31.8.05

Angel Heart - Ascensore Per L'Inferno (Angel Heart, 1987)
di Alan Parker

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Alan Parker ce l'ha messa tutta, pure troppo. Ha costruito atmosfere, dark e infernali da subito, ha preso decisioni nette e autoriali. Da subito fa capire che De Niro è il diavolo e lo sottolinea facendo anche vedere come si scrive il nome (Louis Cypher), da subito fa intuire come finirà il film e da subito trascina il protagonista verso l'inferno e questo non fa che aumentare l'idea di un destino segnato e di un ineluttabile finale. Buono. Cura ogni inquadratura con perizia e gusto, i colori sempre coerenti, le luci sempre fioche e di taglio e la scenografia densa di particolari inquietanti. Bello. Cesella le psicologie di ogni personaggio con dovizia di particolari e istruisce per bene ogni attore (De Niro è divinamente misuratissimo e Mickey Rourke addirittura recita!). Bravo. Struttura la trama perchè i riferimenti e l'atmosfera sia dichiaratamente noir (per non nascondersi dietro ad un dito) ma senza sgravare nello spoiling del genere. E non era facile. Prepara ogni colpo di scena meticolosamente e non si fa mancare mai nulla (sangue, spari, suspense, morte e amore). E c'è anche Denise Robinson!
Eppure Angel Heart è un film moscio, non mi convince. Tutto quest'impegno e il risultato mi sembra solo un lavoro di calligrafia. Non c'è emozione, non c'è mordente. Nemmeno alla fine quando Mickey Rourke si rende conto del suo destino segnato, si rende conto di essere nelle mani del diavolo, si rende conto di aver ucciso tutta quella gente e aver fornicato con sua figlia, nemmeno in quel momento mi sono emozionato.
Paradossalmente la cosa più riuscita di tutto il film è la splendida (ed è proprio splendida!) idea dei titoli di coda intervallati dall'ascensore che scende, quello sì che mi ha emozionato davvero! Saranno quelle luci di taglio, sarà che è una scena caricata da tutto il film o sarà il rumore anempatico dell'ascensore, fatto sta che è l'unico momento in cui ci si rende conto davvero del dramma del protagonista.
Però devo ammettere Angel Heart riesce a creare delle atmosfere noir retro pur in modo moderno, cosa che avevo visto fare in una certa maniera solo a Chinatown.





E no! Così no!

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Su Repubblica (cartaceo) di oggi, c'è un lungo articolo di Natalia Aspesi (che parte in prima pagina), che inizia con l'auspicio di un Leone italiano. L'auspicio però è motivato così:
"Dateglielo un Leone d'Oro a un film italiano! Cosa vi costa darglielo, visto che ormai è quasi impossibile trovare in nessun paese veri capolavori [...]."
In seguito dice anche che l'ultimo Leone fu Così Ridevano di Amelio nel 1996 e ancora prima La Leggenda Del Santo Bevitore di Olmi nel 1988, e si lamenta che in mezzo ci siano stati leoni addirittura macedoni (credo parli di Prima Della Pioggia di Manchevski leone nel 1994 a pari merito con Vive L'Amour di Tsai Ming-liang, premiati da una giuria presieduta da Lynch in cui c'era anche Nagisa Oshima).
Io mi auguro fortemente un Leone d'Oro italiano, davvero tanto, ma non per avere un Leone, per ristabilire una tradizione o per non darlo ai macedoni, ma perchè se ci fosse implicherebbe che abbiamo prodotto un film che lo vale (anche se poi li produciamo uguale ma spesso non vanno in gara). Perchè augurarsi un Leone d'Oro se non lo meritiamo davvero? E perchè non darlo ai macedoni se fanno il film più bello? Perchè è il Festival di Venezia e se non ci premiamo da soli non ci premia nessuno? Ma così sviliamo il nostro cinema e il nostro festival. Due piccioni con una fava.

L'importante è non sbilanciarsi

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A poche ore dall'annuncio della conferenza stampa di Apple di cui il post precedente, tutti sono sicurissimi che si tratterà del nuovo cellulare Motorola-iPod. Anche io ho detto che forse sarà quello, ma diamine forse, qui tutti lo danno per certo, salvo poi ammettere che non è certo per nulla.
Qui, qui, qui, qui, qui, e qui, solo per fare un esempio degli italiani. Qui l'elenco invece degli americani.
Qui invece la voce fuori dal coro.

UPDATE
A onor del vero devo dire che scopro ora che Steve Jobs ha organizzato un evento in grande stile che oltre ad avvenire a San Francisco andrà in onda in contemporanea via satellite anche a New York, Londra e Tokyo. Gli inviti sono riservatissimi. Così la questione assume una dimensione diversa...

UPDATE
Roger Entner, un'analista, ha dichiarato al New York Times che lui ha avuto l'indiscrezione. Sarà l'iPodPhone o iPhone o Mactorola.

30.8.05

Forse ci siamo

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Apple ha mandato un'email a reporter e analisti americani annunciando una conferenza stampa per il 7 sett. alle 10 del mattino, il cui slogan è "1.000 canzoni in tasca hanno cambiato tutto. Ci risiamo.", va detto che "1.000 canzoni in tasca" fu lo slogan di lancio del primo iPod.
Cosa verrà presentato?
Da tempo si dice che è il momento dell'iPod video, ma le indiscrezioni più azzardate dicono che è arrivato il momento di portare al termine l'accordo stipulato tempo fa con Motorola e che quindi presenteranno il nuovo telefono con iTunes. E questa potrebbe essere una svolta..................

Non tutti sanno che...

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Il diamante non è più il materiale più rsistente al mondo. E' stato battuto da una lega formata da diamanti aggregati.

Nel 75esimo anniversario della scoperta di Plutone potete inserire il vostro nome nella lista di quelli che verranno mandati sul pianeta nella prossima missione.

29.8.05

Non ti dimenticherò mai!

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E' ufficiale. Con la notizia che Star Wars Episodio III: La vendetta dei Sith sarà messo in commercio Home Video solo in versione DVD muore ufficialmente il formato VHS. Un formato che aveva un cuore incredibile.
Aveva vinto una delle prime grosse guerre dei formati, battendo il Betamax che gli era anche superiore, come Davide aveva fatto contro Golia. Puntando su maggiore capienza e parco cassette aveva battuto il gigante Sony, e poi per 29 lunghi anni ha servito l'industria cinematografica, essendone croce e delizia.
La mia generazione è stata la prima cresciuta con i cartoni fruiti in VHS, all'epoca non esistevano nemmeno gli originali e si compravano pirata o si registravano dalla televisione, e li si vedeva centinaia di volte fino al consumo (delle cassette e degli occhi).
Con il VHS inoltre muore forse l'ultima forma di tecnologia moderna dal cuore artigianale. Il VHS essendo analogico, si rovinava "fisicamente" e "fisicamente" si poteva riparare. La mia mania per la registrazione televisiva dei film mi ha portato nel tempo a saper montare e smontare videocassette VHS a occhi chiusi per ripararle o tagliare i minuti che precedono il film (esperimenti di montaggio che neanche Eisestein!).
Lungi da me dire che "era meglio prima", il DVD è cento volte meglio e DEVE soppiantare il VHS. Ma questa tecnologia che si è dimostrata veramente seria merita un necrologico agiografico.

