30.9.05

La saga di Heimat
di Edgar Reitz

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Da almeno Luglio (se non Giugno) Ghezzi ha mandato su RaiTre a puntate tutto Heimat. La trasmissione degli espisodi di Heimat e Die Zweite Heimat è finita poche settimane fa ma io l'ho finito di vedere solo ieri.
Heimat in tedesco vuole dire qualcosa di più di "patria", è anche "terra d'orgine e d'appartenenza". Tutta la prima serie (11 episodi) si snoda nell'Hunsrück, regione tedesca terra d'origine dello stesso Reitz, e per la precisione nel paesino di Schabbach, e segue dall'anno 1919 le vicende della famiglia Simon. Si comincia con il ritorno dalla prima guerra mondiale del primo genito e poi si segue tutta la stirpe attraverso le decadi tumultuose, in armonia (ma neanche troppo) con gli eventi della storia tedesca (il sottotitolo è Un Cronaca Tedesca).
Die Zweite Heimat (cioè la seconda patria) in 13 episodi narra del decennio tra il 1960 e il 1970 i n cui il più giovane dei Simon, Herman, lascia la sua terra d'origine e va a vivere a Monaco (il sottotitolo è Cronaca Di Una Giovinezza).
Se il primo Heimat è la descrizione dell'attaccamento alla propria terra nel senso di radici, emozioni, tradizioni e senso d'appartenenza nonostante le traversie (la protagonista è Maria prima moglie di un Simon e poi fiera madre di famiglia), il secondo Heimat è un po' più coplesso e narra della seconda patria, che non è quella che ci viene data, dove nasciamo, ma quella che ci scegliamo per noi (il protagonista è il giovane Hermann, in cerca di qualcosa di diverso e più complesso di quello che gli potesse offrire il borgo natio) e termina con l'insospettabile decisione di Hermann di tornare a Schabbach, la prima heimat.
Tutta la saga è filmata con un alternanza di scene a colori ed in bianco e nero senza una motivazione logica apparente ma sotterranea, con un formalismo ed un'abbondanza di idee (se si calcola che sono in totale 24 film) che non possono non stupire. Ogni personaggio è approfondito, scavato e affrontato con complessità e desiderio di completezza, ogni pulsione, ogni desiderio è sviscerato. E se il filo conduttore della prima parte è la storia quello della seconda è la musica, i tumulti culturali, la ricerca dell'arte e di un significato per la propria vita e la voglia di affermarsi che pervade tutti i personaggi, tesi verso il desiderio di un futuro migliore (istanza tipica degli anni '60).
Devo dire che prima di vedere l'ultimo episodio avevo un parere e dopo l'ultimo un altro. Quell'ultimo film di due ore, completamente delirante, che porta ad un finale sicuramente molto molto affrettato e molto in sospeso, mi ha conquistato oltre ogni limite.
Mi era piaciuta la saga, a tratti noiosa a tratti veramente appassionante, ma quest'ultimo episodio decisamente felliniano mi ha comprato totalmente. Dev'essere successo qualcosa che ha indotto Reitz ha terminare tutto così bruscamente, ma la trovata è bellissima. I deliri di Hermann, la sua deriva mentale ed il ritorno alla prima patria sono folgoranti e commoventi.
Heimat è un capolavoro, oltre ogni ragionevole dubbio. Un capolavoro così forte da riuscire a vincere alcuni episodi lenti, alcuni scivoloni nel patetico ed una terza parte (Heimat 3) francamente trascurabile.








Heimat
Die Zweite Heimat

29.9.05

La Pianista (La Pianiste, 2001)
di Michael Haneke

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Secondo film della mia personale maratona Haneke dopo Il Tempo Dei Lupi.
La prima cosa che mi è sembrata evidente è che Haneke prova un certo gusto nel maltrattare i propri personaggi, nel disegnare cioè figure che scivolano sempre più verso il basso, che si rendono protagonisti di orrende imprese, creando un universo di umiliati ed offesi senza posto per i vincenti o per i gaudenti. La Pianista è un trionfo di tutto ciò, un trionfo di scene umilianti e abissi di perversione che contrastano con la sublime leggerezza delle scene nell'accademia di musica.

Sicuramente un film pieno di idee e di volontà che, anche questa volta, punta molto in alto senza però avvicinarsi ai propri obiettivi. Sembra quasi che tutti gli elementi di contorno (personaggi, sentimenti e le emozioni che fanno da corollario) siano chiarissimi, arrivino dritte allo spettatore, mentre il cuore del film è imperscrutabile. Di sicuro Haneke vuole principalmente indagare gli abissi di sofferenza dell'animo umano nelle condizioni di solitudine ed isolamento e i condizionamenti esterni sulla propria vita privata. Peccato che le perversioni sessuali della professoressa di piano Erika, sembrino all'inizio autoindotte ma poi si rivelino uno scontato stereotipo della zitella incallita.

Anche il rapporto di morboso attaccamento della madre alla figlia e viceversa, sfiora in più casi il fastidio ed in più d'un momento è esposto in maniera pornograficamente dettagliata.
No, non mi è piaciuto La Pianista. Nonostante l'indubbia bravura di Haneke, perchè a tutti i costi mi vuole infastidire, provocare e stupire. Usa toni volutamente forti ma dopo l'impressione iniziale non rimango scosso. Mi scuote vedere Erika che si ferisce la vagina per farsi del male o che spia che lo coppie che scopano in macchina o che si rifugia in squallidi videonoleggi porno, ma non va oltre.
Lo ripeto: molto più sublimi e decisamente più "impressionanti" (nel senso che mi rimangono impresse) le delicate sequenze di piano classico.
Cmq bravissima Isabelle Huppert irriconoscibile tra qui e Il Tempo Dei Lupi.

Le vie del signore sono finite

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Già qui avevo parlato di come si uscì dalla crisi del cinema degli anni '60, nei primi anni '70 con il blaxploitation, cioè lo sfruttamento della cultura afroamericana in film di neri, fatti da neri, per un pubblico di neri, con i neri nel ruolo dei buoni e dei vincenti, creando di fatto un nuovo bacino di utenza e quindi immettendo nuovi fondi nelle casse delle case di produzioni che poi erano le medesime dei film "di bianchi" che fino a quel momento avevano sempre ritratto i neri come delinquenti.
Ora leggo un articolo di Ernesto Assante su Repubblica cartaceo di oggi, sul fatto che si sta pensando alla chiesa come nuovo bacino di utenza. Tutto è partito dal grande successo di The Passion Of Christ di Mel Gibson, ma si cerca di andare oltre trasformando alcune chiese o luoghi deputati alla catechesi o cmq luoghi d'aggregazione cristiana in sale di proiezione dove chiaramente verrebbero proiettati film a sfondo didascalico-cristiano.
Basta che si esce da questa crisi........

L'arte di rimontare i trailer

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Spettacolare.
Questo breve filmato in formato Quicktime, è il vincitore di un concorso indetto da una casa di post produzione che premiava il miglior rimontaggio delle scene di Shining che sembrasse il trailer di un film dalla trama completamente diversa. Il risultato è stupendo!

via Macubu

Letterina per Natale

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Ha ragione CristianContini, è proprio il monitor più fico del mondo.

NON CI SI CREDE!!

