31.1.06

Vi faccio un riassunto io

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Qui le nomination agli Oscar, ma le cose interessanti da seguire saranno.

Miglior attore: lo scontro Phillip Seymour Hoffman con Capote (ancora non arrivato in Italia) vs. Heath Ledger con Brokeback Mountain.
Miglior lungometraggio d'animazione: Wallace e Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (sta per arrivare da noi), La Sposa Cadavere e Il Castello Errante di Howl.

Il resto è battaglia futile.

E una è andata

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Va male la Xbox360 in Giappone. Solo 110.000 unità vendute anche meno di quanto fece la precedente Xbox (112.000).
La colpa è principalmente del fatto che non c'è un videogioco killer application, si aspetta l'arrivo di Final Fantasy XI, ma il Giappone sembra comunque perso anche per lo strapotere che lì hanno Sony e Nintendo.

La lunga strada verso la legittimazione del protocollo BitTorrent

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Giusto poco tempo fa parlavo dell'incalzare dei video store assieme alla crescita dei music store, dicendo che comunque i video in vendite sono solo quelli delle serie tv, e oggi leggo che in Germania è partito un esperimento della Warner Brothers mirato a distribuire i film in rete al costo di un DVD attraverso un sistema P2P.
Il sistema funziona con i protocolli di BitTorrent, cioè gli utenti non scaricano da una fonte unica, ma da più fonti (gli altri utenti che hanno scaricato anche solo parzialmente il file), di modo che più richiesta c'è più fonti ci sono.
Questo sistema non è nuovo, se n'era parlato su Punto Informatico intervistando StreamerOne che in Italia vuole distribuire tv in streaming in questo modo e in Cina questo tipo di trasmissione è lo standard.

Arlington Road - L'Inganno (Arlington Road, 1999)
di Mark Pellington

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Thriller a sfondo terroristico pre-11 settembre basato sull'attentato di Oklahoma City e la fobia che scatenò.
Attraversato da forme hitchcockiane (l'uomo normale coivolto casualmente in qualcosa di più grande di lui, e il protagonista non creduto che si batte contro tutti), il film parte bene e va sempre più in basso.
Se all'inizio Pellington riesce bene a suggerire senza mostrare e a creare un clima illusorio non si sa bene chi sia chi o cosa, alla fine spiattella tutto senza poesia e (cosa ancora più grave) gira con uno stile giovane e deformato per suggerire lo stato d'ansia del protagonista.
Vistosi buchi di trama (sempre nel finale) non aiutano, e l'unico pregio (se proprio lo vogliamo trovare) può stare nel finale anticonvenzionale che tuttavia proprio per le citate cadute di stile non lascia alcun inquietudine.
Così alla fine il film sembra un "vorrei ma non posso", invece che un omaggio ad Hitchcock attuato attraverso la ricerca di forme autonome (come fa De Palma), che si esaurisce nella ricerca di atmosfere ed emozioni che non trova.





La divulgazione scientifica

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Questa non la sapevamo eppure è un fenomeno scientificamente riproducibile in laboratorio.
La Coca Cola (o forse solo la diet Cola ancora devo capirlo) fa reazione con le Mentos. E' ufficiale (TM).
Qui c'è una raccolta di video diversi in diverse parti del globo che provano l'esplosiva reazione.

Questa è inoltre un'ottima occasione per guardare come funziona e dstribuisce video Google Video. Il link punta infatti alla pagina dei risultatti della ricerca "coke mentos" fatta su Google Video, il video store di Google. I filmati in questione sono tra quelli gratuiti e non a pagamento, ma il funzionamento è il medesimo.
E' un ottimo sistema, si hanno gran parte dei video disponibili in una pagina, la preview parte velocemente e cliccando sul video si apre la versione più grande e sulla colonna di destra c'è si all'opzione download, sia qualche fermo immagine più un altro tab con gli altri risultati della ricerca.

via LucaZappa

30.1.06

L'Ignoto Spazio Profondo (The Wild Blue Yonder, 2005)
di Werner Herzog

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Recuperato in un cinema di seconda visione, riesco a godermi il fintomentario di Herzog di cui tanto bene avevo sentito parlare, senza calcolare poi che ho adorato senza alcuna riserva Il Mio Nemico Più Caro, il documentario (questo vero, non finto) che Herzog ha fatto nel 1999 sullo scomparso Klaus Kinski, sul loro legame e su un modo di fare cinema che, almeno per lui, non c'è più.
Eppure, se non mi sento di smentire quanto affermato di buono da altri blogger, dall'altra parte non ne posso condividere il giudizio finale positivo.
In questo suo Wild Blue Yonder (tradotto come ignoto Spazio Profondo non si sa bene perchè (di certo non per fini commerciali...)) Herzog mostra qualcosa per suggerire qualcos'altro. Mi spiego: il fintomentario si basa su un'intervista ad un alieno giunto sulla terra che narra perchè lui e la sua razza siano venuti, e perchè l'uomo ora sti acercando un altro pianeta dove vivere e come questa ricerca sia terminata proprio su quel pianeta da cui lui e la sua razza sono fuggiti e infine come l'uomo l'abbia trovato quel pianeta abbandonato invitante.
Le immagini che Herzog usa sono quelle di repertorio della NASA (immagini riprese con una telecamera digitale dagli astronauti in orbita) più altre di esplorazioni marittime probabilmente ai poli (il mondo da cui viene l'alieno ha un cielo di ghiaccio e un'atmosfera di elio liquido). Immagini stupende che accompagnate alle parole dell'alieno trasmettono davvero il fascino dell'esplorazione di mondi lontani, ma in realtà si tratta sempre della Terra, sono immagini riprese sul nostro pianeta. Tutto lo splendore, la meraviglia, la bellezza e l'ignoto che c'è in quelle immagini (colori, posti, animali....) è in realtà l'ignoto terrestre.
Parlando dello spazio Herzog mostra la Terra.
Le immagini sono di una bellezza sconvolgente, l'esplorazione sotto il ghiaccio è meravigliosa e dotata di colori mai visti, alcune immagini dello spazio pure sono veramente belle.
Il brutto purtroppo è che il film è molto molto noioso. Le parti di racconto sono inframezzate da lunghissime sequenze senza parole in cui l'unico sottofondo sono cori sardi, binomio interessante all'inizio ma sfinente alla fine. Soprattutto ci sono interminabili sequenze (sempre con musica sarda o solo violoncello) della vita nella nave spaziale, che alla noia che già avanza abbinano anche delle riprese necessariamente amatoriali, che poco o anzi niente hanno di interessante. Se non altro le immagini sott'acqua hanno colori, e soggetti belli e interessanti!
Il risultato è purtroppo un film bellissimo solo sulla carta.





Non può funzionare

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Il mercato delle suonerie per cellulari è un mercato potentissimo. Costituisce il 40% della vendita di musica digitale (che costituisce il 6% della vendita di musica totale), un giro di soldi testimoniato anche dal grande spazio che trova negli spot televisivi e dal successo che ebbe la suoneria Crazy Fog che in Inghilterra entrò nella classifica dei brani più venduti assieme ai singoli tradizionali.
Ora Skype ha siglato un accordo con la Warner Music per vendere suonerie dei brani Warner, da abbinare ai suoi servizi di telefonia via internet. Ogni suoneria dovrebbe costare 1,50€.