Sta tutto in come aggreghi i dati

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Il Department for Education and Skills di Leeds ha pubblicato uno studio che dice:
1) Che gli studenti che usano il computer per fini accademici in media ottengono voti migliori
2) Che, in media, i ragazzi usano molto di più computer e console per giocare o per i propri interessi mentre le ragazze lo usano molto di più per fini accademici
Da questo viene tratta la conclusione che l'uso del computer nelle scuole sta allargando la forbice dei risultati tra ragazzi e ragazze.

Io aggiungo che se questo è vero nel breve termine, nel lungo è anche vero che:
1) i voti scolastici misurano, la dedizione, serietà, il senso del dovere ed in alcuni casi il solo nozionismo
2) nel lungo termine l'aver coltivato i propri interessi invece che quelli accademici PUO' portare risultati migliori, formando una psicologia autonoma

L'amore per gli oggetti dà solo buoni frutti

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Prendo spunto per parlare di una cosa che avevo nel cassetto da tempo, da questo articolo comparso su Wired, che parla di come le intelligenze artificiali (o se volete i robot o le simulazioni di esseri viventi) che più hanno successo sono quelle che più simulano il bisogno di un padrone e non, come si pensava una volta, quelle che servono il padrone.
Dal Tamagochi, a The Sims fino a Nintendogs tutti gli esempi di simulazione di esseri viventi hanno sempre richiesto che fosse l'utilizzatore a servirli e anche con una certa assiduità, pena la degenerazione della forma di vita in questione (i miei Sims finirono i loro giorni immersi nella propria sporcizia).
L'articolo in questione è ben scritto e mi ha conquistato subito anche perchè cita Sherry Turkle, donna-mito, direttrice della sezione Tecnologia e Self presso il Massachussets Institute Of Technology e autrice (tra gli altri) del libro Life On The Screen: Identity In the Age Of Internet, nel quale (come del resto in tutta la sua carriera) indaga i meandri dei rapporti tra identità individuale e tecnologia della rappresentazione.
Ciò che nell'articolo non viene però menzionato è la radice profonda di questo rapporto con la tecnologia "pensante". Il fatto cioè che l'avere più facilità a stringere un rapporto affettivo con una tecnologia che dipenda da noi anzichè con una tecnologia che ci serva è in diretto contatto con l'amore che si prova per gli oggetti inanimati.
Chiaramente anche i vari esempi di intelligenze artificiali sono oggetti inanimati, ma qui definisco inanimati quegli oggetti che non si propongono di simulare una forma di vita.
Solitamente e storicamente l'essere umano ha sempre amato gli oggetti che lo hanno accompagnato per lungo tempo, stringendo un legame affettivo assolutamente illogico, basato sull'idea che il tempo trascorso insieme e le esperienze vissute insieme abbiano cementato un rapporto. C'è chi ama una sveglia, chi ama la propria macchina, chi l'orologio, chi una maglietta, chi il proprio portafogli ecc. ecc. E la separazione (solitamente dovuta alla rottura) è spesso molto traumatica.
Avevo una macchina che ho tenuto 5 anni, è stata la mia prima automobile, non potevo concepire altro mezzo di trasporto, dentro ci ho fatto di tutto, sono avvenute alcune delle cose più belle/brutte/assurde della mia vita e al momento di separarmene sono stato proprio male, mi sembrava che mi guardasse dicendomi: "Che ti ho fatto?? Perchè non mi ami più?? Ti prego sarò buona non mi abbandonare!".
Ho sempre pensato che quest'affetto irrazionale risieda tutto nella proiezione mentale di un bisogno di affetto di quell'oggetto che vediamo sempre al nostro fianco, e siccome è di nostra proprietà se non gli vogliamo bene noi non gliene vuole nessuno. Se l'oggetto ci accompagna per un lungo periodo diventa un compagno a tutti gli effetti e siamo liberi di decidere inconsciamente che quell'oggetto ci vuole bene e quindi gliene vogliamo di rimando. Nessuno pensa che l'orologio che ha da una vita lo odi. E' come un corollario del fatto che l'uomo è un animale sociale.
Allo stesso modo decidiamo che la tecnologia "intelligente" ci vuole bene, che il Tamagochi o i Sims ci amino e ci sentiamo in dovere di volergli bene, perchè al mondo hanno solo noi e siccome con queste tecnologie non c'è quel rapporto cementificato dal tempo si supplisce con un rapporto di subordinanza. E' lo stesso motivo percui si ama un cane anche appena lo si è preso, perchè ha bisogno di noi e ci si convince (nel caso del cane con fondamento logico) che ci voglia bene.
Ecco secondo me perchè le uniche forme di intelligenza artificiale che funzionano sono quelle che dipendono da noi.
La dipendenza è una forma pratica dell'affetto.

UPDATE 30/08/05
Leggo oggi che la Mitsubishi sta producendo Wakamaru un robot dotato di un "certo" tipo di intelligenza artificiale delle dimensioni di un bambino che servirà il padrone. L'opposto di quanto descritto sopra, sono proprio curioso di vedere se avrà successo. Scommetto la mia copia personale de I 400 Colpi che non l'avrà!
Anche se non assomiglia ad un bambino vero, io quando si parla di bambini robot non posso non pensare a questo, questo e soprattutto questo!
Nessuno ha altri esempi validi?

28.8.05

E io che lo sostengo da una vita...

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Io del resto l'ho sempre sostenuto che la svolta delle tecnologia è il mercato delle donne, perchè sono la fetta mancante da conquistare e perchè quando entrano in fissa con qualcosa sono peggio degli uomini, vedi il successo di The Sims.
Il Telegraph riporta che Sony stessa con la Playstation Portatile (PSP) sta cercando il mercato femminile, puntando sia su videogiochi più orientati alle donne (cosa che ormai fanno un po' tutti i produttori di videogames, come già detto qui), che soprattutto sui nuovi contenuti multimediali della PSP, cioè sostanzialmente film, file audio e navigazione internet.
Ma questa roba in sè non basta, è un contenitore vuoto. Di che film parliamo? Che file audio? Navigare su quali siti?
Non è facile prendere le donne. Soprattutto perchè c'è l'anomalia che le early adopters fra di loro non sono assolutamente rappresentative della grande massa del mercato, cioè le donne che adottano una tecnologia per prime, non sono rappresentative di quelle che invece hanno pregiudizi contro la tecnologia (che sarebbero quelle da prendere).

E' UNA VITA CHE LO DICONO!!

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Ormai con cadenza quasi regolare si torna a parlare di Rocky VI o Rambo IV, ed ogni volta pare che le riprese stiano per iniziare o che ci sia l'accordo, addirittura ricordo che due anni fa si diceva che James Brown avesse già scritto la colonna sonora...
Rambo IV anche IMDB lo dà in pre-production, mentre di Rocky VI nessuna traccia, anche se Cinematical riporta una notizia di Moviehole.net secondo la quale Mr. T avrebbe firmato per tornare nei panni di Clubber Lang (ma che cuore!!!). Forse sarà l'ennesima voce o forse no.
Pare inoltre che ci sarà Paulie e che, nonostante sia morto l'attore, ci sarà anche Mickey il primo allenatore di Rocky, che apparirà sottoforma di fantasma o allucinazione.
Stallone 60enne, Clubber Lang che torna vecchio, Paulie e pure Mickey-fantasma! Ma che cuore può raggiungere questo triste riproponimento di rocky???