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E' stato scelto Private di Saverio Costanzo, già vincitore del Pardo D'Oro 2004 al Festival di Locarno, per concorrere alla candidatura per la categoria Miglior Film Straniero agli Oscar 2006.
Incredibile. Ha superato al ballottaggio finale Manuale D'Amore di Veronesi e ha stracciato gli altri favoriti La Bestia Nel Cuore di Cristina Comencini e I Giorni Dell'abbandono di Faenza.
E io che mi aspettavo la solita scelta insulsa. Che uomo di poca fede.....

Private invece è un film molto moderno, girato con uno stile che è quello tipico del cinema europeo contemporaneo, è complesso ed a tratti molto emozionante, non lesina sulla suspence e sulla tensione pur parlando di conflitti etnici (e lo dice uno che non sopporta i film sui conflitti medio orientali). Girato in economia ed in un digitale sgranato molto ad effetto, fa una scelta un po' Dogma ma che alla fine senza ombra di dubbio paga perchè si adatta bene al narrato.
E soprattutto è un film intelligente che sa narrare stando in equilibrio tra le due parti senza dar ragione a nessuno.
Se ci dice culo poi per la tematica trattata possiamo anche vincerlo quest'Oscar (dato che è noto che non si vince per meriti effettivi), e distribuire in giro per il mondo un film italiano minore sarebbe una boccata d'aria non da poco per il nostro cinema.... Senza contare che questo portrebbe le case di produzione a dare più fiducia al giovane Costanzo che con questo film ha dimostrato di meritarla, e chissà che poi non tiri fuori un filmone....






28.9.05

E' solo questione di tempo, conquisterà tutti!

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Miyazaki ha mietuto un'altra vittima!

Un po' di numeri

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L'Associazione editori software videoludico italiana (Aesvi), ha per la prima volta fatto delle stime sul popolo dei videogiocatori italiani. Cosa ne è venuto fuori?
Il 36% degli italiani è un videogiocatore abituale, di cui il 50% ha tra i 25 e i 44 anni ed il 60% è costituito da uomini e ben il 40% da donne.
La regione in cui si gioca di più (i soliti campanilismi italiani) è il Lazio (OLEEEEE'!!) seguono Piemonte, Liguria Val D'Aosta e Lombardia. Val D'Aosta??? Spero non sia una stima fatta di cifre assolute ma una cosa in proporzione al numero di abitanti.... Cmq credo abbia vinto il Lazio per il numero di emigranti, cioè di certo la Calabria non poteva vincere perchè tutti i suoi giovani stanno a Roma ed in minor parte a Milano....
La spesa rispetto all'anno scorso è cresciuta dal 15% e si prevedono ulteriori aumenti in vista dei lanci delle nuove console Nintendo, Sony e Microsoft.

Ma che dramma!

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Domani l'apposito comitato si riunirà per decidere quale film italiano gareggerà per guadagnarsi un posto nelle nomination come "miglior film straniero" agli Oscar. Ricordiamo che questa categoria è l'unica di tutta la manifestazione in cui regolarmente vengano presentati (e non vincano) film seri.
I film in ballo per giocarsi un posto agli Oscar sono:
Che dramma! Uno peggio dell'altro!! Selezioneranno il film un gruppo composto da 10 produttori più Bernardo Bertolucci, Vincenzo Cerami, Dante Ferretti, Fabio Ferzetti e l'esportatore Paola Corvino.
Spero solo che vinca contro ogni previsione Private che è l'unico serio per davvero... Ma conoscendo i selezionatori italiani penseranno: "Ma no, andiamo sul sicuro, mandiamo Salvatores che ha un nome conosciuto!". Anche se tutti dicono che verrà selezionato La Bestia Nel Cuore...

NON SIAMO GEEK!!!!

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Il recruiting video di Google. Una chiccona di autoincensamento, imprenditoria giovanile, american-giovanilismo, successo di una grande impresa che non dimentica i suoi inizi intimi e familiari, divertenti stravanganze.

via Macubu

Progresso vuol dire miglioria

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Riapre la Cinématheque Française fondata dal 1936 da Henri Langlois. Ma perchè aveva chiuso? Si aveva chiuso si a febbraio per i lavori. In sostanza l'hanno ammodernato, ne hanno fatto una parte acchittata come un museo con un po' di roba raccolta negli anni da Langlois (roba tipo il robot originale di Metropolis e la testa mummificata della madre di Norman Bates di Psycho).
C'è già chi dice "Non è più la stessa cosa! Venderanno il cinema come tutti gli altri!", ma che queste gente ci sia sempre e ovunque è ormai palese.
All'inaugurazione c'erano Scorsese, Wong Kar Wai, Polanski, Sophie Renoir (figlia di Jean Renoir e nipote di Henri-Pierre Auguste), Pablo Maya Picasso (nipote di)....
In pochi sottolineano che quel posto fu il tempio dei critici di Le Cahiers du Cinéma, che lo resero celebre come il più grande e fornito cineclub francese. Lì ci furono le mitiche proiezioni ispirate alla politica degli autori, lì si confrontavano Truffaut, Rivette, Godard supervisionati da Bazìn. Fu al centro di una serie di polemiche per la sua chiusura nel 1968, subito documentata in Baci Rubati da Truffaut. Ci furono sommosse con al centro proprio questi autori per farla riaprire.
Un luogo che più mitico di così non si può.

Finalmente!

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Finalmente ne abbiamo le prove. Esiste. E' stato fotografato il calamaro gigante. Primo esemplare di mostro marino (ma forse anche terreno) vivente mai documentato. E' un calamaro della lunghezza di 8 metri.
Alcuni anni fa ne era stato avvistato uno spiaggiato, quindi morto, della lunghezza di diciotto metri di cui dodici di tentacoli. Sono animali che abitualmente vivono nelle profondità degli abissi (questo è stato preso a 900 metri di profondità) ed a questo è probabilmente dovuta la loro dimensione esagerata, per resistere alla pressione marittima.
Quelle profondità rimangono ancora insondabili e si ignora se ci siano altre varietà di animali giganti.

27.9.05

Riutilizzi verso il personal medium

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William Bright, ha avuto un'idea: prendo le mappe delle metropolitane delle principali città del mondo e le rendo disponibili per la visualizzazione su gli iPod a colori (quindi iPod Photo e iPod Nano). Ha messo su un sito apposta, ma chiaramente gli hanno fatto storie per questioni legate al copyright delle mappe che utilizzava, perchè le prendeva dai siti delle amministrazioni delle città in questione e avendo pubblicità sul suo sito in sostanza ci faceva soldi, allora ha preso la decisione di disegnarsele da solo.
Così ora sul suo sito si possono scaricare mappe delle linee delle metropolitane delle principali città mondiali pronte per l'iPod. Per l'Italia c'è solo Milano, anche perchè la metro di Roma si può anche tenere a mente....
Mica male questo riutlilizzo dell'iPod....

Premi e parla

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La tecnologia Push To Talk sta per essere lanciata anche in Giappone, dal secondo operatore nazionale, dopo il grande successo che sta avendo in America.
Si tratta di una tecnologia per la quale molti cellulari che si vendono in Italia sono già pronti, ma che non è supportata dai nostri operatori. Il Push To Talk (o PTT) consente di conversare in modalità half duplex, scambiando le funzioni di trasmissione voce con quelle di ricezione tramite la pressione ed il rilascio di un apposito pulsante. Il Walkie Talkie.
In Italia solo TIM ammette di condurre degli esperimenti, ma la verità è che questo tipo di comunicazione necessita tariffe forfaittarie e quindi un notevole abbattimento dei costi. Vedremo.

