31.12.05

Due filmati arrivati con le segnalazioni

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La città degli stuntman
Spot pubblicitario super cult segnalatomi da Valerio

Comunicazione a rumori
Corto in CG carinissimo segnalato da Giavasan

Sono sempre stato negato per i lavori manuali

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Cristian Contini spiega come costruire la dreammachine artificio per far lavorare il cervello come se stesse sognando, cioè credo avere delle vivide allucinazioni, in maniera del tutto naturale, serve solo carta penna e forbice.
Se qualcuno costruisce questa Dreammachine me ne fa una copia anche per me, il giradischi già ce l'ho...

Un Americano a Parigi (An American In Paris, 1951)
di Vincente Minnelli

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Inutile parlare di un soggetto o di una trama per un film del genere, il cannovaccio è come sempre il medesimo: una storia d'amore potente e passionale che si scontra con un impedimento che sembra insormontabile ma che alla fine sarà sopraffatto.
Certo in questo caso è particolarmente labile la trama, ci sono anche alcuni buchi, ma ha davvero poco senso fermarsi di fronte a queste cose guardando un musical di questo tipo.
Punta altissima della carriera di Gene Kelly e di quel momento del genere musical (rimangono insuperate le opere con Fred Astaire degli anni '30), per il sottoscritto superiore anche al ben più noto Cantando Sotto La Pioggia (dell'anno dopo), questo Un Americano A Parigi, conta chiaramente su una regia più seria del successivo (che invece è diretto da Gene Kelly stesso e da Stanley Donen), che si diletta come detto non tanto nel dispiegare la trama ma nel disegnare una Parigi artistica e sognante, volutamente poco reale e fittizia dove a regnare è l'armonia e l'espressionismo dei colori accesi (cosa che accadrà anche in Cantando Sotto La Pioggia) e non il realismo.
A partire dai colori per arrivare alla disposizione architettonica tutto ha una funzionalità estetica come si conviene alle origini teatrali del genere, ma andando anche oltre Minnelli guarda palesemente a quello che aveva saputo fare Michael Powell con Emerich Pressburger in Inghilterra solo tre anni prima con Scarpette Rosse. La sequenza dei 17 minuti di ballo sul tema dell'arte francese è molto simile nel modo di rappresentare ed intrattenere alla sequenza cult del film inglese, ma chiaramente non a livello.
Un godimento prettamente visivo dall'inizio alla fine, una dimostrazione delle grandi capacità del cinema made in America di quegli anni e dello studio system.





30.12.05

Ricomincio Da Capo (Groundhog Day, 1993)
di Harold Ramis

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Il classico esempio del film cult. Originariamente un flop al cinema ha cominciato a crescere in popolarità con il commercio in VHS e i passaggi televisivi fino ad essere elevato a film di riferimento. Ogni 2 febbraio (il giorno della marmotta del titolo originale) su internet si sprecano i richiami al film.
Ricomincio Da Capo, per i pochi che non lo sapessero ancora, parla di un uomo costretto a rivivere sempre lo stesso giorno, ma con la memoria di quelli passati. In sostanza vai a dormire e ti risvegli che è sempre il 2 febbraio e ti capitano le medesime cose ogni volta, ma tu già lo sai.
Il film è girato molto molto bene per tanti motivi. Primo perchè non è facile per niente riuscire a narrare una storia di questo tipo dove il divertimento ed il fulcro di tutto è dato dal ripetersi delle situazioni sempre uguali a loro stesse, dove a cambiare è solo la reazione del protagonista, senza annoiare, secondo perchè in questa odissea Ramis traccia un percorso di purificazione e santità molto umano.
Il protagonista interpretato da Bill Murray per passare da cinico e meschino a buono e angelico ci mette tutto il film e passa attraverso varie fasi: la paura, l'eccitazione per la scoperta di poter fare quello che vuole senza subire le conseguenze, l'esplorazione delle potenzialità, la conoscenza, la noia, la voglia di morire e poi il migliramento di se stesso, la bontà ed infine l'altruismo. Un vero percorso di santità che passa attraverso il rifiuto dell'uso peronsale dell'onnipotenza, di stampo prettamente cattolico ma coerente e non fastidioso. Alla fine effettivamente rivivendo sempre lo stesso giorno si possono sapere e scoprire tante di quelle cose tali da essere onnipotenti e se non lo si è in quel momento di sicuro lo si sarà il giorno dopo, memori di come sono andate le cose. Lo stesso Phil dice: "Forse anche Dio usa dei trucchi, forse non è onnipotente ma sta lì da così tanto tempo che ormai sa tutto". Il concetto è lo stesso.
Inoltre il film è molto divertente, e questo conta molto, anche grazie ad un ruolo particolrmente adatto ai cinismi di Bill Murray, quando ancora non era diventato il super attore acclamato che è ora e poteva anche recitare normalmente senza dover per forza non fare espressioni.
Esiste un remake italiano del film si chiama E' Già Ieri con Antonio Albanese.





29.12.05

Che ognuno si schieri

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Da gennaio Pioneer comincerà a commercializzare i primi masterizzatori per DVD di nuova generazione Blu Ray per computer. Chiunque li compri farà una scelta di campo e si creerà nemici potenti e alleati fedeli.
Della guerra tra formati per i DVD di nuova generazione ne ho già parlato qui.

Queste si che sono cose utili

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Se piove ci si bagna di più se si sta fermi o se si corre?

via Giavasan

E dopo l'UMTS?

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Dopo l'UMTS viene l'HSDPA (High Speed Downlink Packet Access), questo lo si sa da molto. La tecnologia consiste in un miglioramento dell'esistente rete UMTS (cioè non saranno necessarie nuove antenne) come l'EDGE è stato per l'esistente rete GPRS.
Un bel miglioramento perchè sulla carta l'HSDPA dovrebbe consentire il download di un film sul cellulare in 1 o 2 minuti. Una rivoluzione simile e parallela a quella che ha subito e sta subendo la rete con il diffondersi delle connessioni a banda larga (qualcuno ricorda che fruizione primitiva si faceva di internet con il modem a 56K?).
Il primo annuncio di HSDPA europeo lo ha fatto Vodafone che si è alleata con Samsung (costruttore di telfoni numero 1 in Asia) e Qualcomm per distribuirlo in europa l'anno prossimo.

Le Avventure di Bianca e Bernie (The Rescuers, 1977)
di John Lounsbery e Wolfgang Reitherman

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Impossibile cambiare canale di fronte ai supercult della tua infanzia, specialmente se li becchi dall'inizio, che le scene iniziali sono quelle che sai più a memoria di tutte. Saranno stati 15 anni buoni che non vedevo Le Avventure di Bianca e Bernie e quante cose non mi ricordavo....
In primis non ricordavo minimamente fossi così drammatico! Al limite dello strazio, la povera orfanella che nessuno la sceglie, ma è mai possibile che negli orfanotrofi facciano vedere ai bambini i genitori che vengono e scelgono davanti a loro???
Non mi ricordavo (ma forse è meglio dire non potevo notare) quanto il personaggio di Bianca fosse modellato sulla Audrey Hepburn dei tempi d'oro....
A rivederlo cmq mi è sembrato uno dei migliori Disney: asciutto, diretto, divertente e intelligente. Molto più concreto dei contemporanei Robin Hood e Aristogatti (decisamente), ma non a livello dell'insuperabile La Spada Nella Roccia e La Carica dei 101. Per parlare solamente di quelli diretti da Reitherman.
Non ancora nella fase del citazionismo cinefilo nei cartoni animati (e nemmeno in quella dei doppiatori famosi) il film comunque si sporca con la commedia sofisticata ed in alcuni punti con il cinema della battaglia dei sessi, ma solo marginalmente, sfruttando e non citando regole e stili presi in prestito da altri generi, su tutti il film d'avventura, da qui, con tutta probabilità, il suo grande successo.
Inutile sottolineare il fatto che ci sia stato un pietoso seguito.