Ecco qual è il vero rivale di Microsoft

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E pensare che solo pochi anni fa ci si chiedeva come avrebbe fatto Google a tirare fuori soldi da quel suo motore di ricerca così di successo ma così minimalista. Ma nessuno aveva capito che in realtà il motore di ricerca era solo l'inizio? La base per fare i clienti! E ora col suo marchio che è diventato garanzia può entrare in qualsiasi mercato da protagonista. Ha lanciato Google Talk e tutti parlano di rivoluzione della telefonia VoIP, quando Google Talk non è assolutamente in competizione con i programmi di VoIP, che succederà quando farà un VoIP (un qualunque altro servizio) tutto suo?

27.8.05

Pane e Tulipani (2000)
di Silvio Soldini

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Non avevo mai visto nulla di Soldini e ne avevo sentito parlare bene, in special modo poi di Pane e Tulipani. E devo dire che ho trovato soddisfazione.
Non è solo divertente in maniera non banale, ma è anche girato con un'umiltà ed una semplicità che negano ogni velleità autoriale. Soldini lascia parlare la storia, ha una trama ed una sceneggiatura ottime e lascia che facciano il loro lavoro. Si limita a bilanciare con meticolosità i colori in ogni inquadratura e a curare con particolare attenzione le sequenze oniriche, inserite e girate con grande intelligenza. Anche gli attori sono diretti con grande abilità e risultano tutti bravissimi, su tutti è evidente la trasformazione di Marina Massironi, che nei film di Aldo, Giovanni e Giacomo non è certo così brava!
L'ambientazione veneziana incredibilmente non sconfina nel banale e così nemmeno la trovata dell'imbranato detective. Anche le musiche sono perfettamente azzeccate.
Di sicuro un film tecnicamente perfetto, in equilibrio tra la caotica messa in scena di Kusturica ed il meticoloso rigore della commedia all'italiana (ma con una componente sociale solo abbozzata).
Tuttavia, manca qualcosa. Alla fine, nonostante il bellissimo ed imprevedibile finale, il film sembra non quagliare... Sembra si fermi ad un primo livello, come se ne esistesse solo la superficie...... Non so....




Vi prego non fatelo!

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VI PREGO!

Ma funzionerà per bene?

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In tutta risposta al SonyEricsson w800i, il modello di telefonino che porta la marca walkman e quindi esplicitamente orientato all'ascolto di MP3 di cui ho già parlato qui, con un hard disk da 512 MB, Samsung (e questa è una signora indiscrezione di The Inquirer) sta per tirare fuori il 300i o i300 (ancora non è sicuro) uno smartphone equipaggiato con OS Windows e con un hard disk di 3 GB capace di portare quindi 1000 file MP3 di durata media, ma in grado di supportare anche i wma (se è windows....).
Questo, se funziona, è un modello ibrido serio.

Ha fatto più danni che altro

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Su The Guardian bell'articolo su come Full Monthy abbia rovinato il cinema inglese generando con il suo successo una moda e quindi una lunga serie di commedie su operai inglesi sfigati, che conducono vite sfigate e ottengono l'occasione della vita ma tutto poi si rivela effimero, non facendo altro che confermare il loro status di sfigati. Chiaramente tutte queste altre commedie si sono rivelate uno schifo, bloccando innovazione e creatività e generando una lunga onda di brutto cinema. Conseguenze negative insomma che hanno di molto superato le conseguenze positive dell'immediato successo.
Il discorso è forse un po' esagerato ma comunque giustissimo, ho sempre pensato la stessa cosa del Dogma '95.

Romanzo Popolare (1974)
di Mario Monicelli

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Occorre dire subito che secondo il sottoscritto l'unico vero regista di commedie all'italiana è Mario Monicelli. Gli altri (Risi compreso) sono registi che possono contare su un numero limitato di commedie all'italiana di valore (Germi ha fatto anche molto altro!) e soprattutto, tutte realizzate in un ambito temporale limitato cioè gli anni '60, il momento storico delle grandi commedie all'italiana. L'unico che abbia saputo realizzare film complessi e personali in quello stile per tutta la carriera è Monicelli, l'unico di questi inoltre a possedere una maestria cinematografica vera, basti dire che I Soliti Ignoti, primo in ordine temporale tra i suoi film più riusciti, è il suo 54esimo film. Dopo aver girato 54 film ma che abilità hai raggiunto nel narrare?
Così anche Romanzo Popolare è cinematograficamente impeccabile, pur con tutte quelle cadute di stile tipiche degli anni '70 come la voce fuori campo che narra, interagisce con il pubblico e "comanda" il film come lo se stesse proiettando lui stesso.
Lo sguardo pessimista, lo sfondo sociale (che al contrario di molti altri esempi rimane uno sfondo) di un'Italia in difficoltà, le grandi trovate (merito anche di Age e Scarpelli) e utilizzo di caratteristi. Una dimensione praticamente industriale del cinema che molto ricorda la hollywood degli anni d'oro.
Lungi da me affermare che Romanzo Popolare è un grande film. E' un buon film, l'ennesima dimostrazione della grande capacità di narrare di Monicelli che, come tutti i grandi, riesce a fare le cose più difficili nella maniera più semplice. Tutti i personaggi hanno spessore, tutti hanno desideri meriti e colpe, nessuno e condannabile o assolvibile, il tutto in una forma minimalista, agile e scorrevole. La visione complessa della realtà di cui spesso ci vantiamo come europei.





26.8.05

Voci nell'aria

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Si accumulano le voci intorno al progetto cinematografico che prende il via da 300 la serie di fumetti di Frank Miller sul sacrificio degli spartani alle Termopili fatto per guadagnare tempo e consentire agli ateniesi di lasciare la città, spostarsi nello stretto di Salamina e affrontare lì (un luogo piccolo e angusto) l'invasione dei persiani, numericamente molto superiori e avere così una speranza di salvare l'intera regione dalla sconfitta.
Pare (e dico pare) che debba essere diretto da Michael Mann e che Leonida (il generale spartano) debba essere interpretato da George Clooney (che un po' la faccia ce l'ha...).

Non mi dilungo inutilmente

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Google Talk è chiaramente sulla bocca di tutti. E' inutile che mi metta a spiegare anche io cos'è, come funziona e che features ha. Chi lo vuole sapere può leggerlo qua, qua e qua (in italiano) e trovare soddisfazione.
Io mi limito a far notare che la vera innovazione di Google Talk, di cui si parla poco, è che l'averlo voluto fare aperto agli altri produttori. In sostanza se MSN Messenger e Yahoo! Messenger vogliono, possono integrare gli utenti Google Talk nei loro messenger, cioè Google tende la mano agli altri player per realizzare uno standard della messagistica online (e sarebbe anche ora!), che secondo me è una killer app MOSTRUOSA per la rete perchè capace di attirare quella fetta del mercato femminile poco interessata alla tecnologia e che quindi altrimenti non si connetterebbe.
Pochi giorni fa scrivevo che Google si va configurando come una specie di Microsoft (ma con più qualità) che mangia tutti i suoi concorrenti in ogni ambito in cui si misura ma questo gesto mi fa un po' rivedere la mia posizione. Dimostra una lungimiranza ed un'apertura verso un'idea più estesa di business che Microsoft rigetta decisamente. Chissà se MSN risponderà alla mano tesa...