Piccoli passi

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Entro il 30 settembre all'interno della manifestazione iGrid2005 due università, una è quella di San Diego e l'altra è quella giapponese di Keyo, sperimenteranno una trasmissione di dati video (una videoconferenza) ad altissima definizione, la risoluzione video dovrebbe essere di 4.096 x 2.160 ossia 4 volte superiore alla HDTV la televisione ad alta definizione.
Entrambe le università si avverranno di proiettori video Sony che cupportino la tecnologia 4K.
Questi esperimenti sono fondamentali per lo sviluppo delle tecnologie del cinema digitale.

Tecnologia senza frontiere

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Spesso un problema può essere risolto utilizzando una soluzione che originariamente serviva a risolverne un altro. Anche Norbert Wiener sosteneva che "Una soluzione calza il suo problema non come un guanto ma più come un ombrello" nel senso che potrà poi servire a risolvere anche altri problemi, ed a volte si fa prima a cercare di "riciclare" una soluzione già esistente piuttosto che cercarne una nuova.
Questo devono aver pensato all'università di Southampton quando hanno cominciato a lavorare su un nuovo sistema di distribuzione dell'energia per piccole comunità. Questo sistema detto a microgriglie si basa sull'idea alla base di BitTorrent che già aveva ottimamente risolto il problema dell'affollamento nella comunicazione P2P, per gestire al meglio l'energia alternativa (solare, eolica ecc. ecc.), cioè ridistribuirla solo dove serve e reindirizzarla se non viene utilizzata. Il direttore dell'equipe di ricerca Tom Markvart ha significativamente dichiarato: "La differenza tra il sistema tradizionale ed il sistema a microgriglie è identica a quella tra il sistema telefonico di un tempo e le reti di comunicazione moderne".

Il Tempo Dei Lupi (Le Temps Du Loup, 2003)
di Michael Haneke

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Dato che non ho visto ancora nulla comincia una mini-maratona Haneke che si spera culminerà con la visione di Niente da Nascondere (Caché) in uscita il 14 ottobre.
Il Tempo Dei Lupi è strano forte. Volontariamente mette a disagio lo spettatore fin dalle prime scene, mostrando una morte senza che nessuno ne soffra troppo, mostrando uno scenario che si intuisce non essere ordinario ma senza spiegare di che si tratti, mostrando dei personaggi, senza introdurli, come se già li si conoscesse. Nulla è spiegato, ci vuole almeno metà film per cominciare a comprendere qualcosa.
Non è assolutamente un film facile, è un film che va seguito con attenzione e non tutti sono disposti. Tuttavia questo ritratto di una società post-apocalittica (posta-atomica, post-virus letale, post-bellica, post-katrina ecc. ecc.) convince in maniera profonda. La terribile normalità che Haneke introduce in quello che, a conti fatti, è un film di fantascienza, lascia un po' sgomenti. Peccato per un po' di cadute di stile, come il patetismo della storia della famiglia polacca, la figura insopportabile e solo abbozzata del ragazzo nomade ed egoista e la volontà di colpire a tutti costi (vedi lo squarto del cavallo).
Rimane cmq un film impressionante, dove la fotografia in digitale è curatissima, abilmente chiara nelle scene (belle proprio) illuminate solo dai fuochi della paglia e sufficientemente morbida e pastosa nelle scene grigie e nuovolose.
Punta in alto Il Tempo Dei Lupi, punta ad un cinema simbolico dove molte scene hanno poco senso in sè, ma molto vogliono comunicare, punta a parlare dell'uomo, della sua immutabile natura attraverso la riduzione dei rapporti sociali ad un stato quasi primitivo, la sopravvivenza. L'immagine del bambino nudo davanti al fuoco non è male, anche se vince il silenzioso stupro della donna minacciata col coltello, una sequenza di 1 minuto che colpisce come un sasso per l'apparente quiete che sembrava essersi instaurata e questa immediata ondata di violenza silenziosa ed anonima.
La lunga sequenza finale con la visuale dal treno in corsa che attraversa paesaggi idilliaci si presta a tutte le interpretazioni che volete.
A me è sembrato che i disegni dei bambini nel luogo dove risiedono tutti quanti, fossero dei funghi atomici, in questo caso la rigogliosa vegetazione sarebbe un chiaro omaggio alla fantascienza post-atomica ed ecologica di Nausicaa Della Valle Del Vento.
Segnalo la presenza del grandissimo Olivier Gourmet già attore feticcio dei fratelli Dardenne, visto in Il Figlio e La Promesse.





26.9.05

Autocitarsi per autopromuoversi

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La battaglia dei messenger per conquistare milioni di utenti.
Il punto sulla situazione dei messenger online.

IPTv a confronto

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Sta partendo la lotta delle IpTelevision, il video in stile televisivo trasmesso attraverso il protocollo internet (come Skype fa per la telefonia).
Da oggi Yahoo! apre la sua HotZone, un canale che somiglia molto ad un videoblog, anzi io direi è proprio un videoblog, di Kevin Sites, ex reporter di NBC e CNN cacciato per aver girato le immagini di un marine americano che sparava ad un iracheno indifeso, e subito preso da Yahoo!. Il buon Kevin gira per il mondo con il proposito di filmare e documentare tutte le guerre in giro per il mondo senza mediazioni e senza scrupoli. Con efferatezza direi io. Oggi sono disponibili alcuni video della settimana scorsa che ha girato in Somalia, in cui narra il suo viaggio verso Mogadisho ed intervista una mamma che ha perso la figlia. Per le prossime settimana promette video in tempo reale o quasi, in sostanza roba "cotta e magnata" li gira e li uploada.
Ma chi è veramente in prima linea nell'IPTelevision è Al Qaeda che stufa di gente che parla sempre male di loro si è fatta un suo telegiornale che va solo su internet. Conduttore incappucciato e mitragliatore e corano nell'inquadratura. Qui il video.
Il concetto di fondo è il medesimo che ho espresso pochi post fa a proposito del Media Center di Corriere.it. Un mezzo diverso vuole contenuti diversi. Io mi schiero con la Hot Zone di Kevin Sites.

WinMX colpisce ancora

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Con qualche trucco e qualche inganno si può continuare ad usare WinMX come prima. Ma sono solo sotterfugi, in realtà ufficialmente il server non risponde e si teme sempre più l'ennesima stangata giudiziaria.

UPDATE:

Snorkrom mi fa notare che i server di Fastweb sono ancora attivi....

Il vero iPodPhone

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A me sembra che il Nokia 3250 sia molto più un iPodPhone, del Rockr.....

