismo e personaggi con psicologie semplicissime) all'interno del quale declinare tutte le possibilità di narrazione moderne.
Esemplare in questo senso è la scena del coniglio risucchiato che vola verso la luce o quella nella chiesa, nella quale vengono consegnate a Victor il cacciatore le pallottole d'oro, dentro c'è tutta la semplicità di caratteri stereotipici, utilizzati con tutte le forme e le soluzioni tipiche dei racconti horror/spiritici.
In particolare di Wallace e Gromit amo molto l'idea del cane che non solo non parla mai (e quella è una soluzione già vista parecchie volte) ma fa anche pochissime espressioni facciali, rendendo ogni momento panico (quasi sempre infatti affidati a lui) ancora più potente. Anche solo vederlo accarezzare la zucchina gigante o contemplarne i resti una volta spiaccicata sono eloquenti in questo senso. Perchè lo spettatore sa che non farà alcuna smorfia di dolore, ma parimenti sa che sta soffrendo, è proprio lo spettatore a completare il quadro.

A me è sembrato cmq che le trovate comiche fossero in molti casi debitrici all'umorismo de I Simpson.



17.3.06

Le Fanciulle Delle Follie (Ziegfeld Girls, 1941)
di Robert Z. Leonard

Share |
0 commenti

Terribilmente noioso, orrendamente banale e insulsamente colmo di personaggio dallo spessore inesistente, mi sono messo a guardare Le Fanciulle Delle Follie consapevole che sarebbe stata una lenta agonia tra un numero di ballo diretto da Busby Berkeley e l'altro.
Un'ora e venti minuti ci sono volute prima di vedere il primo e unico numero veramente degno del nome del grande coreografo, un'ora e venti minuti di indifese ragazze in cerca di successo, un successo effimero che però non riempirà davvero le loro vite. Però ne è valsa la pena. Sarà la suggestione ma in quei momenti mi sembrava migliorasse anche la qualità della fotografia, ma con tutta probabilità saranno stati dei giochi di colori fatti da Berkeley a fara pparire tutto più luminoso e contrastato.
Prima che Michael Powell rompesse ogni regola e con la lunga sequenza del ballo in Scarpette Rosse, determinasse un nuovo standard nel modo di riprendere un balletto, Berkeley era il dio in terra delle coreografie. E questo titolo se lo meritava non solo per lo sfarzo degli allestimenti (una cosa tipicamente MGM) e dei costumi, ma soprattutto per l'infinita quantità di idee che riusciva a mettere in campo e la grande espressività del tutto.
I balli di Berkeley sono una vera e propria rottura nella trama e costruiscono un universo a sè, il film potrebbe non esistere (ed in questo caso sarebbe stato un bene) e i balletti non cambierebbero di una virgola.
Anche in questo musical c'è Edward Everett Horton. Credo si tratti dell'unico caratterista da commedia musicale che non ha (quasi) mai cantato.





Primi effetti della fusione Disney/Apple

Share |
0 commenti

iTunes da ieri è entrato nella vendita di film. Non l'aveva mai fatto e ha cominciato con High School Musical, un Tv-movie fatto appositamente per Disney Channel che ha riscosso un grandissimo successo.
La grandezza è 487 Mb e il prezzo è 9.99$.

Questa notizia va obbligatoriamente messa in relazione con tutte le voci di corridoio e le indiscrezioni sul nuovo iPod Video che dovrebbe avevre un schermo molto più grosso che occupa tutta la parte frontale del device, ideale proprio per riprodurre i film.

16.3.06

La Marchetta Settimanale

Share |
5 commenti


Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Almodòvar-report

Share |
2 commenti

Aggiornamento della situazione-Volver in attesa dell'arrivo in Italia.
Il film esce domani o dopodomani in Spagna, ma è stato proiettato in anteprima nel paesino della Mancha da dove viene Pedro e dove è ambientato il film. Ci sono state moltissime risate e l'affetto con cui è stato accolto non solo il film ma anche la troupe e il regista è stato tale che durante la proiezione Pedro non è riuscito a trattenere le lacrime (come è posibile non amare incondizionatamente quest'uomo?).
Il film ha una trama tipica almodovariana, un'allegra commedia in cui un gruppo di donne si fa forza e va avanti nonostante tutto. Si parla di ritorni, morti e fantasmi. E' un film molto personale nel senso più stretto del termine: si parla del posto dove è nato e cresciuto e quindi le tradizioni (che prevedono un forte culto dei morti) trovano ampio spazio.
"Voglio mostrare la Spagna che affronta a viso aperto le cose, anche la morte. La Mancha ha un ottimo rapporto con la morte, ed è una cosa che fa molto bene alla vita".
Volver (che significa "ritornare") è stato scelto come titolo per molti motivi oltre la semplice attinenza con la trama, è il ritorno di Pedro alla commedia, il ritorno ad un universo femminile, il ritorno alla sua terra ecc. ecc.

Sembra si sia aperto un nuovo periodo per i film del maestro della narrazione spagnolo, il ciclo dei film autobiografici. Con Parla Con Lei si è ufficialmente chiuso il periodo delle tragedie, aperto con Il Fiore Del Mi Segreto, e a questo punto sono legittimato a pensare che da La Mala Educacion siano partiti i film che rielaborano il suo passato. Significativo cmq il fatto che dopo tantissimo sia tornato a fare commedie.