25.8.05

La rivolta dei nerd

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Il regime comunista cinese non si rende conto di cosa sta facendo. E' evidente. Il governo di Pechino vuole introdurre un sistema di limitazione delle ore di gioco online. Cioè tutti i più grandi game operators hanno aderito ad imporre nei loro MMORPG (Massive Multiplayer Online Role Playing Games) un limite di tre ore di gioco, scadute le quali il tuo personaggio comincia a perdere abilità (per chi non lo sapesse (sicuramente pochissimi!!) i giochi online si basano quasi tutti sull'accumulo di abilità). Ogni giocatore può giocare per tre ore e poi deve fare una pausa di almeno 5. Impensabile per un qualsiasi nerd che si rispetti! Questa è la volta che il regime cade.

La Spettatrice (2004)
di Paolo Franchi

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Subito va detto che La Spettatrice è l'opera prima, e per ora unica, di Paolo Franchi, poi mi sento di aggiungere che è un buon film. Ma andiamo per gradi.
E' indubbio che Franchi punti alto, punti a parlare dei sentimenti e mettere in scena ciò che non si può vedere, questo dicono i critici ufficiali delle riviste ufficiali, ed è vero. Il risultato è a tratti molto convincente (ma molto davvero!). E' stato molto paragonato ad Antonioni o a Kieslowski per questo saper mettere in scena le distanze tra i personaggi, ma secondo me si è tralasciata l'influenza più importante.
La Spettatrice è un film girato tutto con colori molto molto freddi (apprezzo tantissimo queste scelte nette, quasi arroganti!), leggermente virato sul blu (vedasi foto), dallo scorrimento lento, dal passo sinuoso che si insinua piano piano nella mente dello spettatore, è un film che va gustato con molta calma, dove non accade molto, gli avvenimenti sono quasi tutti interni ai personaggi, ma per questa poetica di rendere visibile l'invisibile (che sembra una frase di Ghezzi) diventano quasi avvenimenti esterni. Forse proprio per questo il riferimento più importante è stato mancato. Franchi guarda palesemente, e ripeto: palesemente, al modo che ha Almodòvar di presentare i personaggi, di descrivere le loro emozioni attraverso le dinamiche quotidiane. Ma non solo. Di almodovariano è anche lo svolgimento della trama fatta di incredibili coincidenze che finiscono per non meravigliare. Una scena per tutte, quella del momento in cui la protagonista Valeria, che è traduttrice simultanea, nelle cuffie sente la voce dell'uomo che osserva da giorni, lui sta parlando di cose che perfettamente si adattano a lei, sembra che parli a lei, lei si paralizza, lui le parla in cuffia per chiedere cosa non vada e lei si deve far sostituire. Tutto molto simile, sia nello svolgersi che in come è filmato alla più bella scena di Donne Sull'Orlo Di Una Crisi Di Nervi in cui Pepa, la doppiatrice deve doppiare una scena d'amore in cui il suo personaggio dice all'altro personaggio (che è stato già doppiato dall'uomo amato da Pepa) ciò che lei vorrebbe dire a lui e per questo mentre doppia piange e sviene (ma lì c'è Carmen Maura davanti e Pedro dietro la macchina da presa...). Ci sarebbero poi chiaramente molti altri riferimenti, il modo in cui è girata la scena in piscina, la maniera che ha di "scorrere" nelle stanza in orizzontale tipica di Pedro....
Alla fine La Spettatrice non è un capolavoro, occorre dirlo, e dispiace perchè forse ce la poteva fare. I veri difetti di questo film, quelli che gli impediscono di volare alto, sono la cadenza lenta che in alcuni momenti è resa fastidiosa dal non procedere della trama e alcune clamorose cadute di stile (ma clamorose!). Tutto il film è un susseguirsi di magnifici colpi da maestro, capaci con un gesto o uno sguardo di scavare nei desideri e nei pensieri dei protagonisti, seguiti da scene che sembrano prese da Che Ne Sarà Di Noi.....
Sunto della questione: lo tengo d'occhio Franchi e lo metto lì nel mucchio del "cinema italiano del lavoro" (bella 'sta definizione eh?) quello dei nuovi registi talentuosi che filmano storie dove il lavoro è una componente fondamentale della narrazione e della descrizione dei personaggi, il punto di partenza e di arrivo del film. Il capostipite (è chiaro) è Matteo Garrone.




24.8.05

Anche quest'anno come ogni anno

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C'è stata la Classic Games Convention, una superclassica degli amanti del retrò (ma chi può non amare quei tempi??), la mostra di videogiochi d'altri tempi (perchè ERANO altri tempi).
Qui una carrellata di foto.
Ma quanto erano belle quelle console??? Ma quanto cuore avevano??
E il bello è che continuano a presentare delle novità per NES!!! Ma chi le compra?? Quante ne venderanno???

Due notiziole due di cinema che era un po' che non se ne parlava...

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L'ultimo dei giurati per il Festival di Venezia è ufficialmente Amos Gitai, di cui ricordo solo un noiosissimo film di cui però mi sfugge il titolo, penso Kippur. Niente a che vedere con il grande Reitz!!
Dopo Amadeus e Larry Flint, Milos Forman comincia domani a girare in Spagna un altro film biografico, questa volta il bersaglio è Goya ed il titolo sarà "Goya's Ghost" e si è preso una manica di attoroni, a parte il semisconosciuto protagonista Stellan Skarsgård che abbiamo intravisto in Dogville e King Arthur ci sarà anche Natalie Portman e Javier Bardem "nella parte del cattivo" (MA E' UNA BIOGRAFIA! COME PUO' ESSERCI UN CATTIVO????).

Prendete e mangiatene tutti

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ATTENZIONE ATTENZIONE! Notiziona fresca di oggi: Skype apre agli altri software. Da oggi ufficialmente la tecnologia VoIP di Skype non sarà esclusiva del software che si scarica dal sito Skype ma potrà essere inserita in altri programmi come messengers, lettori musicali, videogiochi multiplayer ecc. ecc.
Adesso Skype, dopo aver creato la cultura del VoIP, cioè delle telefonate gratis o a pochissimo prezzo, tenta la diffusione di massa. Cioè Skype oltre a poter costituire la killer application della rete, magari per mercati non occidentali, ora punta ad affiancarsi ad altri programmi, lasciando a quegli sviluppatori il compito di inserirlo e farne la killer application di qualche altro programma. Esempio: se a sorpresa (e che sorpresa!) Skype si integra con il messenger di Yahoo!, ma che salto può fare? Altro che MSN.....

23.8.05

Prove tecniche di trasmissione

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Questa la do proprio stile ANSA.
In Inghilterra la Airspan Networks e la Pipex, l'una costruttrice di tecnologia wireless e l'altra noto internet provider, hanno iniziato una serie test per il WiMax che dureranno 6 mesi. Ciò che verrà testato, oltre alla trasmissione senza fili in sè, sarà la connessione ad internet ad alta velocità e la trasmissione VoIP.