28.12.05

Rapporti interblogghici

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A chi interessasse sul blog di Luca De Biase si è sviluppata un'interessante discussione sul tema delle dichiarazioni del papa riguardo la tecnologia ed in senso lato l'economicismo ed il rapporto della chiesa con il mondo moderno, stretta nel dilemma innovazione/conservazione, con qualche accenno ad economia e felicità.
Qui il primo post e qui il secondo con le reazioni al primo.

Non mi stancherò mai di ripeterlo: Il grande fratello siamo noi

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E' la seconda volta che lo cito ma merita. Su Wired cartaceo di un bel po' di tempo fa lessi che facendo una stima affidabile se la diffusione tecnologica continua in questo modo tra 150, in media, ogni abitante della terra avrà composto una canzone, girato un film o scritto un libro. Può sembrare assurdo ma allo stesso modo nel 1870 sembrava assurdo che di lì a 120 anni chiunque al mondo, in media, avrebbe fatto una telefonata.
Partendo da questa riflessione e dal sempre più entrante concetto di prosumer (la nuova figura di consumer che è contemporaneamente producer), mi sono accostato alla lettura dei dati Istat sul consumo tecnologico in Italia, ed ho notato con molto piacere che seppur a ritmi blandi cresce l'utilizzo di device per la produzione (videocamere, macchine fotografiche ecc. ecc.) senza contare che continua il processo di sostituzione dei telefoni cellulari che essi stessi sono macchine fotografiche e videocamere.
Se il mondo dei consumatori diventa (anche solo parzialmente) un mondo di prosumer chi controlla chi? Ma soprattutto, si può davvero ancora parlare di controllo o è solo un'altra forma di vita pubblica?

Quali standard per il vlogging?

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Il podcasting si è diffuso (diventando anche parola del 2005) anche e soprattutto in virtù del fatto che esiste il formato MP3 e che è ormai uno standard internazionale per l'ascolto. Per standard si intende che qualunque programma moderno di lettura file audio sia distribuito è in grado di leggerlo, quindi ogni computer lo può leggere.
Per quanto riguarda il video invece non c'è un simile standard tra i file compressi. Al momento i formati che vanno per la maggiore sono il formato Quicktime (.mov) leggibile solo con le applicazioni Apple (quindi anche iTunes) e comunque pieno di restrizioni, il formato DivX (leggibile solo dopo aver scaricato il legittimo codec dal sito) e il formato xVid (idem come per il DivX), questi ultimi due chiaramente poi non sono leggibili da iTunes, piattaforma che ha fatto fare al podcasting il salto qualità poichè pubblica l'elenco continuamente aggiornato di tutti i podcasting in circolazione.
Mi sembra chiaro che allora ogni velleità di vlogging o videoblogging o videocasting si vada a scontrare con questo, anche perchè molti lettori mp3 e video stile iPod Video leggono file in un formato proprietario, cioè esclusivo e non leggono gli altri. Ma non tutti per esempio non lo Zen Vision della Creative.
A che mi serve scaricarmi il video blogging se non ne posso godere in mobilità, a che mi serve la PSP o l'iPod Video se non mi ci posso vedere i video blog sopra.
Per il momento i vlog sono ancora in una fase immatura e forse è meglio che non si vedano, somigliano tantissimo alle trasmissioni televisive sono poco personali e un po' ridicoli, ma se in un futuro dovessero sviluppare un'autonomia come si potranno diffondere se possono essere visti solo sul computer? Mi sembra di essere tornato all'antico miraggio della tv sul pc....

Hiroshima Mon Amour (id., 1959)
di Alain Resnais

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Anno incredibile il 1959, furono girati I 400 Colpi, Fino All'Ultimo Respiro e Hiroshima Mon Amour e solo per parlare del cinema francese.... Ma era l'inizio della Nouvelle Vague....
Cmq Hiroshima Mon Amour si distacca molto da i primi due elencati, non ugualmente rivoluzionario anche se molto innovativo, soffre un po' dell'eccessiva letterarietà della sceneggiatura scritta dalla scrittrice francese Marguerite Duras, e invece trionfa nella comunicatività, che è poi quello che lo unisce al resto della nouvelle vague.
Al pari dei film di Truffaut infatti questo primo lungometraggio di finzione di Resnais colpisce in maniera subdola e per vie traverse grazie alla potenza delle immagini. Per la parte giapponese Michio Takahashi fa un lavoro di fotografia eccellente (e infatti vedendo anche solo le prime scene subito balzano alla mente film dell'epoca come Scandalo), a metà tra lo stile giapponese e le esigenze di attulità della nouvelle vague. Il risultato è uno splendore formale altamente artificiale (raro per il movimento francese) misto ad inquadrature, gesti e scene molto nouvellevaghiane, specialmente per quanto riguarda i corpi che si sfiorano si toccano e si desiderano. Nonostante la detta prolissità e la eccessiva, almeno per lo spettatore moderno, poeticità esibita dei dialoghi della Duras, da subito il film è fortissimo e colpisce nell'intimo, il rapporto tra i protagonisti è incredibilmente delicato e potente.
A rendere il film parte del movimento francese è anche il citazionismo spinto, molti i riferimenti al cinema italiano dell'epoca, in particolare al Rossellini di Viaggio In Italia (e non solo l'abbraccio nella folla), notoriamente amato dai critici dei Cahiers du cinema.
Al pari della scenggiatura anche il soggetto è molto complesso, il film riflette sull'oblio, la dimenticanza del corpo e della mente (tema affrontato da Resnais anche nei doumentari precedenti), partendo dall'esplosione dell'atomica ad Hiroshima ed i suoi danni e proseguendo all'oblio nella storia d'amore dei due, e del trauma della protagonista.
Capace di fondere moltissimi generi, dal documentario al drammatico al film di denuncia, Resnais confeziona un'opera "impossibile", tanto sono in equilibrio le sue diverse parti, ed "incredibile" tanto è forte il suo impatto.





E' giusto così

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Pc World attraverso un sondaggio ha stabilito i 50 gadget fondamentali degli ultimi 50 anni. Vince il Walkman della Sony com'è giusto che sia, secondo l'iPod (ma bisgona vedere ancora se meriterà questa posizione) e solo settimo l'Atari che invece secondo me avrebbe meritato di più.

27.12.05

E non mi sento in colpa neanche un po'

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Stavo scaricando da iTunes una puntata di Desperate Housewives da vedere sul mio iPod video, mentre parlavo con un mio amico del Connecticut via Skype. Nel frattempo stavo trasmettendo via bluetooth un documento Word dal mio telefonino alla stampante e mi chiedevo per quale diavolo di motivo non ho ancora il navigatore satellitare TomTom sul mio Treo, fondamentale per muoversi in città con lo Scarabeo. Poi ho controllato sulla Zagat del Treo le recensioni dei migliori ristoranti di Chicago e i locali jazz del Wisconsin, subito dopo aver letto gli editoriali del Washington Post e aver avuto conferma che nei cinema newyorchesi intorno a casa mia non c'è nessun film che mi interessi, perlomeno negli orari a me più comodi. Improvvisamente, sempre sul Treo, mi è arrivata un'agenzia Ansa che dice: "Primo messaggio natalizio del Papa: Uomo tecnologico rischia atrofia spirituale".”
da Sofri che cita Camillo

Con che coraggio?

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Nell'intervallo di un film registrato da Rete4:
TGCOM - Paolo Liguori: "Questa volta vogliamo augurarvi buone feste e un felice anno nuovo. Un anno in compagnia di TGCOM, come del resto quello passato in cui vi abbiamo fornito notizie e aggiornamenti in tempo reale, su internet, sul cellulare, e negli intervalli dei film. Quani film abbiamo interrotto per darvi i principali aggiornamenti? Quanti?"
Spettatore: "E NO! 'QUANTI?' LO DICO IO!!"