Cinderella Man (id., 2005)
di Ron Howard

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In un vecchio film anni'40, che mi sembra fosse Il Bruto e La Bella di Vincent Minnelli ma non sono sicuro, al termine di un furioso scontro tra un produttore e un regista sul film che stanno girando il regista si rivolge al produttore e grida: "Non si può fare un film di scene madri!" Ed è vero non si può fare un film di scene madri, perchè nega il concetto stesso di scena madre (se sono tutte scene madri, allora non c'è una scena madre) e poi perchè si sfocia inevitabilmente nel patetismo (a meno di non essere dei veri maestri).
Cinderella Man è un film fatto solo di scene madri, ogni sequenza si pone come la summa del film, in ogni momento il sentimentalismo è al massimo ed i personaggi parlano con il cuore in mano (i buoni sia chiaro), rivelando tutta la banalità e l'inconsistenza del loro carattere.
Ma non è solo per questo che il film di Ron Howard rappresenta in maniera esemplare tutto ciò che il cinema non dovrebbe essere. La vergogna di questo film, sta nella maniera in cui si propone come opera d'autore quando non c'è nemmeno un'idea. Quello di Ron Howard è un cinema dove l'unica innovazione possibile è il finale a sorpresa, dove i personaggi sono tagliati con l'accetta, ridotti a maschere ma proposti come aderenti alla realtà. E' il cinema dell'inganno che fa di tutto per accattivarsi lo spettatore, e lo fa nella maniera più banale. E' il cinema che prevede scene già pronte per essere mandate la notte degli Oscar come quella del discorso di Paul Giamatti (che fa il miglio attore non protagonista) a Renè Zellweger, o quella di Russel Crowe che chiede l'elemosina.
Cinderella Man è l'ennesima opera consolante ed autocelebrativa con cui l'america si incensa attraverso la spudorata agiografia di un suo eroe, e l'importanza data a queste opere svilisce il concetto stesso di cultura americana. Un eroe americano buono nel senso più spudoratamente superficiale, di una bontà tale da non volere che i figli rubino, nemmeno perchè muoiono di fame (ma in realtà i figli sono così buoni che lo fanno solo perchè temono che il padre li abbandoni), così buono da non volere che la famiglia si divida nemmeno se i figli si ammalano per la mancanza di riscaldamento.
Il trionfo del cinema senza idee che ricicla solo il già visto ed il già sentito si compie attraverso una trama trita e ritrita, fatta di momenti di gloria e seconde occasioni. Jim Braddock si rimette da un infortunio e torna a combattere, ma noi già sappiamo che durante l'incontro si rifarà male, perchè già lo abbiamo visto accadere ad Holly Hatton e Julian Ross. La sua devota e amorevole moglie non guarda mai i suoi incontri, ma sappiamo che lo andrà a trovare in quello decisivo, del resto lo fa anche Marge quando Homer decide di darsi al pugilato...
Tutto è condito da soluzioni visive riciclate: le immagini anni venti rese con i colori desaturati sperimentate da Scorsese in The Aviator, le riprese dei secondi che incitano a bordo ring dietro i piedi dei pugili viste in Rocky III, la prospettiva dell'incontro dal basso come in Alì di Michael Mann, il pensiero del lottatore che immagina il colpo che verrà come in Zatoichi di Kitano.
Se ne vedono di film fatti peggio senz'altro. Questo è solo un prodotto tecnicamente impeccabile e artisticamente deprecabile. Perchè il crimine di Ron Howard è il proporre i suoi racconti superficiali e banali come opere profonde e significative, è il crimine di chi svilisce il senso stesso del film d'autore, proponendo come grande conquista artistica un'opera buona per ragionieri in vena di poesia.





25.9.05

Il dono della sintesi

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Massimo Mantellini nella sua consueta anticipazione domenicale della rubrica Contrappunti, che comapre su Punto Informatico il lunedì, parla della presentazione del Mediacenter di Corriere.it avvenuta in questi giorni.
Lo fa in un articolo lungo, serio, esaustivo e completo. Però avrebbe potuto riassumere tutto con la regola aurea della comunicazione per la quale "Il medium influenza sempre i propri contenuti" dunque è un'operazione "contronatura" trasportare i contenuti di un medium su un altro.

A volte ritornano

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Francis Ford Coppola torna a girare un film ambizioso. Ambizioso non nel budget (a dire il vero ridotto) ma ambizioso nelle intenzioni. Si dovrebbe chiamare Youth Without Youth ed è tratto da una novella dell'autore romeno Mircea Eliade, e a detta del regista lo dovrebbe riconciliare con i suoi temi classici: il tempo, la consapevolezza e le basi oniriche della realtà.
Ricordo che è dal lontano 1992 quando giro il suo Dracula che Coppola non tira fuori un film degno del suo nome, ma lui la spara grossa e dichiara: "Sono venuto qua (in romania ndb) per riscoprimi come artista"

24.9.05

La Commare Secca (1962)
di Bernardo Bertolucci

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Da un soggetto di Pasolini e da una sceneggiatura fatta con Sergio Citti, Bertolucci dirige un film che si inserisce nella corrente di quel cinema sul sottoproletariato romano che Pasolini aveva cominciato.
Ma, mentre in Pasolini sono presenti molti elementi anticinematografici che fanno sì che nelle sue opere migliori, come Accattone e Mamma Roma, riesca effettivamente in quello che si proponeva, cioè lasciare che i protagonisti presi dalla strada portassero sullo schermo la vita, il panismo, il loro mondo, Bertolucci con i suoi vanti autoriali e la sua messa in scena sicuramente più curata, oscura i protagonisti, riducendo ad attori i non-attori per eccellenza.
Così il film è un noiosissimo ripetersi di una medesima scena vista da più punti di vista (non val nemmeno la pena di citare un noto film giapponese sull'argomento) con degli inserti sulla vita derelitta delle borgate più estreme.
Si nota in alcune sequenze, come quella del collage musicale di approcci del giovane militare una certa influenza della nouvelle vague, allora all'apice dello splendore.






23.9.05

Matilda 6 mitica (Roald Dahl's Matilda, 1996)
di Danny De Vito

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Non si vede un film del genere a caso. Sono i film che si evitano come la peste. Ma casualmente sfogliando il Mereghetti mi era caduto l'occhio sul giudizio a tre stelle che gli dà, dunque la prima volta che l'hanno fatto in televisione l'ho registrato, vinto dalla curiosità.
Mereghetti ne apprezza il coraggio di mostrare una cattiveria, una critica antiborghese come forse non se ne erano mai viste (e se lo dice Mereghetti). In effetti c'è un odio ed un livore verso quel tipo di classe americana tutta ignoranza, presunzione e televisione che non si vede solitamente. Probabilmente perchè la cattiveria non è tanto in quello che fanno (nei gesti cattivi), o nell'atteggiamento spietato, ma sta nel fatto che facciano soffrire così tanto Matilda per così poco. De Vito costruisce in primis il dolcissimo personaggio di Matilda, e lo fa vermente bene, poi per negazione di questa dolcezza distrugge i genitori, implacabilmente.
Tutto questo è filtrato attraverso la froma favola, anzi favoletta, perchè (nella forma) è proprio la classica favoletta da quattro soldi all'americana, tranne per il fatto che non è da quattro soldi. L'ispirazione è chiaramente burtoniana (questa sì che è postburtoniana!), impostata su un uso degli ambiente a metà tra il fiabesco ed il grottesco, facendo leva più sulla paura che sulla meraviglia.
Copio da Mereghetti il giudizio sul titolo italiano: "Oltre ogni umana demenza".





Ma come pedala? E come fanno a scendere e fermarsi?

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Alcuni atleti cinesi si esibiscono in un'acrobazia in bicicletta a Wuha, nella provincia di Hubei, nella Cina centrale (China Newsphoto/Reuters)

Incredibile

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Correggendo tutto quello che ho affermato in precedenza, ora qui mi sento di fare quest'affermazione: L'iPod Nano è brutto.
E' proprio brutto. L'ho visto dal vero ieri per la prima volta. E' uno schifo, sembra il telecomandino di un cancello.... Senza parlare del display troppo piccolo che non visualizza mai per interi i titoli delle tracce....
E' ancora mille volte meglio il mini...