Il primato dell'Africa

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Mentre parliamo di convergenza digitale, cerchiamo di prevedere dove andranno i telefoni cellulari e cerchiamo una maniera per diffondere sempre di più le modalità di pagamento tramite telefono cellulare, in Africa tutto ciò è realtà.
Come spesso accade per la legge secondo la quale le imprese che per seconde entrano nel mercato godono di un certo vantaggio competitivo, così anche un paese che entra nello sviluppo tecnologico in ritado gode del vantaggio di saltare le fasi intermedie e ha quindi la possibilità, in alcuni ambiti ristretti, di poter essere all'avanguardia.
Nel Congo, date anche le particolari condizioni di vita, visto che in molti casi la banca più vicina è a più di 100 chilometri e solitamente le persone non possiedono libretti degli assegni o carte di credito nè tantomeno connessioni ad internet, non ci sono molti modi per effettuare un pagamento o per spedire dei soldi, così le compagnie telefoniche (il telefono cellulare è posseduto da un 8 congolesi ogni 100) hanno ideato un sistema a scratch card per il quale: compri la scretch card (tipo ricarica del cellulare), gratti e mandi un SMS a chi devi pagare con il numero della scratch card e quello vale per il valore della carta, cioè se ne compro una data 50 crediti vale 50 se è da 100 vale 100.
Lo riporta Dave Birch in un interessante approfondimento di The Guardian.

L'arrampicatore sociale

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Perchè nessuno dice che Google punta a sostituire il sistema operativo? La versione 2 di Google Desktop è più potente, più completo, più facile da usare, in una sola parola più pervasivo, ha anche una comoda sidebar per integrarsi ancora di più con l'OS. Il punto è che il sistema di indicizzazione e ricerca di Google Desktop è talmente potente (come concetto e come influenza sull'uso del computer) che sembra un tool da sistema operativo più che un programma, tanto che Windows Vista per correre ai ripari integra qualcosa di molto simile ed un sistema di archivio dati completamente diverso che si ispira al tagging.
Inoltre è notizia di oggi che ha acquistato all'ingrosso fibra ottica lungo tutti gli States da AboveNet con lo scopo di unire varie città con connessioni ultraveloci e offrirle gratuitamente, così da cominciare a colonizzare anche il mondo reale. Se così fosse potrebbe diventare il numero uno tra i fornitori di servizi in e off internet.

UPDATE
Leggo ora che da domani Google lancia anche Google Talk, un servizio di messaging e telefonia via internet, percui non VoIP vero e proprio ma qualcosa che ci va vicino, entrando di nuovo in lotta con i rivali storici Yahoo! (e il suo IM) e MSN (con il super classico MSN Messenger).

Ma non è troppo bassa?

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Savana brasiliana nella regione di Novo Acordo do Tocantins (Caetano Barreira/Epa)

Non si inventa mai nulla...

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In 75 numeri ti monti il tuo droide. La De Agostini dal 20 Agosto esce in edicola con I-Droid, il tuo droide da montare a casa numero per numero. E pare anche abbastanza complesso, non da montare ma nel funzionamento interno. A giudicare dal filmato che c'è sul corriere, ha anche una videocamera e un sintetizzatore ed un riconoscitore vocale. Addirittura millantano che possa "imparare dall'esperienza" e "sviluppare una personalità virtuale che simula i sentimenti", nel migliore dei casi si tratta di un sofismo se non una menzogna.
Primo numero 2,90 € secondo 5,90€ e i restanti 73 a 8,90€ costo totale del Droide 2,90+5,90+(8,90x72)=649,6€. Onesto.
Ma non è una novità! Anzi è un grande riciclo. E' già capitata una cosa simile con un altro prodigio della tecnica. Una delle principali rivista di elettricità nei primi del secolo fece la stessa cosa con i pezzi di una radio, da montare a da soli. Era un rivista di nicchia all'epoca per i pochi appassionati dei nuovi strumenti elettrici che emergevano in quel momento.

22.8.05

E' morto Robert Moog

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Chiunque ami o abbia amato le fiammeggianti, rivoluzionarie e neoclassiche invenzioni di Rick Wakeman, Keith Emerson e Chick Corea non può non piangere la scomparsa dell'inventore del sintetizzatore che portava il suo nome.

E nessuno mi dice nulla??

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Dal 16 agosto la NTT DOCOMO, principale provider di telefonia giapponese, ha fatto partire il suo servizio di pagamenti tramite cellulare. Il telefonino funziona come una carta di credito e la transazione avviene tra terminale e terminale. Tramite la SIM del cellulare si possono comprare biglietti per l'autobus, per il cinema, scarpe e macchine.
Erano anni che si diceva che si sarebbe fatta questa cosa, e se non ricordo male, sempre i giapponesi avevano già appronato un sistema di micropagamenti con cellulare, come i biglietti della metro. Non so esattamente per quali beni sia stato attivato il pagamento via cellulare, quindi ancora non so se sia utile o meno, però di sicuro è un altro piccolo passo per l'uomo ma un passo da gigante per la convergenza digitale. Anche se bisogna sempre considerare le diverse esigenze dei giapponesi rispetto alle nostre...

Ancora wuxia...

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Leggo su Sentieri Selvaggi che il prossimo film di Zhang Yimou avrà nel cast Jackie Chan e probabilmente anche Jet Li che però ancora deve leggere la sceneggiaura e decidersi.... Dati i presupposti credo si tratterà ancora di un wuxiapan. Rispetto i wuxia di Yimou, davvero. Certo più La Foresta Dei Pugnali Volanti che Hero, li trovo permeatidi un formalismo così estremo che quasi si sostituisce alla trama, ma non posso fare a meno di avere nostalgia per il vecchio Zhang Yimou....

Ennesima dimostrazione del teorema di Fermat

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Pare si tratti dell'Ultimo grande teorema privo di dimostrazione, Fermat lo elaborò ma se n'è persa la sua dimostrazione, dal 1908 viene indetto un concorso con un premio per chi trova la soluzione. Solo nel primo anno ci hanno provato in 650, ma sono 400 anni in totale che si cerca la soluzione. Nel 1993 Andrew Wiles aveva presentato la sua soluzione, la comunità scientifica l'ha confutata dopo due mesi, poi Wiles l'ha perfezionata e ha vinto il premio guadagnandosi anche il titolo di più grande genio. Ora il russo Aleksandr Ilin dell'università di Omsk in Siberia (ma se ha fallito dove lo spediscono?) ha dichiarato di aver trovato un'altra soluzione, se dopo i due anni canonici che la comunità scientifica internazionale si prende per confutare le tesi avrà ragione che succederà? Avrà il premio?
La cosa meravigliosa è che forse c'è l'ennesima soluzione ad un problema alla risoluzione del quale innumerevoli uomini hanno dedicato tutta la loro vita senza raggiungere alcun risultato. E senza calcolatori elettronici.

Ma da dove ha saltato?

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Uno spericolato tuffatore si getta fra le acque tumultuose della lago Jingbo , nei pressi della città cinese di Mudanjiang (China Newsphoto)

La filiazione continua

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Google Earth fa scuola. e chi non ha le foto dal satellite si adegua con mezzi propri, così Amazon realizza un servizio mappe che alla selezione del punto desiderato visualizza alcune foto scattate al livello della strada. E promettono di estendere il servizio oltre le attuali principali città americane.
via Emmebi

E c'ho le prove!