King Kong (id., 2005)
di Peter Jackson

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Fossero state 3 ore di pure intrattenimento di qualità sarei stato ampiamente soddisfatto, anche perchè penso che Peter Jackson la qualità la possa tirare fuori, ma assolutamente non è accettabile un film dove c'è almeno tutta la prima delle 3 ore da buttare e l'80% dei personaggi è ridicolo. E' inaccettabile anche se le restanti 2 ore e i restanti personaggi sono buoni.
Se il film iniziasse dall'arrivo sull'isola e finisse (come finisce) con la morte della grande scimmia sarebbe decisamente un signor film. Invece...
Invece Peter Jackson ansioso di dipingere lo splendido affresco storico di New York della depressione sfocia nel più becero ronhowardismo, luoghi comuni, battute eccessivamente "filmiche" (nell'accezione peggiore) personaggi tagliati con l'accetta e nessuna originalità. Un'ora di inutilità a tratti anche mal girate.
Tutt'altra pasta quando si arriva sull'isola del teschio, abitata da una tribù molto signoredeglianelliesca, lì si comincia a vedere azione e coinvolgimento. Il film diventa molto più simile a quello che erano gli intenti di Cooper e Schoedsack nel 1933, un film d'avventura esotico con un finale altamente sentimentale e simbolico. Spettacolari le sequenze della carica dei brontosauri e tutte quelle delle lotte di King Kong (ma lì ogni giorno è così?), veramente puro intrattenimento. Certo al vedere quei dinosauri non può non venire in mente (se non altro per affinità) il Jurassic Park di Spielberg e il confronto (nei termini dell'azione) è decisamente impietoso. Quell'uomo nel 1993 aveva tirato fuori un'opera tecnicamente anche più valida (in King Kong ogni tanto si vede che alcune scene sono girate su un fondale, in Jurassic Park si usano solo gli effetti speciali che sono trasparenti per davvero), e sicuramente più solida nello scorrimento, tesa ed emozionante dall'inizio alla fine. Ma quello è Spielberg.
Come molti hanno detto è particolarmente ben riuscito il rapporto Naomi Watts/King Kong, autenticamente fiabesco (cosa non facile), ma soprattutto, forse unica cosa veramente valida, è il personaggio di Jack Black il regista senza scrupoli, votato al dio denaro ma in fondo anche all'arte pronto a sacrificare tutto non solo per il successo ma anche per un'opera incredibile.
Infine è fuori discussione la riuscita tecnica di tutta la sequenza sull'Empire State Building.
Infine infine se si vuol davvero fare un paragone con il film originale (dimenticando che ce n'è stato anche uno negli anni '70), l'unica cosa con un certo senso che si può dire è che se quello del '33 tra le mille cose per le quali si connotava e per le quali stupì il suo pubblico, c'era la tecnica (in quel caso stop motion) che consentiva l'animazione e la presenza accanto agli attori del gigantesco scimmione, così anche una delle cose più stupefacenti è l'interazione e l'animazione di King Kong. Fatta nel medesimo modo in cui era fatta quella di Gollum ne Il Signore Degli Anelli (anche con lo stesso attore, Andy Serkis), questa tecnica usata quasi solo da Peter Jackson porta gli effetti speciali nel regno del sentimento e della recitazione.

King Kong (id., 1933) di M. Cooper e E. Schoedsack su Pellicole Rovinate





26.12.05

Tutti i segnali ci sono

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Internet ha molti padri, nato come progetto militare nel 1969 e poi trasformato in rete mondiale nel 1992 si basa sugli studi in materia di ipertesto di Nelson e sulle idee di Vint Cerf e Bob Kahn, ma il World Wide Web cioè il modo con cui viene sfruttata l'infrastruttura di internet (pagine in HTML connesse in maniera ipertestuale da computer che comunicano attraverso i protocolli TCP/IP) è un parto di Tim Berners Lee.
Tim Berners Lee ha aperto da poco un blog e questa non è una notizia, ormai lo sanno tutti. Più interessante è capire perchè il papà del web abbia aperto un blog solo ora. Siamo davvero davanti alla rivoluzione del web 2.0, lo sostiene anche lui. Internet si sta avvicinando molto a quello che lui aveva in mente nel 1992 quando mise in piedi il primo sito, un terreno di confronto e arricchimento comunitario dove tutti siano produttori di contenuti e contemporaneamente fruitori.
E' un momento di transizione strano, internet sta diventando qualcosa di diverso.
E' ufficiale.

La Città Delle Donne (1980)
di Federico Fellini

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Poco dopo Il Casanova di Federico Fellini, il regista riminese torna ad indagare il tema della perduta sessualità e di un nuovo rapporto con le donne. Fonde così sia parte delle istanze del Casanova che parte delle istanze di Amarcord, tracciando un percorso onirico tra le donne della sua vita fino a quelle della modernità.
Un modo autoritario e arrogante di fare i conti con il femminismo e le femmine nel senso più lato possibile. Ma più che i contenuti e gli intenti del regista quel che delude è la programmatica oniricità. Mentre nell'insuperato e insuperabile Otto e mezzo, il regno dell'onirico era perfettamente fuso con il regno del reale, e la comunicazione tra i due avveniva per un continuo e incredibilmente trasparente slittamento dello spettatore, qui il passaggio è netto e dichiarato, il protagonista (il solito Fellini/Mastroianni) si addormenta in treno e sogna, sogna delle sue donne.
E' un classico Fellini ultima maniera, totalmente svincolato dal realismo, autoreferenziale al massimo e narciso.
E come spesso accade nei Fellini ultima maniera il film parte molto dinamico e con l'incedere lentamente si spegne nel ritmo e si accende nelle pretese.





25.12.05

Costi bassi ma per chi?

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Su Repubblica.it un bel pezzo sulla tecnologia low cost destinata ai paesi africani che spesso finisce per tornare in occidente.

23.12.05

Lezioni di Piano (The Piano, 1993)
di Jane Campion

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Le cose vanno più o meno così. Sei a casa, devi lavorare, non perchè te lo impongano ma perchè te lo imponi tu sennò le cose vanno ancora peggio di come stanno, fai una pausetta dopo pranzo, giusto il tempo di goderti i Simpson, poi sei colmo di buoni propositi, ma prima di rimetterti al computer hai la malugurata idea di fare un secondo uno zapping su Sky, solo per curiosità. Il primo canale su cui capiti, Studio Universal, dà Lezioni di Piano. E' appena iniziato. Dopo 5 minuti di magnetica attenzione, hai un minuscolo momento di lucidità e realizzi che quel pomeriggio è buttato, allora ti metti comodo e te lo godi. E che goduria a quel punto.
Rimango sempre estasiato di fronte alla fotografia meravigliosamente umida di quel film... Quelle inquadrature con dominante blu, in mezzo alla foresta, quelle rare incursioni nel colore, ma solo nei giorni migliori, con pellicola virata sul verde e sul rosso come nelle migliori scene di Un Angelo Alla Mia Tavola, quel mare.... Un modo di creare un senso panico della natura veramente inusuale, ma efficacissimo. E che meraviglia Holly Hunter... Potrei andare avanti incensando questo film per ore.
Tuttavia so che per molti è un film da odiare su tutta la linea che genera anche molto fastidio.
Certo il buon Sam Neil non ha tutti i torti: si è comprato una moglie e ha dovuto pagare il trasporto di lei (una figlia a carico) e tutti i loro beni, oltre poi a mantenerla e questa oltre a non parlare non se lo caga di pezza e lo tradisce con un maori. Ti credo poi che gli stacchi un dito, mi sembra il minimo!
Maschilismi a parte, c'è pure un Harvey Keitel strepitoso e più che altro riflettevo che il buon Harvey c'è sempre nei film che contano, sta lì e fa la sua grande prestazione.
C'è una strana alchimia che pervade il film che sembra essere filtrata dalle inquadrature mai banali, alle volte sbilenche, alle volte rivolte verso il cielo, questo crea un senso di straniamento, assieme ai luoghi fastidiosamente impervi ed umidi dove si svolge tutta l'azione, che è l'essenza stessa del film. Tutto contribuisce a creare uno scenario strano e lontano mille miglia dalla vita quotidiana degli spettatori, ma con un'autenticità vera quanto un film dei fratelli Dardenne. E questo mi sembra il senso ultimi della narrazione cinematografica.
Non parlerò della colonna sonora che mi sembra superfluo.
Jane Campion non è mai stata nè è più tornata a quelle punte pur continuando a fare un cinema in quella direzione, cercando di trasmettere i sentimenti incomunicabili e una forma intellettuale di poeticità.
Per quanto mi riguarda tutto il film sta nell'inquadratura finale nel silenzio degli abissi attaccata alla corda che la lega al piano.