Aprire un blog

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Non è facile come si pensi prendere la decisione di aprire un blog. Parlo proprio del momento in cui ci si siede e si apre l'account presso splinder, blogger o qualsiasi altra piattaforma. Meditarlo è facile, magari nella tua testa è tutto pronto e deciso da tempo, compresi i primi post, ma poi molto spesso per compiere il passo finale è necessario uno stimolo esogeno. Qualcosa che ti abbia fatto girare pagina, e a questo punto si apre un nuovo capitolo della tua vita, non hai nulla da perdere e "ora apro sto cazzo di blog e vaffanculo a tutti".
Scopro sempre più spesso che non sono l'unico a cui è capitato. Due casi Chinaski e Sombradeluna.

Vero giornalismo investigativo da blogger

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Che lezione!
Bravo Dave, che dal suo Daveblog, in quattro e quattr'otto e in un post risolve il mistero del servizio di ieri sera delle Iene.
A chi non l'ha visto magari dice poco ma non era male. E' un servizio di quelli con telecamera nascosta nel quale una ragazza viene illusa da un noto personaggio televisivo, poi si incontrano lui le promette parti in minifiction palesemente in cambio di favori sessuali. Lui è tristissimo e viscido e alla fine esasperato da lei diventa esplicito da morire. Il volto di lui è oscurato e la voce alterata, le Iene non te lo fanno riconoscere. Ero morto dalla curiosità ma Dave ha recuperato un file MP3 in cui la voce di lui, rallentata dalle Iene per essere riconoscibile è mandata a velocità doppia e dunque normalmente riconoscibile.
A me sembra proprio Amedeo Goria.
Tanto di cappello all'indomito Dave.

22.9.05

Sia ben chiaro che non si parla di Italia

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Il 50% degli operatori di telefonia medita di presentare servizi di VoIP entro il 2007.

Morto un Papa se ne fa un altro

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Si attendeva da molto la release 4.0 di WinMX e invece è da ore che è inutilizzabile. Il fatto che sul sito winmx.it compaia la scritta "Sito sottoposto a sequestro per ordine della procura di Torino e Cuneo" fa pensare che si sia ormai chiusa l'era di WinMX. Un'era che era iniziata nel dopo Napster e che l'aveva portato ai massimi livelli del P2P, specialmente dopo la decisione di reinventarsi client OpenNap.
Se è vero che WinMX è finito sotto le maglie della giustizia, sarà solo l'ultima delle molteplici stangate che nei giorni scorsi hanno visto crollare corazzate come Grokster o Kaazaa....
Si attendono aggiornamenti.

21.9.05

A che serve raggiungere un traguardo se non te ne vanti?

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Fedele alla linea per la quale una cosa se non la condividi non esiste, vi segnalo che LiberoBlog, sezione del portale Libero che ogni giorno scruta la blogosfera e linka i post che ritiene più interessanti, ha deciso di includere un mio post. Al momento è pure aulla home page generale e su quella dei blog HiTech. Vedo che lì c'è anche un post sulla nuova Nintendo, perchè non hanno linkato il mio? io ho dato la notizia ben tre ore prima di quello che linkano! Ah, l'ingordigia....
Qui il link diretto e qui la home page di Libero Blog e qui la home page HiTech.

A quando in Italia?

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O forse dovrei chiedermi "lo vedremo al cinema?"...
Chissà. Sto parlando del nuovo film di Shinya Tsukamoto, Haze.
Tsukamoto non è certo un regista facile, nonostante sia decisamente immediato. I suoi film sono al limite dello sperimentale, spesso con una trama spezzettata comunque marginale nello svolgersi del film. Centrali sono sempre le ossessioni, le paure, gli incubi e le mutazioni. E' il lato oscuro di David Lynch, una continua declinazione di Eraserhead.
Haze è la storia di un uomo (interpretato da Tsukamoto stesso) che un giorno si sveglia in un labirinto, un labirinto strettissimo, fatto di anfratti scomodi , per muoversi attraverso i quali deve strisciare sulla schiena, sulla pancia ed a volte aiutarsi con i denti. Ad ogni angolo c'è un ostacolo che pare più insormontabile del precedente. Neanche a dirlo dopo poco cominciano ad arrivare gli incubi e le visioni del protagonista, come quella di un pesce gigante.
La durata si dovrebbe aggirare intorno ai 50 minuti. Me lo immagino decisamente probante. Non vedo l'ora.

via INSEGNA PROVVISORIA

Madagascar (id., 2005)
di Eric Darnell

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Ero pieno di aspettative per questo Madagascar, i disegni vagamente rimembranti "Il Sogno" di Rousseau, l'ironia sullo stile di vita Manhattan e poi la firma Dreamworks mia avevano fatto credere che sarebbe stato un filmone. Così non è stato.
Madagascar è un cartone mediocre, neanche troppo divertente (solo i pinguini riescono veramente nell'intento), che sembra rivolto ad un pubblico molto più infantile di quello cui solitamente si rivolgono i cartoni in 3D.
Peccato perchè la messa in scena è accurata e le buone intenzioni ci sono tutte, anche qualche idea ogni tanto, ma nel complesso è davvero scialbo.
Stranamente bravi gli improvvisati doppiatori italiani (tranne Michelle Hunziker).





Jobs ed il personal medium

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Steve Jobs, ha dimostrato tutto quello che doveva dimostrare, prima fondando la Apple, la prima casa a puntare seriamente sui Personal Computer, poi riprendendone le redini dopo una gestione che l'aveva fatta sprofondare in una crisi profonda e riportandola ad altissimi livelli grazie all'idea di puntare in primis su un nuovo business, i lettori MP3 e la vendite di musica online.
Allora finisce che quando parla lo stanno tutti ad ascoltare, e lui non ha certo paura di prendere posizioni estreme. Ieri dall'Apple Expo di Parigi si è pronunciato sul concetto di personal medium, anche se non ha usato questo termine, e ha detto che (quanto meno ora) non è il momento, per questo il suo iPod per ora almeno non avrà altre funzioni tipo video o radioFM. "Le persone hanno già in tasca un cellulare di cui usano solo il 5% delle funzioni".
Si è sempre detto che queste cose tipo i lettori video non decollano perchè non li spingono le major come Apple. Io non ci credo a prescindere, penso che pure se lo spingesse Jobs o anche la Sony stessa, come sta facendo con la PSP (i cui film in UMD pare vendano), non si diffonde. Per diffondere un lettore video portatile credo ci vogliano contenuti video diversi dai film. Già le trasmissioni televisive sarebbero meglio forse. Forse.

20.9.05

Inarrestabile Google

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Aggiunge al già di successo Google Earth sono stati aggiunti data layers dal National Geographic, se si incontra il simbolo giallo della rivista (inglese?) si possono visualizzare immagini del luogo dal loro database. Mica male.

Cent'anni di cinema italiano

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Oggi il cinema italiano compie 100 anni. In questo giorno del 1905 fu proiettato il primo lungometraggio a soggetto italiano, prima di quello c'erano state solo cartoline in stile Lumiere. Si tratta di La Presa di Roma (20 settembre 1870) di Filoteo Alberini, regista ed inventore, che narrava dell'unificazione d'Italia avvenuta 35 anni prima e fu proiettato a Porta Pia.
Un film all'insegna del laicismo e della massoneria. Inutile andare oltre con le spiegazioni quando c'è quest'esaurientissimo articolo di Paolo Mereghetti sul Corriere.