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Le prove fotografiche che:
a) In Germania stanno tecnologicamente avanti a noi e il wi.fi. (specialmente quello gratuito) è molto più diffuso, non era difficile da supporre ma già che vai lì che fai? Non lo verifichi?

b) L'iPod è talmente il device definitivo che viene inserito anche nelle vetrine (in questo caso un negozio/mostra di prototipi Peugeot) per fare promozione

19.8.05

Mobile Blogging dalla Germania: indagini sulla modernità

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Noto con forte disappunto che anche qui il wi-fi è più diffuso che da noi, non solo tutti gli starbucks ne sono provvisti (noi almeno non li abbiamo), ma anche le birrerie ed in molte è gratis. Senza contare i luoghi istituzionali poi se ne trova di pubblico anche in alcune piazze. A nostra discolpa si può dire solo che Berlino ha venduto l'anima al dio della modernità sbarazzandosi di quasi tutto ciò che è antecedente al 1950, mi sembra ragionevole debbano spingere anche il wi-fi...

16.8.05

I miei nemici

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In questo post attaccavo Francesco De Collibus, tra gli altri, parlando di come ognuno abbia i suoi ambiti. E pronta pronta vedo oggi nei commenti a quel post la replica. Rompo così il silenzio vacanziero un'altra volta per controreplicare. Ma innanzitutto il commento:

guarda, sembri l'Enrico Ghezzi di Polygen. http://polygen.org/web/Ghezzi.645.0.html
A prescindere che qualunque spettatore è il giudice ultimo di quello che vede, mi piacerebbe capire in base a cosa affermi che io non sono titolato per scrivere di cinema. Alla Colorado Film e a Kataweb cinema sembravano pensarla diversamente, ma che vuoi, tu sei un mito, solo tu puoi giudicare le persone.
Comunque, ti saluto. Stanno arrivando dei miei amici con una succulenta Canon XL2, e ho tutta l'intenzione di passare una settimana intensa sperimentando delle cosine.

Per chi non lo sapesse quel link manda ad un generatore casuale di discorsi incomprensibili, ed in quanto intellettualmente incomprensibili sono discorsi ghezziani. Non voglio parlare di Ghezzi ora perchè se no se ne vanno 60 righe, ma il paragone mi è proprio piaciuto.
Riguardo il discorso sullo spettatore come giudice supremo di quel che vede sono pienamente daccordo e tante e tante volte l'ho scritto sul blog, il punto è che c'è una bella differenza tra esprimere il proprio parere di spettatore di un film ed il farlo ponendosi come autorità critica. Mi si opporrà che il buon De Collibus non si era posto come autorità ma come semplice spettatore, e che egli parlava per se stesso unicamente a titolo personale ecc. ecc. ma chi ha letto la recensione incriminata si rende conto che quello non è parlare per se stessi ma dare dei giudizi oggettivi. E del resto oggettivi sono, tutto ciò che dice De Collibus è vero, anzi verissimo, non ricordo tutti i punti della critica a La Guerra Dei Mondi ma di sicuro l'80% erano inoppugnabilmente veri, il punto è semmai che quelle verità oggettive non possono costituire materia di critica ad un film. Non è su quelle basi che si critica un'opera. E su quali basi si critica un film? Lo sai bene tu che parli come Ghezzi (ma magara!!)? La critica è difficilissima proprio perchè si muove su un terreno che è a metà tra la soggettività e l'oggettività, sono argomentazioni soggettive che cercano di essere oggettive. Il grande critico dovrebbe essere colui che si esprime su un film esponendo tutto ciò che uno spettatore medio non può capire o notare perchè gli manca il background di teoria della critica, di storia del cinema e, se è un vero critico, anche di storia dell'arte. Il critico ha visto e studiato più cose di te sull'argomento e ti dice ciò che tu non potevi vedere, sapere, notare e collegare. Ma questo poi non dovrebbe influire sul tuo giudizio personale. Per questo, riguardo la recensione di De Collibus, scrissi (anzi concordai nel dire) che dovrebbero proibire di parlare di cinema a chi non abbia visto più di due film in vita sua, poichè esprimersi in quella maniera è l'anticritico, è accusare un film utilizzando argomentazioni vere ma che nulla hanno a che vedere con la funzione di un film, con il suo scopo, in sostanza con l'arte. Ma La Guerra Dei Mondi è arte? Non lo so, di certo può esserlo e merita un giudizio critico in quella dimensione. Spacciarlo per un film brutto accusandolo di imprecisioni tecniche è semplicemente ridicolo.
La critica artistica è davvero una delle cose più difficili del mondo, fors'anche (ed è un paradosso) più difficile di fare arte, poichè mentre quest'ultima attività viene fatta in maniera quasi inconscia, frutto del genio individuale, la critica è un'operazione che viene fatta a mente fredda.
Riguardo poi la legittimazione del proprio operato attraverso la stima della Colorado Film o di Kataweb, mi sembra superfluo dire che Mollica ha tutta la stima del TG1 eppure....
Per fortuna però io sono un genio e solo io posso giudicare...
In ultimo la Canon XL2 è questa qui, una discreta bestia. Ti credo che ci si diverte....

15.8.05

Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (Pepi, Luci, Bom y otras chicas del monton, 1980)
di Pedro Almodòvar

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Nonostante la precarietà della connessione mi imbarco lo stesso in questa recensione perchè necesse est, ma sarà senza collegamenti e senza immagini per ovvi motivi di precarietà.
Come è facile immaginare il primo lungometraggio ufficiale di Almòdovar (perchè ce n'è anche uno non ufficiale uscito poco prima di questo, ma sempre con Carmen Maura) è eccessivo che di più non si può, la messa in scena della realtà omosessuale non è ancora trasfigurata in stile e forma del racconto e rimane così solo una superficiale esposizione di una realtà. Del resto siamo nel cuore della movida madrilena, musica punk new wave, abigliamento sgargiante anni '80 e libertà sessuale.
Ciò che è interessante notare è ciò che è rimasto immutato da Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio a la Mala Educaciòn, che costituisce la vera cifra stilistica di Pedro. Infatti anche in questo primo film sono presenti scambi di persona, anche in questo primo film c'è una narrazione che a tratti si fa inevitabilmente melodrammatica, nonostante tutto il film sia permeato di una ilare giovialità trasgressiva stile Rocky Horror Picture Show ed anche in questo primo film, nonostante la presenza di varie varietà sessuali, la protagonista è una donna-donna, cioè non solo eterosessuale ma anche del tipo più canonico. E questo non me lo aspettavo. Alla fine Pedro predilige cmq nei suoi soggetti protagoniste donne (e questo non era difficile da capire) ma anche quando i film sono esageratamente camp queste donne protagoniste sono l'espressione della femminiltà classica, come la Pepa di Donne Sull'Orlo Di Una Crisi Di Nervi.
Per il resto la trama è quasi inesistente, è più il ritratto di una realtà e la volontà di abbattere dei clichè e ritrarre con violenza l'ipocrisia del mondo borghese, cosa che viene fatta anche un po' superficialmente, disegnando una serie di personaggi solo apparentemente "per bene" che poi si rivelano anch'essi eccessivi come i protagonisti, che però almeno sono sinceri e accettano la libertà sessuale invece di nasconderla dietro una facciata "rispettabile".
Stranamente il DVD non aveva la lingua italiana ma solo l'originale con sottotitoli, eppure mi risulta che il film sia uscito in Italia........