E dire che una volta avevate la ghigliottina...

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In Francia è stata approvata una legge che prevede una tassa sulle connessioni ad internet, in modo da poter almeno parzialmente risarcire gli artisti delle perdite subite a causa della pirateria online. In questo modo, di fatto, diventa legale scaricare musica da internet per fini personali, cioè in sostanza non per fini di lucro.
Una soluzione in totale controtendenza a ciò che accade nel resto del mondo.

Consigli per le registrazioni

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Sono online i consigli per le registrazioni di Pellicole Rovinate.

Segnalazioni

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Per la scansione temporale della nostra esistenza (secondi, minuti, ore, giorni, mesi e anni) ci basiamo sulla rotazione della terra attorno al sole e della terra sul suo asse. E funziona.
E' stato però scoperto che la terra compie queste rotazioni in modo irregolare, dunque ogni tanto è necessario compensare l'irregolarità (no come il 29 febbraio che è una cosa regolare).
Lo IERS International Earth Rotation and Reference Systems Service, con sede all'osservatorio di Parigi, ha decretato che quest'anno per recuperare e rimetterci in pari l'ultimo minuto del 2005 durerà 61 secondi.
Letto su Giavasan

Invece Emmebi (sempre solerte nel monitorare il mondo dell'advertising) segnala questo spoof o presa per il culo dello spot mastercard, quello "Ci sono cose che non si possono comprare per tutto il resto c'è Mastercard", pare dietro ci sia la Visa. Devo ammettere che è spettacolare.

22.12.05

Non siamo abituati ad essere all'avanguardia

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Forte della vittoria in tribunale di venrdì scorso 3 ora rivendica il suo diritto a trasmettere in streaming sui telefoni cellulari i 25 film della Eagle Pictures che ha acquistato a dieci giorni dalla loro uscita cinematografica. I prossimi due sono Memorie di una Geisha, che dovrebbe essere visibile sui telefoni dal 27 dicembre, e The New World (il prossimo capolavoro di Malick).
Il bello è però che a detta di Carlo Bernaschi presidente dell'Anem, non faranno come hanno fatto con The Interpreter, cioè minacciare di levarlo dalle sale immediatamente, perchè la Eagle gli ha assicurato che i film andranno sui telefoni cellulari solo 4 mesi dopo l'uscita cinematografica.
La Eagle poi aggiunge che lei non detiene i diritti di trasmissione wireless dei film distribuiti. La reazione di 3 non è delle migliori, loro infatti hanno comprato questi film dalla Eagle e non vogliono trovarsi ad aver comprato il nulla.
Il fatto è che siamo il banco di prova per questa unova modalità di distribuzione, siamo i primi al mondo e affrontiamo per primi le polemiche e i litigi. Vedremo che succederà il 27, come potrà la Eagle sostenere di aver venduto a 3 qualcosa che non ha.

Match Point (id., 2005)
di Woody Allen

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Te lo promuovono come un film assolutamente non-alleniano e per certi versi è vero, ma in fondo l'affermazione è falsa. Match Point è formalmente diverso da qualsiasi Allen visto finora ma perfettamete in linea con tutto quello che ha fatto in precedenza.
Dalla seconda metà ha una struttura a thriller, prima è più un film intimista sulla società inglese (di fondo Allen ha sempre ritratto degli americani molto simili agli europei), ma di fondo è un film che parla dell'impossiblità di mantenere rapporti stabili tra uomo e donna e parla dell'assenza di un disegno intelligente, della vita dominata dal caos (o fortuna, che dir si voglia), utilizzando personaggi altoborghesi inseriti in un ambiente intellettuale. Niente di più alleniano.
Chiaramente io sono entrato in sala con gli occhi spalancati per cogliere in questa nuova forma tutti i segni tipici del cinema di Woody Allen, che per inciso adoro. E non è stato neanche troppo difficile. A partire dai titoli di testa (uguali a tutti gli altri film di Allen), dalla colonna sonora e dalla prima inquadratura (bellissima), si procede poi con i moderati movimenti di macchina tipici del regista americano e il modo di integrare la colonna sonora con le scene descrittive (le prospettive e i punti di vista sono sempre quelli). Le immagini in interno in moltissimi casi sono quelle tipiche a cui Allen ci ha abituato. Solo i dialoghi non sono canonici (anche se in alcuni casi....).
Curiosità a parte Match Point è un film decisamente bello, che si prende tutto il tempo per parlare di quello che gli interessa, ha un andamento lento che non annoia e sparge qua e là moltissimi elementi di thriller e suspense in maniera crescente. Il finale è sorprendentemente intelligente e dà senso a tutto il film, svelandone gli intenti e le motivazioni di fondo.
La scelta dei colori è molto molto precisa e anche questa ricorda film precedenti come Settembre (dove i colori in questione erano le tonalità bianco/baige/marrone). In sostanza Allen si diverte a giocare con il thriller per la prima volta nella sua vita. Penso che in fondo questo film possa generare nello spettatore la medesima sorpresa che si ebbe all'epoca di Interiors, il primo film serio.
Si conferma che Woody Allen è un dei registi più poliedrici mai visti, capace di affrontare con una qualità media altissima diversi generi e scrivere diversi tipi di trame ma sempre portando avanti un discorso coerente e personale. La pecca del film (che spesso affligge i lavori di Woody) è un po' di freddezza, bisogna aspettare la parte finale perchè il film si riscaldi davvero. Tuttavia sequenze come quella nel campo di grano, sono cinema al 100%, e l'ironia con cui risolve impeccabilmente la trama è degna della splendida mente del regista, una conoscenza del cinema e una sapienza nel giocare con i generi e le aspettative degli spettatori rara.
Ora comincio a contare i giorni che mancano all'uscita di Scoop il prossimo film londinese con Scarlett Johansson.





Dinamismi

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Un cavallo supera di slancio un filo spinato nella neve nel villaggio di Citluk, presso Sjenica, a circa 330 km a sud-ovest di Belgrado, in Serbia. Negli ultimi due giorni Sjenica è stato uno dei posti più freddi d'Europa: la temperatura è scesa fino a -24 gradi (Mzwele/Epa)

21.12.05

Zeitgeist e buoni propositi

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E' online Google Zeitgeist 2005, l'annuale reporti di Google che oltre a mostrare le cose più cercate dell'anno sul motore di ricerca numero 1, fa anche delle curiose aggregazioni di dati per vedere i trend nel corso dell'anno.

Sempre parlando della compagnia dei Mountain view, esce oggi su questo blog, la notizia che kozuru, una piccola internet company è stata bannata dall'accedere alle API di Google. In sostanza Google consente a chiunque di utilizzare i propri risultati mettendo a disposizione la parte terminale del codice su cui si basa, così che chiunque possa sviluppare piccole applet che sfruttano quel motore di ricerca; kozuru aveva sviluppato un sistema che prende i risultati di una ricerca su Google e li filtra attraverso un suo sistema di ranking, proponendoli all'utente secondo la sua scala di priorità, cioè i medesimi risultati ma messi in un diverso ordine di importanza. Pare che questo sistema fosse molto migliore di quello di Google. E sempre pare che kozuru sia interdetta dall'accedere alle API di Google. Tutto da verificare.

Giusto perchè lo sappiate

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Time Warner vuole vendere il 5% di AOL (il più grande internet provider e portale americano, 25 milioni di abbonati), e non lo compra Microsoft come si pensava ma, è ufficiale, Google.
Obiettivo IPTV.
Può essere qualcosa di rivoluzionario.