19.9.05

Life is not random

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In quest'articolo su Wired Dan Goodin sviluppa un tema molto interessante, quello della casualità dei numeri elaborati dai computer. Ma si serve di questo solo come una base per affrontare la percezione della realtà. Ma andiamo per gradi.
La considerazione da cui parte è che la funzione shuffle del suo lettore MP3 non è poi così shuffle come dovrebbe, cioè non gli propone i brani in un ordine veramente casuale, perchè dopo molti ascolti si accorge sempre che c'è sempre una certa metodicità in questa artefatta casualità. Cioè tendono a ripetersi strutture come "dopo una canzone viene la traccia che sta 10 posizioni prima, poi quella 3 posizioni dopo" ecc. ecc.
Il punto è che per un computer tirare fuori una sequenza di numeri casuali (che indichino ognuno una traccia e quindi creino la playlist mischiata) è difficilissimo, poichè la deve esguire come un'operazione standard. In sostanza come si fa a creare un modulo fisso che generi numeri casuali? Come si può prevedere l'imprevedibilità? E' chiaro che alla fine le strutture si somiglino. Ma il massimo Dan l'ha raggiunto affidandosi a randomm3u un programma che si appoggia a Random.org un sito che sintetizza i rumori dell'atmosfera terrestre per generare numeri che siano veramente casuali. In pratica si limita a monitorizzare la natura, che di per sè è casuale, per trovare sequenze originali da riutilizzare per gli algoritmi.
Ma a sentire Dan anche con questo metodo riesce a trovare delle strutture ricrorrenti. Si è allora consultato con Jeff Lait di randomm3u (Dan c'ha un sacco da fare nella vita...) il quale gli ha spiegato che il problema non sono i programmi ma è lui. Nel senso che sono le sue aspettative di cosa sia casuale a fargli credere che questi programmi sbaglino.
In realtà, e qui arriva il bello, la casualità matematica non è uguale alla casualità reale. Per spiegare questo gli ha fatto l'esempio del paradosso dei compleanni. Cioè se io riuniscono in un ambiente 23 persone prese a caso ho il 50% delle probabilità di trovarne due che siano nate nello stesso giorno. E questo contro ogni legge della casualità!
Dunque è la casualità a non essere casuale e non le palylist dei suoi lettori MP3.

Fa un po' schifo ma funziona

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Adoro quando le vecchie tecnologie tornano a battere cassa, non si danno pervinte e rientrano di diritto nella modernità.
La Toshiba ha dichiarato di aver sviluppato due prototipi di Direct Methanol Fuel Cell (DMFC), cioè sono batterie molto piccole e molto potenti, grandi come un pacchetto di chewing gum o poco meno di un mazzo di carte (a seconda della potenza) che sono alimentate a metanolo. Il che vuol dire che quando si esauriscono si ricaricano come gli accendini. Il primo vantaggio è la potenza (la piccola dà un'autonomia di un giorno e mezzo, e la grande di due giorni e mezzo) ed il secondo e forse più importante è che non accade che la batteria si carichi per sempre meno tempo. In sostanza non va cambiata.
Toshiba dice che per grandezza e peso questi due prototipi, che dichiara commerciabili per il 2007, sono adatti ai lettori MP3. L'unica cosa che mi perplime è il fatto che non posso caricarle in giro (di certo non giro con le boccette di metanolo!) e poi che devo maneggiare 'sto liquido.... Un po' mi infastidisce che magari mi sbaglio e fuoriesce..... Ma che schifo!

I film più commoventi della storia del cinema

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Questa classifica è seria, cioè almeno stavolta si fa votare il pubblico su qualcosa sulla quale è sicuramente comepetente.
Primo Ghost, secondo Bambi, terzo ET, quarto Titanic, poi Voglia Di Tenerezza e Ufficiale e Gentiluomo.
E' un sondaggio americano e gli americani si sa guardano solo il loro cinema. Se no bisognava mettere per forza Addio Mia Concubina. Mi meraviglia non ci sia A.I. c'è qualcuno che davvero non ha pianto? Probabilmente è il fatto che ha incassato poco. Inevitabilmente queste classifiche premiano sempre i film di maggiore incasso anche quando si parla di film commoventi.

18.9.05

Un Film Parlato (Um Filme Falado, 2003)
di Manoel de Oliveira

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Con lo stile che contraddistingue i film francesi de Oliveira gira un film che ha volutamente nelle discussioni e nella parola il suo centro (da cui anche il titolo). Non ha paura delle accuse di didascalismo questo è certo come io non temo d'accusarlo di questo.
Attraverso il viaggio della protagonista (una professoressa di storia) e di sua figlia che tocca Marsiglia, Pompei, Il Cairo ed Instanbul, il regista ha modo di ripercorrere per sommi capi tutta la storia dell'occidente europeo, dandone una visione volutamente antimilitaresca. Ma tutto il film è un innno all'antimilitarismo attraverso la riscoperta storica delle guerre insulse del passato.
Nella seconda parte poi c'è un lungo dialogo a tavola, quasi teatrale ed altamente simbolico, tra 3 signore ed il capitano della nave, ognuno di una nazionalità diversa, ognuno parlante la propria lingua, ma tutti si capiscono e si intendono sia linguisticamente che teoricamente. E' un dialogo sui tempi andati l'eredità culturale europea, le sue radici e l'esigenza di capirsi.
Il film, dopo essersi trascinato in maniera abbastanza lenta per un'ora e mezza, ha negli ultimi 5 minuti un sussulto improvviso, e un finale totalmente a sorpresa che sottolinea con forza il decadentismo di tutto il film.
Personalmente ho visto tanto mestiere e poca maestria e delle maniere quasi viscontiane nel compiangere la fine di un mondo, di uno stile di vita e di alcuni ideali nei quali non sono non mi rispecchio ma di cui festeggio la morte.





Le previsioni del futuro sono sempre armi a doppio taglio

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Abbiamo toccato quota due miliardi di abbonamenti telefonici. Il che vuol dire che non ci sono 2 miliardi di utenti di telefonia cellulare, poichè molti hanno più d'un abbonamento o ci sono molte schede telefoniche inutilizzate (o altresì dette "silenti"), tuttavia è un dato significativo perchè questa quota è quasi un terzo della popolazione mondiale. Secondo Nokia poi, entro il 2010 si arriverà a tre miliardi, contando sui mercati emergenti di Cina, India, America Latina ed Africa.
Tutto questo mi ha fatto venire in mente una cosa letta un po' di tempo fa su Wired cartaceo. Vi era scritto che, date le tendenze della tecnologia attuale, entro 150 anni tutti quanti, in media, avrebbero scritto una canzone, girato un film o scritto un libro. Un'affermazione che può sembrare stupidissima, ma stupidissimo era anche pensare nel 1870 che di lì a 130 anni, in media, tutti al mondo avrebbero fatto una telefonata.

Venerdì 2 dicembre

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In tutti i negozi di videogiochi.