Secondo me l'operazione è sbagliatissima per una ragione di fondo. Le suonerie per telefoni cellulari, come del resto le skin dei telefoni non hanno successo casualmente. Una suoneria è qualcosa che tutti sentono perchè il cellulare squilla in pubblico, dunque inevitabilmente come tutti i prodotti anche la suoneria ridefinisce l0identità di chi l'ha adottata. Anche scegliere di non avere una suoneria personalizzata è una scelta che ridefinisce l'identità (in questo caso con valori di sobrietà o anti conformismo). E la differenziazione, la personalizzazione davanti agli altri è una cosa importantissima a livello sociale, che da sola basta a motivare la spesa.
Tutti hanno un cellulare, tutti hanno una suoneria, l'unico modo per differenziarsi (sia per originalità che per tradizionalismo) è avere una suoneria personale (che non necessariamente deve essere coatta).
Tutto questo però non ha senso nel caso di Skype, poichè nessuno sente quella suoneria se non l'interessato.

I migliori 100 film della storia

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Il mio debole per le classifiche mi impone di linkare anche questa fatta dai lettori da Empire (che la dice lunga su chi legga Empire, una delle riviste di cinema più vendute al mondo). La ridicolaggine di questa classifica va sè, paradigmatica di un modo miope di concepire la storia del cinema.
Una curiosità: neanche un film muto nei primi 100 ed un solo film europeo (Amelie).
Metto qui di seguito le prime 20 posizioni.
Il mio disaccordo tocca le vette massime. Nei miei primi venti non c'è neanche uno di questi.

1. The Shawshank Redemption (Le Ali Della Libertà)
2. The Empire Strikes Back
3. The Fellowship of the Ring
4. Star Wars
5. The Godfather
6. Pulp Fiction
7. The Return of the King
8. Fight Club
9. Goodfellas
10. The Matrix
11. Jaws
12. The Usual Suspects
13. The Godfather Part 2
14. Alien
15. Raiders of the Lost Ark
16. Gladiator
17. Aliens
18. The Lord of the Rings: The Two Towers
19. Casablanca
20. Back to the Future

ALTRE POSIZIONI PER FARSI 4 RISATE:
26. Quarto Potere
30. A Qualcuno Piace Caldo
33. 2001: Odissea Nello Spazio
53. LA Finestra Sul Cortile
69. Annie Hall
70. I Sette Samurai (Rashomon neanche c'è)
89. La Fiamma Del Peccato

Multimedia stores

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Cosa si sta muovendo sul fronte della vendita online di contenuti multimediali. La guerra dei music stores, l'arrivo dei video stores e il loro fondersi in media stores.
Su Affari & Finanza di oggi.

Test cinefilo

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Secondo me c'è poco di cinefilo, cmq io ho realizzato 13 su 33.

29.1.06

Spot mai andati in onda

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Eppure è bellissimo questo spot per l'Xbox.

via Midnight Cappuccino

La storia è importante

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Ricordate la storia delle migliaia e migliaia di cassette che Atari scaricò nel deserto perchè invendute?
Beh se non la ricordate questo videclip di una band indipendente la ripercorre.

28.1.06

Rosy-Fingered Dawn: A Film On Terrence Malick (2002)
di Luciano Barcaroli e Carlo Hintermann

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Documentario sulla filmografia malickiana fatto da appassionati del regista texano. Si vede dalle inquadrature, dalle velleità imitatorie e dalla volontà di richiamare le atmosfere del regista indugiando in più d'un caso sugli ambienti rurali che attraversano in America per recarsi da un intervistato all'altro (più che altro badlands).
Gli intervistati sono di prim'ordine (Martin Sheen, Sean Penn, Sissy Spacek, Arthur Penn, Jim Caviezel oltre a tutta una schiera di montatori, art designers e tecnici che hanno lavorato con Malick, compreso Ennio Moricone), e le interviste sono condotte bene, tutti quanti parlano in maniera appassionata, tirando fuori aneddoti e curiosità oltre all'emozione di raccontare un'esperienza che per molti è unica (di sicuro per Martin Sheen e Sissy Spacek).
Interessante quindi per certi punti di vista, ma noioso per molti altri. Pochi spezzoni dai film (e in molti casi sarebbe stato opportuno mostrarne di più) e troppi inframezzi di immagini in digitale povero e musica country americana. Sembra che l'obiettivo fosse qualcosa che va oltre le potenzialità di chi ha diretto questo documentario. A confronto è nettamente meglio il documentario Absence Of Malick che si trova (tra gli altri luoghi) tra gli extra del DVD di La Rabbia Giovane.





Che regolarità!

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Una foto al giorno, sempre nella stessa posizione per un anno.

via Cristiancontini

Il capitano Kirk sì che ha l'anima del commerciante

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William Shatner, cioè il capitano Kirk della serie classica di Star Trek (idolo di più generazioni) ha venduto al casinò GoldenPalace.com un suo calcolo renale (i profitti sono andati in beneficienza). Il casinò aveva offerto inizialmente 15mila dollari ma il capitano ha pensato che fossero nettamente insufficienti per un suo calcolo così è riuscito a far lievitare la cifra fino a 25mila dollari.

27.1.06

La marchetta settimanale

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Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Live Labs

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Microsoft ha dato il via a Live Labs una partnership tra MSN e Microsoft Research tesa a portare alla luce nuovi progetti. Tempo fa Gates aveva annunciato che la sua azienda si sarebbe dedicata al web 2.0 e ora ecco un primo passo significativo, un laboratorio dove, sono parole loro, studiare soluzioni orientate ad internet.
Il team però non è fatto di programmatori qualsiasi ma sono quelli di Windows Vista. Insomma una cosa seria.
Dicono anche di voler far funzionare questa sezione come una startup, il che mi ricorda tanto gli anziani che dicono di sentirsi giovani.

Agata E La Tempesta (2003)
di Silvio Soldini

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Silvio Soldini è uno dei registi più interessanti e fuori dagli schemi del cinema italiano. Guarda molto a commedianti europei come Almodòvar (per la messa in scena) e Kaurismaki (per il pudore dei sentimenti) riuscendo a far convivere la loro apparente inconciliabilità.
Pane E Tulipani ne è uno splendido esempio. Ma in questo Agata E La Tempesta non riesce a replicare quella fortunata formula nè ad innovarla.
E dispiace dirlo, dispiace davvero perchè la bravura c'è e come.
Soldini non disdegna la tecnica, anzi. I suoi film sono costruiti come orologi, splendidi formalmente, inesorabili nell'impianto narrativo, rigorosi nel montaggio e anche consapevoli di tutto ciò che c'è stato e c'è nel cinema. In particolare questo film è mooooolto almodovariano, narra di un universo di coincidenze, lucido e colorato (ma i colori splendidi non sono una novità per Soldini) in cui si muovono personaggi panici e nel quale non mancano le agnizini e le scene madri. E' un modo di mettere in scena che sicuramente convince. Eppure il film è una delusione.
A Mano a mano che incede si ha sempre di più l'impressione che non arriverà a nulla. E così è alla fine. Tante storie, tanti intrecci, tanti artifici che però non puntano da nessuna parte nè in nessuna direzione. Mentre in Pane E Tulipani la storia della casalinga che cambia vita conferisce a tutti i personaggi che orbitano attorno alla protagonista un senso, un ruolo ed una missione sulla quale costruire emozioni e volontà, in questo i personaggi (benchè ordinati e in precise relazioni fra loro) sembrano andare allo sbando come le colonne di formiche quando si è schiacciata la prima.
Un peccato vero.