Speriamo Che Sia Femmina (1986)
di Mario Monicelli

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Appartiene all'ultimo filone di film monicelliani Speriamo Che Sia Femmina, quello per intenderci che comprende anche Parenti Serpenti, fatto di film corali e, rispetto al passato, più di costume che di umanità. Non che questo sia a priori un difetto, ma nella pratica non c'è nulla di questo periodo a livello dei precedenti (forse in qualche punto Cari Fottutissimi Amici).
E' in sostanza un film sulle donne, e questo non è difficile da capire, a mano a mano che la trama si scioglie aumenta la presenza femminile e dimnuisce quella maschile fino al culmine, la scena nella cucina in cui Liv Ulmann prende la decisione di non vendere la tenuta, che vorrebbe essere la scena madre del film, che tira le somme delle donne con le donne. Dico "vorrebbe" perchè tutto mi sembra troppo superficiale e poco incisivo, mentre altri aspetti del film, il carattere e i rapporti intrattenuti con la tata Athina Cenci per esempio, sono molto più interessanti, la psicoloia delle 5 differenti donne (6 con il personaggio appena accenanto della Sandrelli) non è che sia così accattivante come forse (il condizionale è d'obbligo) dovrebbe o vorrebbe.
C'è anche da dire che per quanto ritenga Monicelli un grandissimo autore che nulla ha da imparare da nessuno, se si parla di film sulle donne, io, che sono della generazione Almodòvar, sono abituato ad altre cose.
Stranamente, benchè il film sia diretto e scritto da italiani e abbia metà del cast italiano e sia ambientato in Italia e solo il 50% della produzione sia francese, è girato tutto in francese...
Ultima notazione, non so se sono io o capita tutti o è proprio così, ma influenzato forse dalla presenza di Liv Ulmann, questo mi è sembrato decisamente il più bergmaniano dei film di Monicelli...





Il passo del gambero

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Loredana Lipperini copia e incolla sul suo blog una geniale Bustina di Minerva di Umberto Eco comparsa qualche tempo fa su l'Espresso, che parla di come la tecnologia più va avanti e più sembra tornare indietro.

20.12.05

Illybucks

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Oggi sul Corriere (cartaceo) leggo che la Illy vuole aprire una catena di cafè in franchising dal nome Espressamente Illy, o una cosa del genere non ricordo bene, sullo stile Starbucks ma che punti molto sul design (a progettare gli interni architetti "di grido") e sul mondo Illy (calore, professionalità, qualità e (aggiungo io) europeismo (proprio in contrapposizione a Starbucks)).
Obiettivo aprirne almeno 500 in tutto il mondo al ritmo di 50 l'anno. 50% in Italia e 50% nel resto del mondo.
Ma ce li mettono gli hot spot Wi.Fi.?

A History Of Violence (id., 2005)
di David Cronenberg

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Meno male che ho letto su FilmTv scorso che A History Of Violence è una cosa che gli è stata affidata in corsa, che non lo avrebbe voluto fare ma ci si è trovato e che ha cercato per quanto poteva di piegarlo alla sua volontà.... Meno male perchè sennò mi toccava pensare che Cronenberg si fosse rimbabito.
Invece quello che è accaduto in realtà dev'essere stato proprio quello che ha detto Cronenberg, non si fa nessuna fatica a crederlo vedendo il film. Si tratta di una storia di una banalità incredibile, trattata secondo i peggiori canoni americani (quelli tipici del cattivo cinema americano) nella quale agiscono personaggio piattissimi. Tuttavia ci sono alcuni lampi cronenberghiani a rendere la visione quantomeno interessante.
La storia è proprio una storia di violenza (anche se il titolo fa riferimento alla storia personale del protagonista, in sostanza il suo passato violento), che narrando di un uomo che aveva cercato una seconda occasione per rifarsi una vita ma è costretto a fare nuovamente i conti con quella passata, fa pensare ad altro e cerca di comunicare altro. A History Of Violence, parla di violenza appunto ma nel senso più lato del termine e del concetto, rappresenta vite dove la violenza è all'ordine del giorno: violenza verbale, violenza morale, violenza carnale e soprattutto violenza fisica (chiaramente trattandosi di Cronenberg la violenza fisica è rappresentata con un'efferatezza impressionante, quasi asiatica).
La scena più bella ed esemplificativa del film è quella dell'amplesso furioso e violentissimo sulle scale che segue un tentativo di fuga. Ma anche la storia parallela del figlio a scuola o quella della violenza mediatica sono funzionali.
Impossibile però giustificare le immani cadute di stile che costellano il film non ultima la sequenza finale nella villa del fratello, mi sono sentito trattato come un cretino.

Per Tony, ad un certo punto del film il protagonista imbocca in una mega villona con tenuta e a poche decine di metri dalla casa/castell, sempre all'interno delle proprietà, c'è il lago privato. E pure grosso.





A Miami non di Natale

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Frankie666 mi ha rigirato l'indirizzo del trailer di Miami Vice, l'hanno già visto alcuni bloggers e concordo con loro sul fatto che è molto Collateral.
Mi chiedo proprio come sarà, Mann ha tutto il diritto e l'autorità di staccarsi dalla serie e con quei personaggi e quelle ambientazioni perseguire altri fini, ma chissà se lo farà o continuerà la deriva sui temi di Collateral...

19.12.05

Sono proprio contento. Voglio vedere in quanti li comprano

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3 ha vinto la causa contro la Eagle Pictures (come era facile immaginare) e quindi potrà trasmettere via videofonino i film in prima visione. Il prossimo è Memorie di una Geisha.

I blockbuster non sono fiorellini

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Come è rito da qualche anno all'uscita di ogni blockbuster arrivano le notizie che non sta incassando abbastanza. Sono 3 anni consecutivi che si chiude l'anno sotto le aspettative d'incasso, e parliamo di cinema americano. Ora anche King Kong non ha aperto bene, certo anche Polar Express e Titanic non aprirono bene e poi si tirarono su, ma la cosa non fa ben sperare.
Io ho letto buone recensioni, e penso non sia male, andrò appena posso.

18.12.05

HDTV

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La televisione ad alta definizione o HDTV è il prossimo passo non solo del principale apparecchio tecnologico domestico ma anche si molti degli strumenti che gli gravitano intorno.
Con il passaggio totale al digitale (che in Italia forsè arriverà nel 2010) delle trasmissioni televisive comincerà a farsi interessante l'idea di avere apparecchi televisivi in grado di restituire una visione ad altissima definizione.
Le società promotrici di questo standard, principalmente JVC, Mitsubishi Digital Electronics America, Samsung, Sun, NBC Universal e Charter Communications, proprio per favorire l'emergere di questo formato si sono unite in un consorzio detto HANA (High Definition Audio-Video Network Alliance). Dalla loro collaborazione dovrebbero emergere gli standard non solo per la televisione in HD, quella già è in commercio, ma per i set top box, i decoder e i videoregistratori digitali compatibili con la tecnologia FireWire che consente la connessione senza fili.
In sostanza tutto connesso senza fili in tutta casa.
al centro di tutto ci dovrebbe essere un media center (un computer dall'interfaccia simile al televisore) in grado di gestire i flussi in contemporanea, dal quale in sostanza si possa decidere di registrare L'Isola Dei Famosi su Rai2 con il video registratore (o il media center stesso) in salotto mentre sullo schermo si vede il Grande Fratello registrato la sera prima, far partire nel televisore in camera il film di Ron Howard scaricato illeglamente e vedere la Talpa nel televisore in bagno.

Per le prime specifiche si parla di 2007 e c'è l'intenzione di appoggiarsi ai DRM (Digital Rights Managment) per permettere di spostare i medesimi contenuti su tutti i supporti nella stessa casa e impedire di vedere o gestire materiale non acquistato.