17.9.05

Il Castello Errante di Howl (Hauru no ugoku shiro, 2004)
di Hayao Miyazaki

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Prima di andare a vedere il film mi ero chiaramente documentato sia sulla carta stampata che sui blog per capire se aspettarmi l'ennesimo capolavoro della vita, ma non preva fosse così, ho letto sempre recensioni molto critiche che quasi sempre finivano con "però è un capolavoro miyazakiano".
E in effetti è così. Cioè Il Castello Errante di Howl è a tutti gli effetti un capolavoro, un'opera d'arte vera. E questo non meraviglia, anzi è il livello minimo richiesto ad uno che è il più grande artista di questo tempo. E' un fim come al solito dolce, commovente, intenso, mai banale e pieno zeppo di idee, che è una cosa che non smette mai di meravigliarmi.
Anche questa volta Miyazaki ha ghermito il mio animo.
Va detto tuttavia che, contrariamente al passato, in questo film ci sono molte soluzioni estetiche e qualche soluzione narrativa che già si sono viste nel panorama delle opere miyazakiane. Da sempre il genio giapponese è fissato con alcuni temi che si reincontrano in tutti i film, ma quello è normale, un po' meno lo è il risolvere alcuni personaggi, caratteri o scene nella medesima maniera. La matrice fondamentale, è subito chiaro, è La Città Incantata, che già si era distaccato moltissimo da tutto il resto della sua produzione specialemente per suo il ritmo molto più lento e riflessivo e costituisce ad ora la punta più alta del cinema di Miyazaki (un vero trionfo). Sembra sia trattata quasi come un canovaccio per la realizzazione di Il Castello Errante di Howl. Gli esempi più palesi di tributi estetici sono le mutazioni che scompaiono come piume al vento, il personaggio di Testa di Rapa che molto ricorda il demone senza volto, i paesaggi e gli interni, i demoni malvagi, Howl che periodicamente e misteriosamente torna da qualche volo ferito e acciaccato come lo spiritello del fiume.... Ma c'è anche tanto altro. A me poi le astronavi militari hanno molto ricordato i velivoli di Nausicaa della Valle Del Vento, e così la grande presenza di occhi. C'è anche qualche omaggio a Devilman di Go Nagai (che è un vero esempio per tutti gli animatori) nelle mutazioni di Howl che mi ha fatto notare Frankie.
Un solo vero rimpianto è il finale rose e fiori un po' tirato per i capelli.
Ma sono tutte quisquilie e pinzillacchere. Basterebbe vedere solo la sequenza dell'infanzia di Howl con quegli spiritelli che corrono sul lago, o la scena della salita delle scale del palazzo reale (vero grande cinema) o anche solo considerare lo spirito che anima il castello Carcypahl (se non ricordo male il nome) per capire che questo è il lavoro di un'artista. Il paradosso è che ci si lamenta (ed è inevitabile che sia così dopo La Città Incantata) perchè questo film è solo eccellente e non divino. La verità è che Miyazaki è l'unico contemporaneo in grado nelle sue opere di abbandonare la forma specifica della sua arte (il cinema) per realizzare opere artistiche a tutto tondo, davanti alle sue opere provo sempre quello sgomento che tipicamente provo davanti alle opere d'arte nel non poter credere come tutto ciò l'abbia concepito e realizzato un essere umano.





16.9.05

Incredibile ma vero

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Leggo sulla cronaca di Roma di Repubblica che tra pochissimo, si potrà pagare il biglietto integrato a tempo, quello per autobus e metro, mandano un SMS da 1,15€ al 48299.
Poco tempo fa avevo segnalato che in Giappone si poteva pagare la metro con i soldi caricati sulla SIM del telefono. Non è la stessa cosa (se non c'è campo come fai?) ma chi se lo aspettava una comodità tecnologica del genere in così poco tempo!

Sono sgomentato da tutto ciò

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Andate qui. Non guardate nulla, non leggete nulla, non fate nulla, cliccate sulla destra il pulsante per scaricare il trailer. Dopo averlo visto farete tutto.
Si parla di un film autoprodotto che sia un prequel a Goldrake. Autoprodotto. E guardate che immagini. E' prematuro, ma mi sembra davvero girato con moltissima intelligenza.
Credo ne riparlerò.

Segnalato da Akille.

Maniaci si nasce

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Ma se ad uno che muore di infarto dopo aver videogiocato per 50 ore di fila staccandosi solo per andare al bagno e fare qualche pisolino gli si fosse proibito di videogiocare, quanto tempo sarebbe sopravvissuto con questi livelli di maniacalità?

Cinema nelle Vene(zie)

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Non ho resistito a rubare questo titolo a Ghezzi che lo sta utilizzando in queste sere per le sue programmazioni. In realtà devo parlare di tutt'altro e fare una dura critica sociale.
Ieri sera volevo andare a vedere Brokeback Mountain al cinema Quattro Fontane dove viene dato in anteprima solo per una sera, solo in un cinema, solo per due spettacoli per la rassegna "Venezia a Roma".
Arrivo e trovo un bel cartello (beh cartello è una parola un po' forte, sarebbe meglio dire un foglio di carta da stampante) attaccato sopra la cassa con la scritta "Brokeback Mountain ESAURITI I BIGLIETTI". Ero arrivato 45 minuti prima dell'inizio della proiezione e i biglietti erano esauriti da così tanto tempo che avevano già avuto modo di avere così tante richieste in eccesso da dover mettere il suddetto cartello.
E allora io mi chiedo: ma visto che questo capita ogni volta, visto che queste inizative (Venezia a Roma, Cannes a Roma, Taormina a Roma, Berlino a Roma ecc. ecc.) sono bellissime, utilissime (i film non sono doppiati) e remunerativissime (si riempiono i cinema anche in mezzo alla settimana) non sarebbe ora di cominciare a dare questi film in più d'una sala o per più d'un giorno? Quantomeno i film vincenti! E sfruttiamolo questo pubblico di nicchia!!

Love is the only Revolution

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Presentata ieri al Tokyo Game Show la nuova console Nintendo la cui data d'uscita è ancora ignota. Si può dire subito che questa volta Nintendo ha fatto le cose seriamente. Magari Revolution sarà l'ennesimo buco nell'acqua ma almeno non è la solita console. Avevano detto che stavano elaborando qualcosa di diverso, che non volevano copiare Playstation e Xbox, e avevano ragione!
Innanzitutto i joystick (che è la parte più succosa). Si, li avete visti nelle foto, sono dei telecomandi. Funzionano senza fili, vanno usati con una mano sola e hanno dei sensori di movimento da attaccare al televisore che registrano i movimenti del joypad. Il che vuol dire che in un gioco di pesca per lanciare l'amo bisogna fare il movimento della canna. I tasti sono le classiche freccette, start e select, un tastone A sotto le freccette e uno B nella posizione del grilletto (la posizione dello storico tasto Z).
In più ci sono altri due "a" e "b" in fondo al joystick per usarlo come i joystick vecchio stile, ruotandolo di 90 gradi.
In più c'è un extension, il cosìdetto "Nunchaku", un joystick da usare con l'altra mano solo per alcuni giochi, dotato anch'esso di un tasto grilletto Z.
Decisamente una nuova concezione di gioco, in un certo senso si dovrà reimparare a giocare con una mano sola, ma chi l'ha provato (indipendenti) assicurano che all'inizio si fa un po' fatica, ma quando ci si rilassa nemmeno ci si accorge di avere una mano libera. Certo la comodità di non avere fili è finalmente rivoluzionaria, in più nessuno mi venga a dire che questo joystick telecomando non centra nulla con le altre funzionalità della console. Non credo infatti che nel momento in cui ho un telecomando in mano Nintendo Revolution non avrà come Playstation e XBox, funzioni di lettore DVD, navigazione internet ecc. ecc.
Altra notizia seria è che finalmente anche Nintendo si è convertita al design, dopo l'orripilante GameCube, Revo è proprio bella come console.
Ultimo capitolo i giochi. Nulla è stato ancora detto. Però a presentare il tutto c'era il mitico Shigeru Miyamoto il deus ex machina di Nintendo, l'unica grande star del mondo della videoludica, il creatore di Mario, Luigi, Donkey Kong e Zelda (tanto per dire). Faccio sempre il tifo per la Nintendo.