12.8.05

Mobile Blogging dalla tomba della tecnologia: la vita bucolica

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Per quanto fan sfegatato dell'universo semantico legato alle immagini bucoliche di loci amoeni, nella pratica soffro il distacco dal centro urbano, anzi dalla metropoli, specialmente nel momento in cui si fa vivo e pressante il contatto con i nostri amici animali. La cosa peggiore del luogo di vacanza è questo rapporto di forzata vicinanza con insetti ed invertebrati di varia foggia, alcuni mai visti nemmeno nei libri, dunque probabilmente non classificati dalla biologia tradizionale... Come si può prendere sonno con un insetto non classificato dalle scienze naturali in camera?

4.8.05

Le regole della vacanza

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Parto per le vacanze (ma vacanze da che? Io non ci sto male a Roma! Poi d'estate è deserta, mi ricorda quando Nanni Moretti la attraversa in vespa in Caro Diario... E' una meraviglia!).
DEVO andare in vacanza, percui lascio casa per recarmi in zone non coperte da linee a banda larga o dove cmq non posso accedere costantemente ad internet (ma che vacanza è?? Lontano dalla civiltà e dalla tecnologia sarò nervosissimo, mi pruderanno le dita tutto il tempo!). Dunque come molti blogger più illustri di me anch'io sospendo (ma il blog non è un lavoro, è un piacere! Perchè devo andare per forza in vacanza dal blog??).
Fortunatamente questa vacanza non durerà troppo e sarò presto di ritorno, nel frattempo se potrò e se avrò cose da dire, bloggherò o in mobilità (anche se costa un occhio della testa) o a scrocco. Non credo che al ritorno integrerò le recensioni dei film che vedrò in questo periodo (forse solo se vedo dei film della passata stagione al cinema estivo).

3.8.05

I Ragazzi Della 56° Strada (The Outsiders, 1983)
di Francis Ford Coppola

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Assieme a Rusty il selvaggio (d'ora in poi Rumble Fish perchè il titolo italiano è indegno), girato immediatamente dopo sul medesimo set, i Ragazzi della 56° strada (d'ora in poi The Outsiders perchè il titolo italiano è indegno) costituisce un dittico. I due film sono uniti da parte della crew (Matt Dillon, il direttore della fotografia Stephen H. Burum e l'ispirazione dai romanzi di S.E. Hinton) e soprattutto dalla tematica, sia a livello contenutistico (la vita delle bande nei sobborghi negli anni '50) che a livello estetico (omaggio e citazione delle radici del cinema americano). Mentre Rumble Fish omaggiava smaccatamente il cinema wellesiano con le sue prospettive oblique e le lenti deformanti, per The Outsiders si potrebbero citare migliaia di fonti d'ispirazione, dai colori fiammeggianti di Nicholas Ray (palesemente somiglianti a Gioventù Bruciata e Johnny Guitar), alle inquadrature d'ampio respiro di Victor Fleming, a quelle in ambienti stretti prese dritte dritte da Raoul Walsh, ai primi piani espressivi identici a quelli usati da Douglas Sirk. Tipico di Sirk è inoltre l'incedere della trama e la modalità di delineare i personaggi, del resto The Outsiders è un melodrammissimo che nell'impostazione guarda a Lo Specchio Della Vita in più di un'occasione.
La differenza marcata con Rumble Fish è tutta nel taglio dei personaggi, in The Outsiders ci sono cesure nette e personaggi che sembrano solo negativi in un momento per poi rivelarsi positivi, mentre in Rumble Fish i personaggi hanno veramente più d'una faccia (tranne il dolcissimo Matt Dillon).
Alla fine The Outsiders risulta inevitabilmente un po' anacronistico, un film moderno girato in tutto e per tutto come se fosse stato realizzato negli anni '50 (un'operazione tentata più volte da Coppola con maggiore e minore coerenza come nel caso del più riuscito Dracula di Bram Stoker), rifiutando il più possibile soluzioni di regia moderne, mentre Rumble Fish pur essendo meno coerente nell'operazione citazionista di Welles è sicuramente più riuscito e traghetta con molto più successo quel tipo di sensibilità in un film moderno. E poi gode di una trama e di personaggi più interessanti. E non è poco.

Se poi penso a quelli che dicono che Tarantino ha inventato un nuovo modo di fare cinema dato dall'aggregarsi di citazioni.........









Rumble Fish
The Outsiders

2.8.05

Colgo l'occasione

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Visto che Sentieri Selvaggi propone un mega sondaggione per stabilire il film più bello della stagione 2004-2005 sul suo sito io colgo l'occasione per segnalare i tre che ho preferito (tanto chi mi conosce lo sa per cosa ho votato tra i tre): La Mala Educacion, Oldboy e Ferro 3.
Con una menzione speciale per Private di Saverio Costanzo. Chi l'avrebbe mai detto.....

Se non sta su Attivissimo non è vero

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E dire che finchè non l'avevo letto sul blog di Paolo Attivissimo non ci credevo...
Del resto io non credo mai a queste cose, complotti, sette, governi che cercano di monitorare gli utenti, ufo, cerchi nel grano, Bill Gates che ci guarda uno per uno dai nostri monitor e che vuole il nostro sangue di giovani nerd ecc. ecc.
Così benchè sapessi delle inchieste di Pc World sui rapporti tra produttori di hardware e governi non mi ero preoccupato, e non mi ero preoccupato nemmeno quando avevo letto delle indagini della EFF sulla storia delle stampanti contenenti un algoritmo di stampa in grado di far risalire da un documento a stampato al proprietario della stampante. Non mi sono preoccupato quando ho letto di questo su Macchianera (figuriamoci! Dopo l'articolo di De Collibus su La Guerra Dei Mondi, quel blog lo leggo per gli sfondi e le vignette) e pensare che non mi sono preoccupato nemmeno quando ho letto tutto ciò su Punto Informatico (rivista sempre precisa e puntuale). Ma quando l'ho visto sul blog di Paolo Attivissimo, lo smascheratore di bufale, il miscredente per eccellenza, il simbolo digitale dell'anti-complottismo, non ho potuto fare più finta di niente......... Io che non avevo creduto nemmeno a tuta la storia di Palladium (e finchè non la vedo coi miei occhi nel mio computer che non mi riconosce le perferiche tarocche non ci credo).
Da domani smetto di stampare i documenti, le mappe della metro e i fogli d'istruzioni per gli attentati di Roma commissionatimi da Al Qaeda. Se li vogliono fare si arrangiassero da soli!