E' ancora presto per gridare vittoria

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Dopo tre anni di guerra giudiziaria a tutti i programmi P2P più utilizzati adesso per la prima volta arrivano dei dati confortanti nella lotta alla pirateria. Secondo NPD Group negli ultimi tre mesi quasi settecentomila persone (nella sola America) hanno abbandonato il file sharing illegale, una cifra pari all'11% del totale.

Tempo fa si era detto che il pubblico dell'allora galoppante vendita legale di file musicali era il medesimo che scaricava illegalmente, tanto che all'aumentare delle vendite aumentavano anche le connessioni ai server P2P. Ora questo calo viene poco dopo l'annuncio di uno stallo nelle vendite di file musicali.

17.12.05

In Giappone bambini tracciati con la tecnologia Wi.Fi.

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Da Repubblica.it

Contro tutto e contro tutti

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Da estimatore (badate ho detto estimatore e non amante, tenetelo presente quando mi attaccherete nei commenti) di Gabriele Muccino sono lieto di sapere che sta terminando il montaggio di Pursuit Of Happiness, il suo primo film hollywoodiano con Will Smith. Non mi aspetto molto, è difficile esordire in America, spero solo non abbia davvero rinunciato al suo stile (che è in sostanza ciò che ammiro di lui) come sostiene nell'intervista rilasciata a Barbara Palombelli sul Corriere (cartaceo) di oggi.

Ho qualche perplessità

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Il Guardian pubblica un elenco dei 12 film (uno per mese) imperdibili del 2005. Molte perplessità, in primis La Caduta o il film su Mitterand, Le Passeggiate Sui Campi di Marte era il titolo se non sbaglio, ma mi fa piacere vedere che è presente Le Conseguenze Dell'Amore, segno che il film è non solo stato esportato come si deve ma ha riscosso fuori il medesimo successo che in patria.

Rize (2005)
di David LaChapelle

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Grandissimo fotografo, LaChapelle si concede un incursione nel genere documentario e realizza Rize, un'opera esteticamente folgorante come era da aspettarsi, anche se cinematograficamente non eccellente. Il tema con tutta probabilità è stato scelto anche per l'affinità estetica con lo stile del regista, le sue fotografie dense di elementi eterogenei e coloratissimi, non sono troppo diverse da molte delle naturali ambientazioni vivaci e colorate dei sobborghi afroamericani. Al centro di tutto c'è la comunità di colore del ghetto di South Central a Los Angeles ed alcuni movimenti o gang di danza metropolitana sviluppatisi a partire dall'iniziativa di un clown che anima feste per bambini e parallelamente ha una sua gang di ballo.
Alcune scene sono anche palesemente create ad arte, sequenze di ballo in ambienti lachapelliani, nelle quali il fotografo si può permettere anche l'uso di obiettivi e filtri particolari che le rendono delle piccole operette.
Per il resto il documentario parte narrando di un modo di fare fronte al disagio ed alla criminalità dei sobborghi e finisce a parlare della cultura nera nel senso più ampio mostrando come tutto sia collegate alle loro origini e al blues e come tutto si confronti continuamente con lo stato di degrado sopra il quale, appunto, si vogliono ergere. Di grande effetto la scena in cui i balli di una delle gang, che ha sviluppato un modo autonomo di ballare e dipingersi la faccia, vengono messi a confronto, tramite il montaggio alternato, con alcuni balli tribali nei quali uomini delle tribù africane si muovono e hanno la faccia dipinta in modo molto simile.
Meno toccanti le parti più kitsch riguardo le giovani morti per conflitti a fuoco e le tragedie del ghetto al margine di questi eventi.
Rimane tuttavia un documento forte della cultura afroamericana ancora legatissima alle sue radici, un retaggio immateriale e quasi genetico che si manifesta anche in questa che è solo una delle loro molteplici forme d'espressione. Ed è anche malinconico alla fine quando molti di loro parlano di diventare qualcuno contagiato dal mito americano del successo che in fondo non gli appartiene.





16.12.05

Il Gigante (Giant, 1956)
di George Stevens

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Come tutti i grandi polpettoni da 3 ore e passa Il Gigante è un bellissimo romanzone, nulla di eccezionale, ma molto più vicino per certi versi ad un libro che ad un film. Narra la saga della famiglia Benedict, magnati dell'allevamento in Texas, che passano da un sistema altamente razziale alla tolleranza verso gli indio della zona (e per estensione anche a tutti quelli che non tolleravano prima) grazie prima all'arrivo di una donna di un altro stato e poi alla nuova generazione.
Parallelamente alla saga dei Benedict si svolge invece la storia di Jett, cioè James Dean, una storia poco comprensibile perchè importante, interessante ma trattata solo marginalmente a causa della prematura morte dell'interprete. Decisamente poco incisivo in quest caso Dean, forse il personaggio, forse le poche scene, fatto sta che in questo film è un po' la caricatura del grande attore che è stato.
Fantastico invece Rock Hudson, che lentamente col passare degli anni diventa il classico magnate americano, e quando fa a pugni in una delle ultime scene è ormai nella fase J.R.. Su Liz Taylor nulla da dire, è Liz Taylor e sta là.
E' un po' la classica riproposizione del modello vincente di Via Col Vento, grandi spazi, ampio respiro, grande saga, personaggi titanici, attoroni, scenografie sfarzose e grande sforzo produttivo, ma non è che si ripetono i grandi successi e Il Gigante è un grande film classico mancato. Niente a che vedere invece con La Valle Dell'Eden per dire, un film anti classico pur su uno scenario ed una base simili.
Poi a me 'sti polpettoni d'altri tempi che narrano storie d'altri tempi nei quali le persone ragionano come gente d'altri tempi mi comprano sempre con poco, ma non c'è verso, devo ammettere che Il Gigante non è riuscito bene.
Terza apparizione sullo schermo e primo ruolo un po' serio per Dennis Hopper che fa il figlio ribelle di Rock Hudson.





Le parole più cercate del 2005

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Yahoo! ha reso pubblica la classifica delle parole più cercate del 2005. Per la terza volta in 4 anni vince Britney Spears.

Un simpatico regalo per Natale

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Se ne portate uno in un'altra stanza dovete pianificare attentamente la strada che farete. Computer e monitor ne saranno colpiti, altri magneti oggetti metallici potrebbero essere attratti anche a considerevoli distanze e volare anche a velocità sostenute fino al magnete. Se ti trovi tra due di questi magneti potresti fare seriamente del male.

Se due di questi magneti sono messi vicini possono creare un campo magnetico incredibile che può avere effetti pericolosi. Di tutti i prodotti che vendiamo questi sono sicuramente i più pericolosi. Il nostro personale addetto all'impacchettamente ed alla spedizione si rifiuta di impacchettarli, lo devono fare degli ingegneri. Non è uno scherzoe non insisteremo mai abbastanza su quanto dobbiare fare attenzione a cosa fate con questi magneti.

Nota: due di questi dischi magnetici da 3 pollici per 1 possono se fuori controllo possono facilmente rompere un braccio.

Link

Wikipedia contro l'Enciclopedia Britannica

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L'enciclopedia open source di internet messa a confronto con l'Enciclopedia Britannica da un gruppo di esperti (ah! gli esperti), è risultato dotata di solo pochi errori di più.
Gli espertoni hanno consultato alcune voci prese a caso dalle due enciclopedie senza sapere quali venissero dall'una e quali dall'altra e dovevano dire se trovavano errori o meno e di quale entità.
Su 42 voci Wikipedia riporta 4 errori e l'Enciclopedia Britannica 3.
Per errore si intende omissioni fondamentali, errori di fatto e cattive interpretazioni.