15.9.05

Le grandi rivalutazioni della storia

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Sentieri Selvaggi (solitamente una bella rivista) ha deciso di rilanciare Ron Howard. Ha deciso che va rivalutato. E lo fa a partire da Cinderella Man che non ho visto e del quale quindi non parlerò benchè smani dalla voglia di distruggerlo.
Però le restanti affermazioni che fanno sul cinema di Ron Howard, posso dirlo, sono assurde. Addirittura Paolo Tenca arriva a dire che si tratta di classicismo antiautoriale (come impossibilità di un’autorialità che non sia quella della macchina-cinema), quando il vero grande problema di Ron Howard (neanche dei suoi film, proprio suo) è il fatto che voglia proporsi come un autore ma i suoi film sono indagini di una superficialità imbarazzante su tematiche scontate. Addirittura viene paragonato a Clint Eastwood e Carpeneter, ultimi interpreti di un cinema classico, quando neanche un'opera di Howard raggiunge la complessità o la sensibilità (a seconda dei casi) dei film di questi autori.
Nel pieno delirio rivalutatorio Tenca finisce incensando ogni film di Ron Howard, i casi più clamorosi: Con Willow (‘88), scritto e prodotto da Lucas, c’è l’approdo al fantasy ma anche ad un certosino lavoro di riesumazione del grande cinema popolare che fu [...] Fuoco assassino (‘91) che metaforizza in modo esemplare l’anima viva del fuoco, quella che brucia nella mente e si fa strada col pensiero recando distruzione [...] Con Ransom Il riscatto (‘96) Howard dà una versione calibratissima del suo manicheismo impossibile e malamente frainteso (cioè il manicheismo ora è un pregio e noi non lo capiamo???).
Gran finale: La fiaba post-burtoniana de Il grinch (‘00), campione d’incassi negli Usa, è una gradevole fuga capriana dal bene-consumo e dalla plastica bellezza mostruosamente insita in sé.
Post-burtoniana?? Qui ti sei tradito. Mi avevi quasi ingannato ma hai voluto esagerare. E' tutto uno scherzo vero?

Vi ricorderete di me per film come...

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E' morto Robert Wise. Io lo ricorderò per Tutti Insieme Appassionatamente (troppi ricordi).

E apprendo ora che la mia ignoranza mi aveva occultato che è stato montatore per Orson Welles in Quarto Potere e L'Orgoglio Degli Amberson (e quindi forse è stato proprio lui la mano che ha eseguito gli scempi voluti dalla produzione...)

14.9.05

L'ennesima guerra per l'egemonia su uno standard

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Il punto della situazione sulla guerra dell'instant messaging. Chi sono i player? Dove stanno i soldi? Che succederà?

Ancora co' sta storia??

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Non ci posso credere! Hanno tirato fuori per l'ennesima volta la storia che "tutte questi giovani con la loro musica ascoltata con quelle cuffie nelle orecchie diventeranno sordi".
Era una cosa che già si diceva con il walkman e si è rivelata, com'era ovvio, ridicola e ora la ritirano fuori a proposito dei lettori Mp3 aggiungendo che: "Questa volta la questione è seria perchè questi giovani ascoltano molta più musica dei loro (ormai vecchi giovani) predecessori". E la cosa peggiore è che Wired e ArsTechinca gli danno spago...

Il migliori film della passata stagione

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Sentieri Selvaggi ha pubblicato i risultati del mega sondaggione sul film migliore della passata stagione, di cui avevo parlato qui, dando le mie preferenze.
Incredibilmente i risultati finali sono abbastanza in linea con le mie preferenze.
Non avevo votato per Million Dollar Baby, ma sono lieto che sia nella lista, era il mio quarto. Non mi aspettavo che qualcuno avrebbe apprezzato Almodòvar come me, mentre sono piacevolmente sorpreso di vedere Oldboy e Ferro3.

Ma è SUPERcult!!!

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Il 20 settembre al festival del teatro musical di New York verrà presentato il musical sulla vita di Steve Jobs e Bill Gates intitolato "NERDS". Ma che meraviglia! La storia dovrebbbe concentrarsi su come da nerds passino a ricchi uomini d'affari ma rimanendo sempre e comunque nerds dentro.
Ci sono canzoni supercult come il rap di windows o ritornelli tipo: "potrei comprare il mondo intero con un terzo della mia fortuna, adesso sono 'cool', mi avete sentito?!".
Dev'essere meraviglioso.

13.9.05

Avrebbe 107 anni

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Questo stesso giorno nel 1898 Hannibal Williston Goodwin brevettava la pellicola fotografica in celluloide.

La prossima scadenza

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Dal 26 settembre Yahoo! farà partire un sito affiliato che si occuperà di seguire tutte le guerre del pianeta. Farà apertamente concorrenza alla televisione.
E' una vita tassonomica.

100$ ed è tuo

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Per chi è cresciuto con il NES è bellissimo il nuovo Gameboy Micro.

Non c'è più religione

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Apre oggi il primo parco Dineyland in Cina.

Un po' di numeri

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Qualche statistica per gradire.
Secondo un sondaggio Harris Interactive il 20% degli adulti americani crede che VoIP sia un modello di automobile semielettrica europea ed il 10% crede sia un tipo di vodka a basso contenuto di carboidrati.
Secondo The Yankee Group invece, sempre in America, le telefonate personali da apparecchi wireless hanno superato quelle da apparecchi fissi. Anche se solo il 35% dlla popolazione ha un apparecchio wireless

12.9.05

Ma che ce deve fa'?

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Ebay ha comprato Skype per 4,1 miliardi di dollari. E ora che ci fa?

Lo spiega Vittorio Zambardino.

11.9.05

Sugarland Express (The Sugarland Express, 1974)
di Steven Spielberg

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Esordio cinematografico (eh si perchè Duel fu inizialmente distribuito in televisione) di Spielberg all'insegna dell'omaggio al grande cinema americano (come tutta la prima parte della sua carriera). Da subito sono evidenti tutte le caratteristiche principali della sua tecnica. Grandi riferimenti al cinema di Ford e Welles, grandi tecnicismi, molto ritmo ed un modo molto personale di gestire i dialoghi tra personaggi e tra comprimari. Sembra quasi di vedere Lo Squalo (che arriverà l'anno dopo) in alcuni momenti, per come sceglie spesso di girare al tramonto per prendere le nuvole dipinte d'arancio e come cura il sottofondo (sia visuale che auditivo) delle scene.
Folli tecnicismi anche in questo film, c'è il primo pianosequenza di 360° all'interno di una macchina mai girato, ed è perfettamente funzionale alla trama, se non lo si sa neanche lo si nota.
La trama anche ha un che di spielberghiano, è si tratta da una storia vera, ma i toni surreali toccano in molti punti il favolistico, i personaggi vivono in un mondo d'illusioni, e come dei bambini procedono verso il loro obiettivo convinti che tutto andrà bene.
Credo che a questo film ed alle lunghe sequenze della macchina dei fuggiaschi inseguita da tantissime macchine della polizia si sia ispirato John Landis per i Blues Brothers.
Si fa un gran dire della prestazione di Goldie Hawn che a me è sembrata piatta come al solito e condita d'urla.