Un festival di serie B?

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Sono stato alla conferenza stampa di presentazione del Festival del Cinema di Roma, anzi come ha detto Walter Veltroni della "Festa del cinema di Roma", e tra un'esaltazione del cinema italiano del passato e un'esaltazione di Roma come città del cinema, sono passate alcune informazioni che se confermate ridimensionano il fomento che si era creato intorno alla manifestazione.
Pare infatti che la giuria sarà per la gran parte popolare, almeno 50 giurati selezionati tra coloro i quali frequentano più spesso le sale cinematografiche, più 5 posti che assegna MTV e 5 che assegna Ciak (stiamo cominciando a capire?), pare cmq ci sarà un presidente di giuria di alto livello (ma ancora non si sa quanto sia alto questo livello) e sarà molto incentrato sugli attori (i premi principali sono: miglior film, miglior attore e miglior attrice).
Certo se trascurano così tanto il ruolo del regista mi sembra difficile che ci venga qualcuno di serio, soprattutto perchè il festival si svolgerà (e questo è certo dal 9 al 20 ottobre) cioè un mese dopo il festival di Venezia, dunque la sovrapposizione è inevitaile.
A questo punto chi sceglierà di andare al festival di Roma invece che a quello di Venezia, visti anche questi presupposti.

Le buone notizie però ci sono. Hanno promesso un'edizione snella, pochi film e selezionati (cioè a tema mi è sembrato di capire), alcune retrospettive come in tutti i festival che si rispettino e la mobilitazione di molti altri centri culturali romani che non stiano per forza nell'Auditorium (che cmq sarà il luogo del festival).
Infine per l'occasione tutti i luoghi minimamente toccati dal festival saranno coperti da connessioni Wi.Fi.!

Cos'è il DVB-H e cos'è L'Alleanza?

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Un consorzio di operatori mobili (gente del calibro di Intel, Nokia, Motorola e Texas Instruments), ha formato la Mobile DTV Alliance con l'obiettivo di promuovere lo standard DVB-H, che sarebbe un modo alternativo di distribuire contenuti video sui dispositivi mobili. Insomma i giganti si vogliono mettere insieme concordi su un medesimo standard e cominciare ad imporlo.

Cos'è il DVB-H?
Al momento i contenuti video, per lo più clip scaricabili da internet, sono disponibili sui cellulari EDGE e UMTS attraverso un apn (o punto di connessione) dedicato, che è dedicato proprio perchè così si può applicare una tariffa particolare.
Hai l'iconcina Mobile Tv (o qualsiasi altro nome) sul menu del cellulare, cliccando la quale accedi aal vetrina con tutte le clip disponibili, solitamente il calcio, ma anche video musicali e nel caso di 3 DOVREBBERO esserci i film delle sale (ma che fine ha fatto poi tutta quella polemica?? Non se ne sente più parlare... Spero che tornino con forza).
Il DVB-H invece funziona diversamente è uno standard di trasmissione digitale che esula dai servizi di telefonia, è paragonabile a come trasmette il digitale terrestre. Il telefonino incorpora un ricevitore per questo segnale e trasmette in streaming, cioè in flusso diretto come fosse televisione normale, senza occupare la banda del telefonino. Non usa cioè il segnale telefonico e non è soggetto a cali di velocità perdita di campo ecc. ecc.

26.1.06

La Fine Del Mondo (La Fin Du Monde, 1931)
di Abel Gance

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Un cartello (dell'epoca) prima dell'inizio del film mi avverte che quello che sto per vedere è "il primo film sonoro della cinematografia francese", e subito la visione si fa in salita. Già mi appresto a vedere un'opera di Abel Gance e quindi sono moralmente pronto al kolossal (cosa che poi non troverò), mi ritrovo poi anche di fronte ad un'opera di passaggio, che si prospetta piena di sperimentazioni mentre è fortemente ancorata ad una messa in scena muta.
Devo dire che se penso che nel medesimo anno Fritz Lang ha prodotto anche lui il suo primo film sonoro (non credo fosse il primo film sonoro tedesco), cioè M, il Mostro di Dusseldhorf, non posso che notare una distanza abissale.
Nulla da dire sulla statura di Abel Gance come regista, i suoi capolavori parlano per lui, ma di certo non ha saputo comprendere al volo il sonoro come il grande maestro tedesco. Infatti mentre Lang aveva visto nel sonoro mille nuove possibilità di messa in scena, mille nuove potenzialità espressive che ha immediatamente tradotto in M, costruendo la metropoli (tema che gli è molto caro) soprattutto sui suoni, facendo si che l'assassino fosse riconoscibile soprattutto per un suono (il fischio) e affidando infine alla voce di Peter Lorre nel finale tutto il sentimentalismo, Gance invece gira un film muto in cui al posto dei cartelli ci sono le parole.
Questo poi non impedisce a La Fin Du Monde di essere un film magniloquente e per certi tratti visionario, ma di certo non è il punto di svolta che mi aspettavo.
La storia è molto interessante però. Parla di uno scienziato che scopre che una cometa 7 volte più grande del nostro pianeta sta per impattare la Terrra, impossibile pensare ad un rimedio con la tecnologia dell'epoca (già è un miracolo che si siano accorti dell'arrivo). Gance si sofferma molto e in maniera interessantissima sulla società, che dopo i mortuari annunci dello scienziato: "Moriremo tutti", "Mancano 300 gionri alla fine del pianeta" hanno una reazione all'inizo scomposta come si immagina ma dopo qualche mese rassegnata ed infine incredula. La vita, la routine vincono su tutto e lo scienziato (che continua a professare la fine del mondo) viene ricercato dalla polizia. Nessuno crede più alla sua profezia nonostante le conferme della comunità scientifica internazionale, fino a che a pochi giorni dall'impatto si intravede la cometa in cielo. A quel punto scatta la fase mistica, impossibile da raccontare, fatta di montaggio alternato, dissolvenze e simbolismi, fino al bellissimo finale (specialemte l'ultima immagine).