15.12.05

"Vi chiedo per favore: non scrivete cinepanettone"

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Uscito dalla conferenza stampa di Natale a Miami che si è tenuta ieri nell'hotel Regis di Roma, pensavo di aver capito tutto sui motivi della rottura tra Boldi e il film di Natale firmato De Laurentiis. Oggi invece leggo varie cose da diverse fonti, cose che proprio non avevo sentito nè colto, tant'è che è specificato sono state dette a latere della conferenza stampa (e io pivello che me ne sono andato subito appena è finita....).
Ma io cmq non credo ci sia una vera rottura, non credo ci sia l'astio che si va sbandierando, li ho visti interagire, ridere, scherzare e scambiarsi sguardi divertiti. Credo più che alro che Boldi e De Sica non siano mai stati amici ma che lavorino bene insieme e finito un film ci si rivede l'anno prossimo. Poi riguardo quello che si sono detti sui giornali lo stesso De Sica ne ha parlato apertamente, non mi è sembrato un problema.
I motivi per cui Boldi lascia la FilmAuro (perchè è questa che lascia e non De Sica) sono chiari e comprensibili
Massimo Boldi sulla rottura
Massimo Boldi e De Laurentiis sulla sperimentazione
e la risposta di De Laurentiis è stata (da vero produttore) che gli attori vanno e vengono ma il film di Natale FilmAuro rimane.

Ma perchè parlare così approfonditamente di questo? Non sono un critico dei film di Natale "family movie" come li chiama De Laurentiis, anzi. Non li vado a vedere, non mi piacciono, ma non li attacco anzi spero nel loro successo incondizionatamente, sia che si tratti di quelli Boldi-De Sica sia che si tratti di Pieraccioni, perchè sono soldi che arrivano. Mi sembra assurdo discutere su come questi soldi vengano fatti, cioè con film banali e cinematograficamente poveri che sfruttano stereotipi triti e le più banali trovate slapstick, semmai si potrebbe parlare di come questi soldi vengano poi reinvestiti. Mi sembra cioè onorevolissimo fare questi film per fare soldi, perchè in questo modo si possono produrre tante cose più di nicchia e magari difficili o rischiose che altrimenti non ci si potrebbe permettere. Cosa questa che poi in una certa misura viene anche fatta, si dirà certo poi che non basta mai, ma mi sembra che negli ultimi anni si sono viste moltissime opere prime, cosa lodevole.
L'ha giustamente sottolineato Massimo Ghini quando si è detto spaventato e onorato di fare un film di questo tipo, perchè ci si confronta con il mercato vero, qui BISOGNA fare un risultato, non è il solito film italiano che già si sa quanto incasserà.

Mi sembra allora interessante sapere come mai LA COPPIA (e la smettessero di dire che non esiste nessuna coppia basta guardare i cartelloni) si divide e se tornerà insieme (non lo escludono al termine dei 4 anni di contratto che Boldi ha fatto con un altro partner), perchè più film così escono in questi periodi cruciali più film si fanno. Poi il resto dell'anno possiamo tornare ad andare al cinema in 4 gatti e vedere i film asiatici che vengono distribuiti a volte male (molto male) ma a volte con audacia, anche grazie a quei soldi.

La frase del titolo del post l'ha detta a fine conferenza Boldi con tono serio e quasi pietoso.

La Marcia Dei Pinguini (La Marche de L'Empereur, 2005)
di Luc Jacquet

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Finalmente sono riuscito a vedere La Marcia Dei Pinguini. A dire il vero poco prima di entrare in sala sono stato assalito dal terrore di vedere una bufala colossale, invece no. Invece è molto molto bello. Chiaramente come è facile immaginare anche senza averlo visto, esteticamente è fantastico, tecnicamente impressionante come del resto la maggior parte dei documentari naturalistici. Si capisce che c'è dietro un'esperienza nel filmare animali incredibile. I colori, il bilanciamento di tutto quel bianco e celeste, le inquadrature ravvicinate dei pinguini e quelle da lontano del branco (o stormo? in fondo sono uccelli...) sono meravigliose.
E' il vero trionfo dell'estetica e dell'immagine. O meglio lo poteva essere. Infatti quello che convince molto meno è la voce narrante. Non che Fiorello non sia adatto, ad essere in questione per me è la scelta di avere un narratore che sia così presente e pressante, ma soprattutto così furbetto. Non poteva che esserci un narratore perchè alcune cose vanno spiegate, lo spettatore medio non distinuge neanche un pinguino maschio da uno femmina, ma da lì a a premere l'acceleratore verso il patetismo, il kitsch ce ne passa. Perchè sottolineare in maniera banale e ripetitiva ogni momento topico? Perchè esagerare nel forzare i dialoghi tra pinguini nei momenti toccanti?
Non sopporto quando si fa la scelta di non affidarsi alla forza delle immagini che poi in questo caso sono potentissime, bastano davvero da sole, senza dover mettere in bocca ai pinguini frasi poetiche o melodrammatiche dichiarazioni d'amore. Specialmente quando ci si trova davanti ad uno degli spettacoli più intenerenti mai visti. Essendoci poca colonna sonora e molti momenti in cui non si sente altro che musica molto bassa poi non sono sicuramente stato l'unico a cui è capitato di sentire in sala i continui "Oooooh!" di tenerezza del pubblico.
Qui si dovrebbe poi inserire il discorso sulla versione originale del film (che non ho visto), doppiata da tre persone diverse ma cmq diversa sia dalla versione americana (con voce narrante di Morgan Freeman) che da quella italiana, queste ultime due infatti pare siano state disconosciute da Luc Jacquet.
Rimane però la fascinazione davanti allo spettacolo della natura (una volta tanto uso questa frase orrenda perchè mi sembra davvero calzi) e davanti alla vita dimmerda che fanno questi pinguini.





Quante sorprese.....

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A quest'ora l'avrete visto già tutti ma non mi esimo da linkare il primo trailer di Il Codice Da Vinci, il film di Ron Howard sul libro di Dan Brown con Tom Hanks, Audrey Tautou e Jean Reno in uscita a maggio 2006.
Mi è sembrato di vedere anche un inseguimento in Smart. Se volete sapere com'è senza vederlo ve lo dico io. Esattamente come lo immaginate. Esattamente.

Storie di geni

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Sul blog di Cristiancontini la storia di un uomo assurdo.

14.12.05

Una delle aziende tecnologicamente più avanzate d'Italia

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E' nei piani di McDonald's una joint venture con Disney. Il piano è questo.
Con il primo Happy Meal ti danno il gadget protatile (già brevettato) con il quale puoi scaricare dentro i McDonald's i film o dati o quel che prevederanno. Poi ai successivi Happy Meal acquistati prendi una scheda con un codice lo inserisci e scarichi parte del file o quel che è, puoi scaricare solo mentre sei dentro un punto McDonald's chiaramente. Alla fine in 5 pasti hai l'opera completa.
Questo, specialmente se messo in associazione con le promozioni targate McDonald's/Nintendo, che la multinazionale della ristorazione per eccellenza vuole seriamente puntare sul wi.fi. nei sui ristoranti (ristoranti??).
Se tutto questo diventa ufficiale i McDonald's potrebbero costituire i punti la maggioranza dei punti Wi.Fi. italiani.

Come le URGE(nze) di Mtv incontrano Microsoft e favoriscono Rhapsody

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Nonostante i mille corteggiamenti di Apple Mtv non ha voluto sentire ragioni (solo soldi) e il suo accordo l'ha stretto con Microsoft, e questo prevede:
- Supporto tecnico per lo sviluppo del music store di proprietà di Mtv denominato URGE (in sostanza si venderanno file WMA copy-protected)
- Supporto per la distribuzione (URGE sarà accessibile da Windows Media Player)

Microsoft minimizza ma in realtà si sono proprio alleati contro Apple, anche perchè i file WMA copy-protected non saranno leggibili dall'iPod.
Si parla di una cosa proprio grossa. Il music store di Mtv dovrebbe avere 2 milioni di tracce contro il poco più di un milione e mezzo di iTunes, e dovrebbe poter offrire anche contenuti originali presi dalle trasmissioni di Mtv. Un business coi controcazzi.