1.8.05

Ospiti (1998)
di Matteo Garrone

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Ospiti, seconda opera di Garrone, segue Terra di Mezzo sia temporalmente che tematicamente che produttivamente, mentre si unisce al seguente Estate Romana per la modalità narrativa. Meno riuscito del seguente, Ospiti ha i difetti dell'inesperienza, qualche tempo morto e qualche difficoltà nello stendere la trama, tuttavia, aiutato anche dalla breve durata (78 minuti), scorre bene e riesce a parlare con originalità dell'estraneità.
Sicuramente il termine più giusto per tutto il cinema di Garrone è proprio l'originalità, intesa come originalità dei temi e delle strategie espositive. Per Ospiti Garrone tratta documentaristicamente un momento di vita, un'estate romana (splendida come quella del seguente film) di 4 personaggi, due ragazzi albanesi, un emigrato sardo ed un benestante fotografo romano, inseriti nel contesto del quartiere Parioli, fotografato come fosse un quartiere degradato, tutti e 4 estranei a qualcosa, chi al paese, chi al proprio status di emigrante e chi alla vita borghese. Colmo di silenzi espressivi e di sequenze documentaristiche dei margini del benestare romano Ospiti è ancora legato a molti morettismi (che si perderanno in Estate Romana a favore di un'ancor maggiore originalità), e somiglia un po' a tutto quel cinema italiano "sociale" facile facile, ma ad una visione attenta è evidente come se ne distacchi quasi subito con la prima sequenza, il tentativo di rimorchio delle due ragazze, per approdare (o quantomeno cercare di approdare) ad una dimensione molto più profonda della descrizione della realtà che al momento ha come punto di riferimento i fratelli Dardenne.
Garrone fa tutto da sè, dirige, produce coscrive, cosceneggia, e si occupa perfino di scenografie e costumi, un raro esempio di totale autrachia ed indipendenza produttiva che non incide sulla qualità, sempre eccelsa del girato e della recitazione, pur utilizzando attori non professionisti.





A sembrano un po' ridicoli....

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La Oakley Inc. da agosto commercializzerà un modello di occhiali compatibile con la linea di cellulari Razr di Motorola. Già il modello precedente, orientato all'ascolto di musica digitale, aveva riscosso grande successo.
Di sicuro è una fetta di mercato nella quale c'è solo la Oakley.

Ma esistono campionati per qualsiasi cosa?

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Il Team iFibre Redwire all'interno del DefCon WiFi Shootout Contest ha infranto il record del mondo di trasmissione in WiFi, riuscendo a tenere stabilmente connesso per 3 ore un segnale da 11 Mbit ad una distanza di 125 miglia (200 Km). E sostengono di poterlo fare anche per 300 miglia. Qui per i particolari tecnici.

Ancora su John Naughton

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Sono io che sono un pivello e lo scopro solo ora o è già ufficiale che John Naughton è il Gian Stefano Spoto (il prestigioso ed esperto conduttore dell'imprescindibile Futura City, rotocalco di stereotipi tecnologici per anziani) inglese?
Già mi ero lamentato di un articolo di Naughton sul citizen journalism per il modo superficiale di riflettere sull'argomento spacciando l'articolo per chissà quale posizione anticonformista, ed ero anche entrato in una polemica privata (via e-mail) con Luca Sofri che l'aveva linkato a sua volta. Per inciso, benchè rimanga convinto della correttezza mia posizione e dell'esagerazione conservativa/protettiva di quella di Sofri, quest'ultimo nel corso della polemica mi s'è messo in tasca in 4 mail. Non si diventa Wittgenstein a caso...
Cmq oggi leggo un altro articolo di Naughton sempre su The Guardian Unlimited (giornale che per altro mi piace tantissimo) che questa volta si esprime sul podcasting, narrando di come all'inizio (prima cioè dei software all-in-one) richiedesse geeky skills (abilità da geek (ennesimo termine usato per incasellare ed etichettare l'invece complesso mondo dei programmatori)). Geeky skills?? E le descrive così: "Per esempio era necessario scaricare un software speciale per il podcasting che periodicamente controllava, ed in caso scaricava, nuovi file in automatico. La maggior parte delle persone lo settava in modo che questo lavoro venisse fatto nelle prime ore del mattino, così da non pesare sulla distribuzione della banda durante il giorno. A quel punto qualsiasi computer con un software per riprodurre file audio poteva aprire il podcast scaricato, ma di solito era richiesta qualche geekery in più per far si che i file raccattati venissero scaricati nel proprio lettore MP3." In sostanza le grandi abilità da geek richieste per il podcasting prima di iTunes erano scaricare un programma apposito, settare i momenti in cui si voleva che controllasse la presenza di nuovi file e (addirittura) riuscire a fare incredibilmente sì che questi file finissero (automaticamente, (questo ce lo aggiungo io)) nel lettore MP3.
A questo punto neanche Luca Sofri lo può difendere.

Ognuno ha i suoi ambiti

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C'è un momento in Sogni D'Oro di Nanni Moretti in cui il suo peraonaggio (un regista) sente delle persone disquisire di cinema senza la minima cognizione di causa ma con molta presunzione e lui si infuria finendo con l'urlare: "Ma che parlo forse di botanica io? Vado in giro ad esprimeri sulla fisica? Do' forse pareri sulla biologia??". Moretti attaccava (come suo solito con livore forse esagerato) la tendenza molto comune di parlare di cinema con spocchia anche senza averne la minima cognizione.
Per quanto io ritenga che il cinema, in quanto arte popolare o forma di cultura di massa, si debba nutrire in primis dell'insindacabile giudizio dello spettatore, anche quando questo costituisca la quint'essenza dell'ignoranza, e che questo giudizio conti quanto quello dell'espertone, non posso non concordare nell'attaccare chi esprima giudizi e valutazioni ridicole con il massimo della spocchia del critico navigato. Recentemente ne ho avuto un esempio nel risibile post di Francesco De Collibus su Macchianera, del quale è anche inutile spiegare perchè sia ridicolo. Ma c'è anche di più.
Sul prestigioso Wired (per chi non lo sappia rivista americana di tecnologia) c'è un articolo di cinema che parla dello stile di Tarantino e di quello che viene definito come un nuovo modo di fare cinema e di intendere i film come prodotti bastardi che si nutrono di citazioni e rimediazioni di situazioni, personaggi ed immagini provenienti da altri film, ma chiaramente riadattati e inseriti con coerenza e senso della struttura. Addirittura si afferma che il Tarantino style abbia dato vita ad una corrente cui appartengono anche altri registi come Stephen Chow, Robert Rodriguez e Wes Anderson.
E' incredibile che lascino che a scrivere di cinema su Wired sia una persona che non sa niente del cinema passato. La tendenza tarantiniana al citazionismo (molto spesso anche autocitazionismo) non è assolutamente una novità, nemmeno per il cinema americano. Già il cinema della new hollywood degli anni '70 (Coppola, Spielberg, Scorsese, Lucas, DePalma...), citava e rimediava soluzioni ed esempi dal cinema classico, in prevalenza holywoodiano, anche se non in maniera così smaccata. Smaccatissimi erano invece ancora prima gli omaggi che i registi della nouvelle vague inserivano nei loro film. Truffaut, Godard e soci, sono stati la prima generazione di "registi che amavano il cinema", nel senso di registi che avevano una grossa cultura cinefila alle spalle e facevano un cinema nuovo ed originale che aveva solidissime basi nel passato e nella tradizione. Sono stati i primi a rimediare stili e generi, come Tarantino anch'essi prendevano spunto dal noir americano anni '40 e dai B-Movie (anche i noir erano considerati B-movies prima che li riscoprissero loro). E Fassbinder? Che faceva con i suoi melodrammi se non citare Douglas Sirk?