Tutti tranne uno

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IBM da anni è leader nel settore dell'instant messaging nel settore corporate, cioè per le aziende, con il suo Lotus Sametime, di cui tra poco uscirà la versione 7.5, e Big Blue ha annunciato di aver preso accordi con Yahoo! per rendere i due messengere interoperabili, cioè gli utenti dell'uno possono parlare con gli utenti dell'altro.
Lo scopo dichiarato è far uscire i programmi di IM dall'imbuto in cui sono caduti ora che li vede solo come strumenti per le chiacchiere occasionali. IBM vuole renderli degli strumenti per comunicare a tutti gli effetti, integrando quindi il settore aziendale (di suo dominio) con i maggiori player del settore privato. Già infatti ha preso contatti con Google per integrare anche GTalk, e figuriamoci. A Google non vedevano l'ora, già il loro GTalk era stato costruito apposta con uno standard il Jabber, arcinoto, proprio perchè desideravanoche qualcuno prendesse la mano che stavano tendendo e propugnasse l'interoperabilità.
L'unico ad essersi tirato fuori è il leader di mercato cioè MSN Messenger, che tra poco farà uscire la sua nuova versione intergrata con il portale Live che si chiamerà Live Messenger e sarà compreso nei nuovi sistemi Windows Vista.

Un democratico

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In Nepal il sovrano assoluto re Gyanedra ha ordinato il blocco assoluto delle telecomunicazioni così la polizia ha potuto soffocare una rivolta dei partiti dell'opposizione.
Oltre alle TLC sono state bloccate tutte le connessioni ad internet e le pubblicazioni dei giornali. Un black out informativo totale e (credo) senza precedenti. Anche i telefoni sono bloccati dalle 8 alle 6 del pomeriggio. Chiaramente c'è anche un coprifuoco (beh quello è il minimo).

Considerazione sugli incassi della settimana

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Aspettando Kroger dà qualche stima sul box office di questa settimana e come era prevedibile, dati i commenti che credo quasi tutti quelli che sono andati a vedere The New World abbiano sentito in sala, questo dopo un inizio folgorante sulla scia di una campagna pubblicitaria che lo aveva promosso come fosse L'Ultimo Samurai, è crollato con un -49% in virtù del passaparola.
A sorpresa incassi quasi record per Eccezzziunale Veramente Capitolo Secondo... Me, regge bene il grande Woody Allen e inizia fiacco Brokeback Mountain e credo anche finirà fiacco.

Ma l'attenzione per quanto mi riguarda è tutta per The New World. Questa campagna di marketing è stata ampiamente ingannevole e questo credo sia innegabile, ma non so dire se questo trucco da baro sia da condannare. Da una parte potrebbe aver sfiduciato un certo tipo di pubblico dai battage pubblicitari (più di quanto già non lo sia), dall'altra però ha portato a vedere un film inusuale, particolare e straordinario come quello di Malick gente che altrimenti non lo avrebbe mai visto, non era sicuramente al divulgazione culturale l'intento del trucco pubblicitario, ma di fatto potrebbe aver fatto conoscere un altro tipo di cinema a molta gente che di solito non sperimenta...

25.1.06

Vi ricorderete di me per film come....

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E morto Chris Penn. Io lo ricorderò per Le Iene.

Tutto è bene quel che finisce bene

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Finalmente è arrivata la notizia. Era nell'aria da un bel po' ma ora è ufficiale (TM).
La Disney acquisirà la Pixar. Dopo un rapporto un po' burrascoso negli ultimi tempi e dopo il fallimento di Chicken Little (primo cartone in 3D fatto dalla Disney), ora la società di Topolino si è decisa a comprare in toto la Pixar.
In passato le due case avevano collaborato, nel senso che la Disney ha distribuito e si èoccupata del merchandising di tutti i film Pixar (da Toy Story a Monsters Inc. da Alla Ricerca di Nemo a A Bug's Life), ma recentemente c'erano stati degli screzi riguardo la spartizione degli incassi, così vista la situazione la Disney si è decisa.
Vi ricordo che il presidente totale naturale di Pixar è lo stesso signore che con i maglioni neri a collo alto presenta gli iPod, e non a caso sull'iTunes video store le prime serie tv ad essere messe in vendita sono state Desperate Housewives e Lost (di proprietà della Disney).
A questo punto il legame Disney-Apple si fa fortissimo, e forse questa con Topolino è l'alleanza più grossa mai fatta dalla casa di Cupertino in grado di rivaleggiare (anche se quello è tutto un altro campo) con quella fatta con Intel....

Update 16.51:
Leggo ora su Repubblica che avendo Jobs il 50% delle azioni Pixar, da quando questa sarà parte della Disney, non solo Jobs parteciperà al consiglio d'amministrazione (e questo era facile) ma sarà il maggiore azionista di riferimento. Ma allora chi ha comprato chi? Gli danno i soldi e diventa il padrone?

Nel P2P il futuro della Tv via internet?

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Su Punto Informatico un'intervista a Gianni Spina di StreamerOne, la compagnia italiana che si propone di fornire la tecnologia per chi voglia trasmettere contenuti video in streaming via internet con un modo rivoluzionario che in Cina è lo standard, cioè attraverso il P2P in stile BitTorrent.

Ai Confini Della Realtà (The Twilight Zone: The Movie, 1983)
di John Landis, Steven Spielberg, Joe Dante, George Miller

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Film ad episodi che rende omaggio alla popolare serie televisiva anni '50 americana, quella si veramente cult.
Apre John Landis con un prologo con Dan Aykroyd molto carino e divertente in pieno stile Landis anche se molto poco Twilight Zone, e subito segue il suo segmento che tratta di un razzista catapultato in diversi luoghi ed epoche storie dove è oggetto di persecuzioni fino alla deportazione nella Francia nazista. Un episodio arrabiato, moscio e senza alcuna suspense o interesse.
Segue l'ancor peggiore episodio di Steven Spielberg, che tratta di un gruppo di anziani che hanno la possibilità di tornare giovani ma non tutti apprezzano e molti preferiscono tornare anziani anche se ora hanno capito che devono essere giovani dentro. Una parabola eccessivamente favolistica e buonista che si salva solo per la messa in scena creativa di Spielberg.
Il terzo episodio è la vera chicca del film, un gioiello vero e proprio. Joe Dante racconta una storia senza fare affidamento ad uno script della vecchia serie o ad un nuovo dei medesimi autori dell'epoca, fa tutto da solo e ricrea le sensazioni giuste con uno stile personale e fortemente caratterizzato. E' la storia (ripresa poi da I Simpson in un Halloween Special) di un bambino che può realizzare tutti i suoi desideri e tiene in un regime di terrore tutta la famiglia (che poi non è nemmeno la famiglia vera, quella non si sa che fine gli abbia fatto fare). Attira le persone in casa sua con scuse varie e non le lascia più uscire. Ma lo stile con cui è introdotto il tema, la suspence , l'ambientazione e alla fine il modo in cui è svelata la trama sono da urlo. Veramente agghiacciante.
Chiude il film l'episodio di Geroge Miller, anche questo molto bello e anche questo ripreso da un Halloween Special dei Simpson. Un uomo che soffre il mal d'aereo in un volo burrascoso in mezzo ad una tempesta vede dal finestrino un demone che smonta le ali dell'aereo ma gli altri non lo vedono e lo prendono per pazzo. Lo stile grottesco delle riprese, la recitazione di John Lithgow (finalmente in un ruolo che funziona) e il campionario di umanità dell'aereo è perfetto.

Come spesso accade nei film ad episodi la molta discontinuità nuoce gravemente al prodotto globale, ma l'occasione di realizzare un corto a tema può esaltare le potenzialità dei singoli, come già avevo potuto ammirare nel segmento di Martin Scorsese in New York Stories.