Ma io mi chiedo: quasi tutti quelli che hanno un lettore Mp3 hanno un iPod, è il gadget più venduto in assoluto del 2005, in solo questo mese ogni quindici secondi ne viene venduto uno, è la parola più cercata su AOL e da solo tiene in piedi Apple, inoltre va anche di moda il che vuol dire che ancora per un bel po' venderà più di tutti (da poco scopro che il concorrente numero 1 Zen Vision costa pure di più (ma è migliore)). Insomma è l'oggetto intorno al quale gira la musica digitale e Mtv fa il suo music store per vendere file non leggibili dall'iPod. Ma chi li compra? Sarà un incentivo così grosso da far passare gli utenti ad un altro device portatile che leggere MP3, non ci credo, non è possibile.
URGE sarà promosso da Mtv, che ci farà delle campagne pubblicitarie pazzesche, come non se ne sono mai fatte per music store, e in più sarà compreso in Windows Media Player, cioè chiunque compri un nuovo computer lo avrà già installato. Uno strumento così utile e pervasivo che però potrà essere usato solo da quelli che non hanno l'iPod cioè al momento i meno interessati alla musica portatile.
Ma c'è il terzo gaudente tra i due litiganti. Compreso in Windows Media Player ci dovrà essere per forza anche Rhapsody perchè Real Networks ha vinto la causa anti-trust e il giudice ha così disposto. Milioni di persone vedranno le pubblicità o apriranno Windows Media Player e si troveranno davanti un music store bellissimo, ma incompatabile con il loro iPod e in un angoletto si troveranno la possibilità di accedere ad un altro music store, Rhapsody che vende Mp3 leggibili da chiunque.

Io? Un giovane di talento.

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E' partito oggi il mio secondo blog. Niente di che, una filiazione di questo (che rimane il blog n.1, com un figlio primogenito) ad opera di blogosfere, nuovo nanopublisher (sul nanopublishing un post tra poco) e piattaforma multiblog a scopo di lucro, se poi ci sarà davvero questo lucro (per me ne dubito) vedremo, cmq il blog è partito. Si chiama Pellicole Rovinate e tratta unicamente di cinema pre anni '90.
In molti casi vedrà post che sono anche qui (mica faccio il blogger di lavoro io) o che di qui sono passati. Non penso in sostanza di riempirlo di contenuti appositi ma di trasferire lì tutti i post su quel tema. Non credo infatti che i due blog avranno il medesimo pubblico, cmq si vedrà sono sempre ben disposto a cambiare i piani in corsa.
Ringrazio tantissimo Tony per il logo (tutta la mia stima a chi indovina da che film vengono quegli occhi), fatto con tutta calma e senza ridursi all'ultimo secondo.

Infine su Blogosfere.it è annunciata la partenza del blog e senza la minima velleità propagandistica vengo definito un giovane di talento. A me la definizione piace...

Disonorata (Dishonored, 1931)
di Josef Von Sternberg

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Secondo film americano della coppia Von Sternberg/Dietrich dopo il mitico Marocco, un thriller di spionaggio internazionale, basato sulla storia di Mata Hari, ambientato durante la prima guerra mondiale. Proprio niente male, Von Sternberg si "nasconde" dietro la macchina da presa tutto il tempo lasciando il campo a Marlene Dietrich, gira il film con uno stile trasparente al massimo, ma alla fine arriva in tutta la sua potenza con due, tre e trovate ad effetto. Marlene dal canto suo è Marlene, io non vado matto per lei ma non posso negarne i risultati specialmente quando in coppia con il suo pigmalione.
Disonorata è molto bello, riesce a dare un'idea precisa di ogni personaggio in ballo, riesce ad avere idee di trama e di regia, riesce a meravigliare in più di un punto ed alla fine anche emozionare. Non tratta mai lo spettatore da stupido pur narrando eventi poco probabili e dipinge senza enfasi un fascinoso mondo fatto di onore, patriottismo e virilità. E' bellissimo in particolar modo il colonnello russo e la sua storia d'amore con la spia austriaca, che alla fine, come il personaggio di Marocco (che però è irragiungibile) dopo essere sembrata tanto dura tutto il film, crollerà nel finale. Il che è una cosa che mi compra sempre.




Per un'IPTV autonoma

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Vittorio Zambardino qui spiega e dimostra perchè le televisioni via internet non devono scimmiottare le televisioni normali ma trovare una loro strada. Come del resto ogni medium direi.

13.12.05

Traguardi

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Alle 18.30 di oggi un utente che si connette con Albacom è stato il visitatore numero 10.000 di questo blog.

Il VoIP di Microsoft

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Microsoft da oggi apre il beta testing del suo nuovo messenger, Live Messenger, virtualmente a tutti. Virtualmente nel senso che fa come Gmail, consente a chi già lo sta testando di invitare altre persone a provarlo.
Il nuovo messenger dovrebbe sostituire MSN, sarà un instant messenger a tutti gli effetti anche se tutta l'enfasi è sulle funzioni di VoIP. Live Messenger farà ufficialmente da telefono grazie alla tecnologia di MCI Web Calling. Al momento in America offre una tariffa di 2.3 centesimi a telefonata esterna (tra computer come sempre è gratis), da noi dovrebbe arrivare assieme al nuovo sistema operativo Windows Vista.
Entra così a combattere contro Yahoo! Messenger che già offre il servizio a 2.1 centesimi e contro Skype che continua a godere del vantaggio di essere arrivato per primo, perchè teoricamente i due messenger di Yahoo! e Microsoft dovrebbero essere migliori, in quanto anche messenger. Teoricamente.
Altro discorso per Google Talk il messenger d'elite di Google, scaricabile solo dai pochi aventi un account Gmail.

La verità ti fa male lo so

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Due notizie riguardo la pirateria musicale.
A Chicago una madre di famiglia è stata condannata a pagare 22.500$ come risarcimento per aver scaricato BEN 30 file MP3 coperti da diritti d'autore. I giudici hanno decretato che la signora era colpevole perchè "ha violato le leggi in vigore sul copyright, poiché qualsiasi canzone scaricata e salvata dentro un disco rigido, pronta per essere ascoltata in futuro, sostituisce una copia legalmente acquistata". Sembrerebbe una mossa del cazzo (ed in parte...) ma nemmeno troppo se si calcola la prossima notizia.
Contemporaneamente a questo infatti un nuovo studio su pirateria e diritto d'autore realizzato da Business Software Alliance sostiene che un ridimensionamento del 35% del fenomeno della pirateria mondiale sarebbe in grado di produrre nei prossimi quattro anni una crescita economica da 400 miliardi di dollari, 2,4 milioni di posti di lavoro e entrate per gli erari di circa 67 miliardi di dollari. "Quando le nazioni si impegnano per la riduzione della pirateria software tutti ne possono trarre beneficio. Nuovi posti di lavoro, più scelta per i consumatori, aziende libere di poter operare al meglio sul mercato ed entrate fiscali superiori per i Governi", ha dichiarato Robert Holleyman, presidente e CEO di BSA. "Lo studio conferma ciò che pensano tutti da tempo: la riduzione della pirateria darebbe risultati concreti che permetterebbero di alimentare non solo l'economia ma anche gli investimenti in settori chiave, come la sanità e la formazione", ha aggiunto John Gantz, analista presso IDC.
Qual è il paese con il minor tasso di pirateria? Stati Uniti.
Il paese europeo dove le vendite di musica digitale vanno meglio? L'Inghilterra. Tutti paesi che non se la passano male.

Complimentoni!

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Il Giornale.it in quest'articolo sostiene che Ti Amo in Tutte Le Lingue Del Mondo sarà visibile in Mp3.
Complimenti.

Per dare un'idea della differenza

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Santo subito - 17.34%

Sudoku - 14.69%

Rock&Lento - 14.24%

Aviaria - 12.15%

Primarie - 11.37%

Pacs - 7.28%

Furbetti (del quartierino) - 6.97%

Podcast - 4.41%

Zapaterismo - 3.95%

Banlieu - 2.95%

Meticciato - 2.48%

Tav - 2.18%

Le classifica delle parole dell'anno 2005 votate dai lettori del Corriere.it. In America è stata eletta podcast. Credo non ci sia null'altro da aggiungere.