24.1.06

Il sesso.... Che Killer Application!

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Si sta diffondendo in queste ore il worm W32.Nyxem.E sfruttando uno stratagemma che fin'ora io non ricordo in nessun worm di grande diffusione.
Come tutti gli altri anche Nyxem.E arriva via mail in un allegato .pdf che se aperto provoca il contagio e l'invio a tutti gli indirizzari più la cancellazione di file .doc, .xls,. mdb e .zip a caso ogni 3 del mese. Ma la particolarità è che l'email con il virus è ad esplicito contenuto sessuale, per questo in molti casi viene aperta anche se non si riconosce la provenienza. Si rischia la pandemia.

Forse è fasullo ma cmq geniale

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Il video della presentazione televisiva di una torre di Pisa fatta di blocchi di legno. Nel video l'intervistato dichiara che di lì a due settimane arriveranno quelli del Guinness per certificare il record.

Osservazioni inutilmente puntigliose su Munich

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Prendendo spunto dall'inutile puntigliosità di Luca Sofri, mi prendo anche io la libertà di polemizzare inutilmente su un tema vecchio quanto il mondo.
Alcune scene di Munich sono ambientate a Roma, lo capiamo prima ancora che venga detto perchè vediamo le scene in esterni riempirsi di drappi e bandiere italiane, i personaggi bevono vino da bicchieri rozzi, un cameriere sullo sfondo porta un vassoio di spaghetti con il sugo di pomodoro solo in cima e una foglia di basilico (giuro!), quando camminano per le strade si sentono le campane delle chiese di continuo, uno scrittore deve presentare un libro e lo fa fuori da una libreria, seduto su una sedia di vimini con accanto un bar con tavolini fuori e tantissime piante rampicanti sui muri e ad ascoltarlo ci sono solo anziani (ma che fine hanno fatto tutti i nostri mandolini??).
Non è tanto come viene trattata l'Italia (in fondo quando stanno in Francia tutto viene deciso o sotto la torre Eiffel o davanti ad un bistrot), ma un'altra cosa a farmi scervellare.... Spielberg è venuto a Roma a girare Munich in mezzo alle strade, con tutte comparse in costume, macchine italiane anni '70 e manifesti originali anni '70 sui muri e non se ne sa niente???
Io personalmente non ricordo di averlo letto da alcuna parte, e devo dire non ho riconosciuto alcun luogo della mia città in quel film.... Ma forse mi sbaglio, attendo smentite.

Munich (id., 2005)
di Steven Spielberg

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Francamente "noioso" è l'unica cosa che mi viene in mente.
Sapevamo tutti che un ebreo che parla della strage di Monaco del '72 e di quello che ne è seguito rischia di pendere dalla parte degli israeliani, lo sa anche lui, e sapevamo anche che di certo non poteva pendere dalla parte degli israeliani, mica siamo nell'America dell'edonismo reaganiano! Così Spielberg gira un film dove i protagonisti sono un comnmando di uomini specializzati (ma poi neanche troppo), incaricato di fare fuori gli arabi attentatori per conto del governo israeliano, ma non tralascia di spiegare con obiettività le ragioni di entrambi i fronti e cercare di mostrare che gli isrealiano erano efferati quanto gli arabi. Certo c'è una bella differenza in come mostra le scene dove gli arabi uccidono e in come mostra le scene in cui gli ebrei uccidono...
Ma parzialismi a parte, che per me ci possono pure stare, non è che per forza si debba essere neutrali, il film è proprio moscio, non c'è pathos mai, da nessuna parte. Sembra che lo sforzo d'imparzialità abbia prodotto un distacco da tutto.
La mente corre subito a quel gioiello di astrazione e potenza riflessiva che è La Battaglia di Algeri, capace davvero di mostrare le ragioni di entrambi i fronti la crudeltà di tutte le parti in gioco e capace di mettere davvero lo spettatore nell'impossibilità di prendere una parte.
Cosa rimane di Spielberg? Come al solito la forma. Le bellissime (quelle si) luci che entrano dal set e mai da fuori, la sovraesposizione che da A.I. in poi è diventata quasi la sua firma, i colori desaturati e la camera a mano che da Salvate il Soldato Ryan sono la forma dei film più impegnati. Mi sono mancati però molto i virtuosisimi e gli sfoggi di grande tecnica che meravigliano, l'estetica della ripresa e la rigorosa simmetria del montaggio. Veramente uno Spielberg sottotono.
Eric Bana è doppiato da un cane.
Emblematico finale sullo skyline di New York anni '70 dove è impossibile non notare le Torri Gemelle.





23.1.06

Anteprime assolute

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ActiveWin.com ha messo online i primi screenshot del nuovo e attesissimo Internet Explorer 7, browser dalla lunga gestazione che promette molte innovazione, molte novità prese da Firefox e un significativo passo in avanti dopo che le versioni 5 e 6 del browser di Microsoft si erano dimostrate poco incisive sul mercato (tanto da aiutare l'ascesa della volpe di fuoco).

Innovazioni

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In vendita in Austria da oggi la prima Connect Card HSDPA. La fornirà Vodafone, che fornì a suo tempo anche la prima Connect Card UMTS.

La Connect Card è la scheda PCIMCIA per portatili che consente la connessione ad internet in mobilità senza bisogno di hotspot ecc. ecc. La scheda funziona da telefono cellulare e ti connette ad internet da dovunque ci sia segnale. Cmq in assenza di segnale HSDPA, in automatica la scheda si connette alla rete EDGE.
L'HSDPA è lo standard di trasmissione dati wireless che segue l'UMTS e sta a lui come l'EDGE sta al GPRS, cioè ne è una rimodulazione più funzionale ed ottimizzata che sfrutta la medesima infrastruttura (niente nuova antenne e conseguenti mega investimenti come fu per l'UMTS). Può arrivare a trasmettere fino 14Mbit al secondo mentre l'UMTS arriva a 2Mbit al secondo. Chiaramente è disponibile solo per gli operatori con licenza per l'UMTS, che in Italia sono i soliti 4.

Impossibile non segnalarlo

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Lo tengo nei link da un po' ma non riesco a non dedicargli un post.
Parlo del bellissimo blog di Alice Avallone, Visioni Binarie. Un misto tra un photoblog e un blog di storie. Urbanamente romantico.

Ebay 2.0

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Parte in America (poi arriverà anche da noi) la seconda fase di eBay, che è importante ricordare è in assoluto assieme a Amazon, Google e Yahoo! è una delle pochissime compagnie .com non solo sopravvissute alla bolla speculativa ma che anzi fatturano alla grande.
Far partire una nuova fase per una compagnia così ben avviata è una cosa senza dubbio importante.
Andando al sodo la nuova fase parte affiancandosi al vecchio modello di eBay cioè quello delle aste e su basa sulla vendita diretta. Si chiama eBay Express, e consentirà qualcosa di diverso dalla vendita diretta ora praticata da eBay con l'opzione "Compralo subito", che era fin'ora l'unico modo di evitare di fare l'asta. Consentirà in sostanza l'uso del carrello che è lo strumento fondamentale per qualsiasi negozio online ma che fin'ora eBay non consentiva, anche perchè molto spesso non si comprano oggetti da un medesimo venditore.
Ora con eBay Express sarà possibile fare acquisti cumulati da pagare in un momento X e non subito. Il problema fin'ora era che eBay cmq non vende nulla, offre solo lo spazio ad altri venditori e quindi non si può assumere la responsabilità delle consegne o delle truffe e non voleva quindi mettere in piedi qualcosa di poco affidabile. E' si vero che il sistema del feedback funziona, ma quando ho un carrello le spese si fanno ingenti.
Proprio per questo motivo l'accesso a eBay Express (per vendere) sarà soggetto ad una regola strettissima, cioè potranno vendere solo gli utenti con un feedback al 98% positivo. Se si dovesse scendere sotto questo livello non sarà più possibile vendere.

In sostanza eBay aggiunge la funzione "negozio", pur non tralasciando quella "mercatino dell'usato". Gli utenti faranno il mercato decidendo di cosa fruire di più. Alla fine credo si creeranno dei veri e propri negozi all'interno di eBay, come offrisse dello spazio...

22.1.06

Il Ronaldinho del calcio balilla

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Quanto tempo gli sarà voluto per raggiungere questo livello di maestria?

Non mi piace ma lo faccio

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Impossibile non riportare questo strafalcione da Manteblog:
"Il fatto che navigare su Internet attraverso qualsiasi motore di ricerca, si tratti della regina Google con i suoi quasi due miliardi di contatti alla settimana o delle concorrenti Yahoo, Msn, Aol, Safari e altre non garantisce alcun anonimato ai navigatori, e' risaputo."
A questo punto, per chi sciaguratamente volesse approfondire, linko anche questo pezzo di ZetaVu che pone interessanti quesiti sul tema, Bisogna capirci di internet per parlarne?

21.1.06

Marchette

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Le segnalazione dei film più interessanti trasmessi in televisione nella prossima settimana su Pellicole Rovinate.

Niente Da Nascondere (Cachè, 2005)
di Michael Haneke

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Recuperato in extremis in una sala visioni privata, sono riuscito quasi a completare il quadro dei film veneziani (mi manca Good Night And Good Luck, ma a questo punto mi rimane solo l'estate).
Non amo Haneke, mi aveva intrigato Il Tempo Dei Lupi, mi aveva in curiosito La Pianista e mi aveva lasciato indifferente Funny Games. Sembra la storia di una serie di promesse mancate o appuntamenti perduti....
Cmq anche in Niente Da Nascondere (complimenti per il ribaltament totale del titolo originale, giusto per dare fastidio) troviamo i classici protagonisti maltrattati dal regista, gli succede di tutto e vengono trascinati in una sequenza di eventi umilianti e derisori. E' indubbia la maestria di Haneke (ed è questo che mi spinge a continuare a vedere i suoi film), dirige con sapienza, coscienza di sè e cognizione di causa, trova sempre una maniera nuova ed inventiva di mettere in scena anche le cose più banali ed è fortemente arrogante, non teme il giudizio del pubblico anzi lo sfida.
Però alla fine rimane poco. Il viaggio nello scardinamento dell'equilibrio familiare borghese sinceramente mi convince poco, la coda di paglia dei protagonisti che nascondo tutto a tutti dovrebbe dipingere una società perbenista o dell'inganno? Fondata sulla menzogna e la conformazione ai valori sociali per l'appunto borghesi?
Se si guarda alla filmografia dell'autore (che purtroppo non conosco a fondo) si potrebbe incasellare questo film come un altro tassello nel disegno sociale, un'altra tipologia borghese messa a nudo e sezionata nelle sue debolezze.... Non lo so non ce la faccio a scrivere queste cose, io in questo cinema che mette a nudo la borghesia non ci credo e non ci ho mai creduto, per questo mal sopporto Antonioni. E' tutto così datato, superato e ideologicamente limitante....
Rimango sempre stupito del modo originale e particolarmente efferato (e non è facile) che ha Haneke di concepire e filmare la violenza: piccole esplosioni inattese che squarciano la pellicola con la forza di un colpo di spada.





Sperando che finiscano questi allarmismi idioti

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La triste verità

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Ho trascurato, per motivi vari che non sto qui a spiegare, la notizia della presentazione dei nuovi Mac Intel: computer fabbricati da Apple con processori Intel, ma ora leggo su MacWorld che secondo i loro test (accuratamente descritti) non c'è un aumento delle prestazioni del doppio come aveva detto Jobs alla presentazione. Solo in alcuni casi si arriva ad 1.8 volte i processori G5, ma la maggior parte delle volte si tratta di un aumento delle prestazioni del 20-25%.
Detto questo bisogna precisare che l'obiettivo fondamentale del matrimonio Apple-Intel è quello di portare processori più potenti sui portatili (anche Jobs ha scherzato sul fatto che non siano riusciti in alcun modo a mettere un G5 nei loro laptop), quindi è opportuno ragionare su quelli cioè i MacBook Pro che arriveranno a Febbraio.
Se neanche lì ci saranno gli aumenti di prestazioni promessi si potrà cominciare a parlare di menzogne da campagna elettorale.

20.1.06

Pirati (Pirates, 1986)
di Roman Polanski

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Non ci credevo in questo film di Roman Polanski e l'ho sempre accuratamente evitato, proprio perchè amo il regista polacco. E facevo male.
E' un film veramente fatto bene (ma su questo non dubitavo), che non si perde nei clichè ma li utilizza per divertire ed innovare, che fa un uso creativo della messa in scena e che traccia un solco gigantesco con tutti gli altri film di questo tipo (fino anche a La Maledizione Della Prima Luna).
Innanzitutto, la forma base del film è a metà tra il genere avventura e il genere commedia, ma non la commedia di stampo fiabesco/disneyano di La Maledizione Della Prima Luna, bensì la commedia un po' più sofisticata, un po' più europea (che quindi si concede giochi, citazioni e variazioni decisamente più grevi) e un po' più polanskiana (che non si mette cioè paura di mostrare le cose per quello che sono, dal sangue al sesso alla merda).
Matthau in splendida forma, gigioneggia in un personaggio che sembra quelli che gli attribuiva Billy Wilder, spietato, cinico e senza scrupoli (ma soprattutto davvero senza una morale), ma chi si diverte di più è sicuramente Polanski. Tutta la messa in scena è profondamente cinefila e profondamente divertita, fino anche alla colonna sonora che scimmiotta con notevole senso dell'humor quelle dei film di genere cappa e spada, dal filone rivoluzione francese a quello di Zorro, fino chiaramente a quello dei pirati.
Intrattenimento intelligente, spensierato senza dubbio che si propone unicamente di proporre un'opera di qualità, e ci riesce.





Un paese ragionevole

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In Cina non esiste un sistema di rating per la censura, ovvero non esistono le censura di mezzo come in America, dove un film (ma anche una trasmissione televisiva o un videogioco) deve fare riferimento ad un ente istituito apposta che dopo averlo valutato appone un bollino che dice "Per tutti" o "Vietato ai minori di 17 anni" o "Vietato ai minori di 13 anni" o "Da vedere con i genitori" ecc. ecc.
In Cina come si diceva non c'è questo sistema ed è per due motivi: 1) perchè hanno un tetto per le importanzioni, cioè per i film per dire ne importano solo 20 l'anno, non di più, dunque il grosso della distribuzione è autarchica e quindi la censura sta a monte 2) perchè se devono censurare non si fanno problemi a censurare totalmente.
Proprio per questo motivo Brokeback Mountain, nonostante sia diretto da un regista cinese, non sarà distribuito in Cina.
La commissione statale ha anche aggiunto che i 20 film che solitamente importano sono per lo più blockbuster, perchè li importano per motivi commerciali e le pellicole "artistiche" solitamente non fanno incassi.

P.S. Per aiutare i naviganti cinesi l'amministrazione di Shenzen ha creato due mascotte, Jingjing e Chacha (una nell'immagine), due poliziotti che sorridendo indicano che sono presenti le guardie rosse della censura.

Questo dovrebbero insegnare al conservatorio!

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Imperdibile, la colonna sonora di Super Mario Bros 1 suonata con un basso a 11 corde da un mostro.

Quanto ci voleva prima che qualcuno lo tirasse fuori??

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Mi sembrava importante segnalare il primo telefono cellulare con collegamento televisivo.
E' il Samsung SGH-D600, in vendita anche in Italia. Non è un telefono 3G, cioè non è UMTS, cioè non può fare videofonate e non è di 3 quindi non si possono scaricare i film dopo 3 settimane che sono in sala (sempre che 3 si decida a mettere in pratica questo servizio!), dunque per il momento si possono vedere sullo schermo della televisione, le foto, i piccoli video scaricati, quelli che giri da solo e quelli che ti mandano i tuoi amici. Tutta roba di una qualità pietosa che su uno schermo più grande è ancora peggiore.
Uno strumento decisamente inutile per ora ma FONDAMENTALE in prospettiva.
Adesso chi si mette a dire: "Ma io non capisco come faccia la gente a vedersi i film sullo schermetto del cellulare..."?

19.1.06

Non tutto il male viene per nuocere

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Nell'ultimo anno l'affluenza nelle sale cinematografiche è diminuita del 7,37% cioè 7 milioni di spettatori in meno rispetto all'anno scorso, un trend perfettamente coerente con quanto accade negli altri paesi dove anzi il calo è anche più vistoso (tranne che in Inghilterra dove addirittura le presenze sono aumentate dell'1%).
Eppure nella disgrazia le cose non vanno malissimo. Infatti ad un esame più accurato dei dati salta fuori che la colpa è più che altro dei Blockbuster americani, sono stati i filmoni made in Usa a collezionare meno spettatori che in passato causando il grave calo di affluenza. Da La Guerra Dei Mondi a Le Crociate, da King Kong a Star Wars Episodio III, da Mr. e Mrs Smith a Batman Begins non hanno raggiunto le vette degli anni precedenti.
La gente non crede più nei filmoni americani? Sinceramente non lo credo o quantomeno è prematuro dirlo. Di sicuro questa crisi del cinema "dei grandi incassi" non si è riversata sul cinema italiano che anzi (udite udite), ha guadagnato spettatori. Tra il 2003 e il 2005 ben 3 milioni di biglietti staccati in più nelle produzioni italiane.
A questo punto il dato va analizzato secondo me facendo un chiaro distinguo non di produzioni ma di pubblico e occorre partire dal presupposto che i film di produzione italiana sono considerati più "d'autore" o più "seri" delle americanate (del resto non avremmo nemmeno questo termine se così non fosse). Se infatti partiamo da questo punto possiamo facilmente immaginare un pubblico che snobba (e mai termina fu più appropriato!) i filmoni americani etichettandoli (alle volte a ragione) come "stupidi giocattoloni" e invece si dedica molto di più alle pellicole nostrane "intense e profonde".
Caratterizzazioni stupide, che hanno poco senso d'esistere ma che spiegano bene secondo questi dati e cioè come il pubblico cinematografico continui gradualmente a selezionarsi (restringendosi quindi), portando in sala solo chi pensa di dedicarsi (o vuole mostrare di dedicarsi) ad un cinema che ritiene "alto", tralasciando le cose ritenute più popolari. E chi invece era lo zoccolo duro di questo cinema etichettato come popolare (i blockbuster) usufruisce sempre di più del cinema a casa nelle sue varie forme dal DVD al DivX.
In tutto questo, se non altro, ne beneficiano le produzioni nostrane.

La Regola Del Sospetto (The Recruit, 2003)
di Roger Donaldson

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Pacino che fa un reclutatore della CIA. Un ruolo nuovo per la sua carriera...... Chissà che succederà.... Chissà se alla fine dopo aver ammonito il suo pupillo che nulla è come sembra e non bisogna fidarsi di nessuno, si rivelerà anche lui parte di un complotto contro l'America... Ma soprattutto chissà se questa storia d'amore nata in tempi record durante l'addestramento andrà in porto... Nonostante lo stile di vita di un agente della CIA e la necessità di doversi sempre mentire....
Non è che odi questi film, questi thriller/spionaggio, è che sono davvero tutti uguali! Ma non tutti uguali come i western di John Ford dove c'erano sempre i medesimi caratteri e le storie finivano sempre bene e l'eroe non moriva mai nonostante massacrasse gli indiani, in quei film c'era un senso dell'epica, della morale molto più coerente e stabile. Oltre al fatto che erano film fatti alla grande.
Questo, come molti altri simili, invece è un generico, un film come tanti che ha la pretesa di ergersi sopra la media dei film in virtù di una trama che dovrebbe mettere in guardia l'America dai nemici che coltiva dentro di sè ma che contemporaneamente alimenta il sogno americano de "i nostri ragazzi... maledettamente in gamba!", ed il patriottismo dogmatico più becero, senza nemmeno aggiungere nulla di nuovo al mito dell'eroe con problemi.
Il punto è che Colin Farrell, come sempre in questi film (e non mi stanco di ripeterlo) non interpreta un personaggio stile John Wayne o James Bond (senza macchia e senza paura) e nemmeno uno stile Bruce Willis/John McLane (un lurido che vive in un mondo di luridi e fa il suo lavoro quasi controvoglia), e non è nemmeno l'uomo comune hitchcockiano, quello che viene coinvolto in cosa più grandi di lui, alle quali sopravvive a stento. E' una sorta di James Bond ma senza la fiducia in se stesso, che deve combattere la sua guerra per necessità di sopravvivenza. Cosa che, per quanto irragionevole, non sarebbe neanche male, ma alla fine quello che mi ritrovo non è altro che una scialba tirata moralistica sull'etica americana.
Ma allora è molto meglio The Bourne Identity: teso, ben girato, coinvolgente, cosciente dei propri limiti ma anche dei propri punti di forza. Quello mi sembra un thriller/spionaggio diverso dalla media benchè pienamente rientrante nelle caratteristiche del genere. Jason Bourne si che è un'alternativa valida e più moderna a James Bond, un superuomo con problemi che ha una sua coerenza!





La situazione dell'e-commerce mediatico

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Niente male come invenzione l'Mp3 eh? Una delle più grandi killer application della storia moderna, capace di uccidere e creare nuovi mercati anche ad anni dalla sua nascita.
Da poco ho letto che è stato creato un motore di ricerca per i podcasting, Podzinger, sintomo che è un settore (in Italia in forte espansione, ma noi si sa arriviamo in ritardo per definizione) ancora molto vivo e con una grossa domanda d'ordine, e il successo inarrestabile di iTunes (Apple ha presentato da poco i risultati dell'anno passato) sta costringendo tutte le più grandi industrie musicali e tecnologiche del mondo a buttarsi su questo settore che nell'ultimo anno ha triplicato i ricavi. Napster, che l'aveva fatto anche prima di iTunes, ma non dispone dell'apparato tecnologico e promozionale Apple e soprattutto non ha la killer application iPod, macina successi anch'essi, sostiene di essere arrivato a quota 500.000 abbonati e ha raggiunto 1.5 milioni di tracce in magazzino. Una volta diceva di essere il più grande music store, poi sappiamo com'è fatto Jobs, e ora Apple sta a due milioni di tracce. In espansione...
Apple è anche uscita indenne dallo scandalo del Mini Store, cioè nella nuova versione di iTunes era compresa una versione light del music store sempre attiva nella parte bassa del programma, questa cambia e consiglia di acquistare cose diverse a seconda di cosa tu stia ascoltando. Subito le proteste. E' ovvio infatti che per fare questo il programma deve inviare alla casa madre informazioni sugli utenti senza chiedere autorizzazioni. Apple ha subito rimediato ed ora chiede l'autorizzazione. Che è molto meglio di quanto abbia saputo fare Sony con la storia del rootkit.
Infine anche il reparto video selling sta decollando. Partito con la messa sul mercato dell'iPod Video ora sta facendo proseliti e giganti come Google si sono adeguati aprendo il loro video store (ma a questo punto si dovrebbe dire media store e basta). Apple chiaramente ha i contratti migliori quelli per le serie come Lost e Desperate Housewives e i contenuti sotto copyright Disney. Ma proprio la Disney (che commercialmente raramente sbaglia (e infatti pare si stia dfinitivamente comprando la Pixar)) ha dichiarato che non le interessa particolarmente iTunes e non si fa limitazioni di piattaforma, dunque tra poco comincerà a dare i propri contenuti anche ad altri stores, che presumibilmente faranno concorrenza agguerrita.

Ma allora funziona!

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Sony Ericsson è riuscita a riportare in alto i profitti grazie alle vendite del modello Walkman. Rispetto al 2004 queste sono aumentate del 28%. E se ne prepara un modello 3G.

18.1.06

Don't Be Evil

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Google aveva detto che con Google Talk voleva cercare di creare accordo attorno ad uno standard per la comunicazione istantanea su internet, sia che si tratti di instant messaging sia che si tratti di VoIP.
Per questo ha adottato il protocollo XMPP (Extensible Messaging and Presence Protocol) reso noto dalle applicazioni Jabber, poichè non avendo a disposizione i protocolli degli altri software di comunicazione istantanea (principalmente Skype, Yahoo!Messenger e MSN Messenger) almeno mette a loro disposizione il suo protocollo.
Adesso ha deciso di far partire una federazione la Google Talk Federation per riunire le aziende che aderiscono a questo protocollo di comunicazione istantanea.
Tra le aziende italiane ha aderito Tiscali.

Italia e Cina

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Sono 20 milioni gli utenti italiani della rete e 111 milioni quelli cinesi, questi crescono di 17 milioni ogni anno. Tuttavia la popolazione cinese connessa è l'8% del totale mentre nel resto del mondo la media della popolazione connessa è del 15%. Il 15%..... Niente.
Praticamente si può dire che per un paradosso tipico della rete in senso assoluto su internet sia presente una massa incredibilmente numerosa di utenti e potenziali clienti per una qualsiasi applicazione o servizio, ma in termini relativi su internet non ci va quasi nessuno, meno del 15% degli abitanti del pianeta.
In Cina inoltre si è saltato un gradino dell'evoluzione tecnologica, quello delle connessioni lente che in qualche modo ora nel nostro paese, ma anche in altri, frenano l'accesso a banda larga che è tutt'altro.... La Cina come detto l'ha saltato questo step e ora dispone solo di connessioni velocissime, ADSL a 10 Megabit.
Un altro dato, nel mondo Firefox è usato dal 10% degli utenti della rete. Queste stime sono abbastanza utili per capire il coefficente di interesse verso la rete. Usare Firefox è sintomo di un interesse un po' più profondo per la rete, la sicurezza ecc. ecc. in quanto è oggettivamente migliore del rivale di Microsoft (almeno ora prima che esca la versione 7 di Explorer) che invece è il browser più usato perchè compreso nel 90% dei computer venduti. Un paese con un alto tasso di utilizzo di Firefox è un paese tecnologicamente più attento e responsabile.
Come detto, nel mondo il 10% degli utenti usa Firefox, in Europa però questi sono il 20% del totale. In Italia? il 12%.

Voci di corridoio

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Cominciano a girare illazioni su possibili ritardi nel lancio della PS3 a partire dal fatto che al recentemente chiuso CES di San Francisco nel grande stand Sony non c'era ombra di Playstation... Si parla addirittura di estate per il Giappone, novembre per l'America e Marzo 2007 per l'Europa.

Scrivimi Fermo Posta (The Shop Around The Corner, 1940)
di Ernst Lubitsch

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Ho registrato con grandi aspettative questa commedia di Lubitsch con James Stewart, ero veramente curioso dell'incontro tra questi due, e invece...
Il film è ambientato in Ungheria, e già mi piace, e tratta di un piccolo universo, in questo caso un negozio di borse e portafogli (altro grande espediente delle migliori commedie), in cui interagiscono le maschere tipiche dal boss, alla ragazza piena di ideali, dall'eroe moralmente integerrimo, all'antieroe dalla morale discutibile, dal giovane scavezzacollo, all'anziano saggio. Tutto parte dai presupposti migliori dunque.
All'inizio c'è un divertente e magistrale prologo nel quale i commessi parlano tra di loro e lasciano trapelare il clima di sudditanza e terrore nei confronti el padrone del negozio. Poi però finisce tutto lì, specialmente il divertimento, rimane un messa in scena frizzante e dinamica per carità ma da godere ci sono solo alcuni sparuti colpi da maestro che tengono viva l'attenzione su un intreccio francamente scialbo (non a caso sarà soggetto a due remake uno dei quali è C'è Posta Per Te).
Lubitsch voleva assolutamente che i due protagonisti fossero James Stewart (effettivamente in parte) e Margaret Sullavan (decisamente meno incisiva), ma i problemi mi sembrano altri. Non manca solo il divertimento, sarebbe riduttivo, manca proprio il mordente. C'è una storia d'amore? Una storia di disperazione di due solitudini che cercano di completarsi in una maniera assurda che mette in scena la loro disperazione? Diamine non c'è pathos!